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Giudicarie, Cia: "Attenzione ai quattro chilometri di variante: danni ambientali, residuati bellici e scarsa sicurezza"

L'opera, attesa dal 1999, ha visto partire il cantiere l'anno scorso. Il costo dell'intera operazione si aggira intorno ai 41 milioni di euro. Cia: "Non si chiede di tornare indietro, ma almeno di salvaguardare l'ambiente e informare i cittadini sui lavori"

Di Luca Andreazza - 28 dicembre 2016 - 08:14

PIEVE DI BONO - PREZZO. "Non è la prima volta - dice Claudio Cia, leader di Agire - che nelle Valli Giudicarie le istituzioni rimangano silenziose davanti al bene ambientale, come nei casi delle centraline nella Val di Breguzzo, il Lago di Roncone e il Biodigestore a Zuclo. All'elenco si aggiunge ora la variante stradale nel cantiere di Agrone e abbiamo il timore che questa opera pubblica si riveli il solito marchingegno di stampo pubblico per favorire i pochi e danneggiare i molti: è chiaro che un’alternativa stradale del genere influirà sulle piccole attività imprenditoriali locali, specialmente dal lato economico".

 

Questa volta a salire sul banco degli imputati sarebbe quindi la variante stradale nel cantiere di Agrone, frazione del neo nato comune di Pieve di Bono - Prezzo. Un'opera, attesa dal 1999, iniziata l'anno scorso e che si sviluppa dai Forti di Lardaro per 4 chilometri: un intervento impegnativo che prevede uno sviluppo dei lavori principalmente in galleria. I costi totali si aggirano intorno ai 41 milioni di euro.  

 

 

"Un'opera pubblica mastodontica - continua - nella quale la comunità non è stata coinvolta. Non si chiede al cittadino di entrare nel merito della progettazione, ma almeno si invita a fornire i contorni del progetto. Si registra una totale assenza di comunicazione, ma se non si vuole organizzare un incontro, sembra il minimo inviare una lettera oppure un comunicato stampa ai quotidiani per informare gli abitanti sui lavori e il loro sviluppo".

 

Il bando di esecuzione è stato vinto da Collini Lavori che, in collaborazione con Ediltione, Misconel e Costruzioni Casarotto, prevede la costruzione del nuovo tracciato stradale alternativo alla Strada Statale 237 del Caffaro nel territorio del Comune di Pieve di Bono-Prezzo sviluppato sulla lunghezza complessiva di 3.800 metri circa. "Ovviamente non si chiede la sospensione del cantiere - dice - in quanto è già iniziato, l'opera è attesa da tempo e bisogna rispettare il lavoro che si è creato per realizzare la variante, ma abbiamo diverse perplessità, quali in particolare i danni ambientali e la dubbia sicurezza. Sarebbe necessario che l'incarico a vigilare sui lavori venga affidato a chi non ha interessi politici".

 

L'intervento comprende la costruzione di 1 galleria naturale 'Castel Romano' di circa 1.000 metri, tratte all'aperto realizzate a 'mezza costa' per circa 2.620 metri, 1 viadotto sul torrente Adanà di 165 metri, 5 manufatti fra sottopassi e sovrapassi e 2 svincoli di raccordo alla viabilità esistente, oltre a tutti gli impianti tecnologici del caso: "Questo intervento pubblico - prosegue Cia - ha raggiunto anche il torrente Adanà, che nasce sui monti dell’Adamello e si getta nel fiume Chiese e purtroppo sembra risentire di questi interventi, senza dimenticare l'impatto dei lavori che mettono a rischio la salvaguardia dell'ambiente, una risorsa naturale e boschiva davvero unica. Aspetto questo che non sembra venir preso in considerazione".

 

 

Un altro aspetto finito sotto la lente d'ingrandimento dell'interrogazione firmata da Agire è la sicurezza in quanto "Mancano segnali e barriere - conclude Cia - proprio in zona Cologna è avvenuto pochi giorni fa un incidente automobilistico, mentre durante i lavori sarebbero stati trovati dei residuati bellici. E' necessario vigilare sulle condizioni di sicurezza per garantire i cittadini del Comune di Pieve di Bono-Prezzo".

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