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Giudicarie, variante di Agrone. Cia interroga, il sindaco risponde: "Boutade populista"

Il leader di Agire ha sollevato diverse perplessità in quanto a sicurezza, tutela dell'ambiente e interessi nella realizzazione della nuova variante di Agrone, opera attesa dal 1999 e che costa circa 41 milioni di euro. Il sindaco di Pieve di Bono-Prezzo però ribatte sull'importanza del cantiere e rassicura i cittadini sulla correttezza dell'operazione

Da sinistra il consigliere provinciale Claudio Cia e il sindaco di Pieve di Bono-Prezzo Attilio Maestri
Di Luca Andreazza - 29 dicembre 2016 - 15:08

PIEVE DI BONO-PREZZO. "Al termine di questi lavori, attesi da gran parte della popolazione, sarà riconosciuto l'impegno profuso nella realizzazione dell'opera per garantire il giusto equilibrio tra le esigenze di rispetto ambientale e quelle, non meno importanti, di qualità della vita per le persone che hanno scelto di rimanere a vivere nel nostro comune e di frequentare le nostre zone", queste le parole del sindaco di Pieve di Bono-Prezzo Attilio Maestri, il quale non si sottrae alle domande e risponde colpo su colpo sulle colonne de il Dolomiti all'interrogazione del leader di Agire, il consigliere provinciale Claudio Cia.

 

"Questo intervento pubblico - aveva detto Cia - ha raggiunto anche il torrente Adanà, che nasce sui monti dell’Adamello e si getta nel fiume Chiese e purtroppo sembra risentire di questi interventi, senza dimenticare l'impatto dei lavori che mettono a rischio la salvaguardia dell'ambiente, una risorsa naturale e boschiva davvero unica. Aspetto questo che non sembra venir preso in considerazione. Non si conoscono - aveva aggiunto - i contorni del progetto e i cittadini non sono informati dei lavori".

 

"Sicuramente chi guarda solamente alla situazione attuale - spiega Maestri - spinto magari da qualche suggerimento interessato e senza preoccuparsi di approfondire o verificare i fatti, può pensare ad un consumo di territorio anomalo e indiscriminato.

 

La realizzazione dell’opera necessita di alcuni interventi di preparazione e consolidamento del territorio interessato che sarà ripristinato una volta ultimata la variante. La nostra amministrazione non è rimasta silente: abbiamo partecipato in concerto con la Provincia alla stesura del progetto, senza dimenticare che il consiglio comunale si è espresso favorevolmente solo dopo aver ottenuto alcune modifiche tese a migliorare l’aspetto ambientale e la sicurezza (minor consumo di territorio, soluzioni legate alla tutela dei cittadini, ulteriore sicurezza a sud di Cologna).

 

Dati, slide e rendering non sono mancati all'interno del consiglio comunale e queste analisi sono state presentate in tutte le frazioni, prima ancora dell’inizio dei lavori, riscontrando pochissime, naturalmente rispettabilissime, voci critiche. Il torrente Adanà non sarà penalizzato da alcun intervento, ma sopporta eventualmente qualche disagio durante il cantiere, come del resto inevitabile in tutta la zona interessata. Questa variante renderà l'ambiente più sano".

 

"Abbiamo il timore - aveva proseguito il consigliere - che questa opera pubblica si riveli il solito marchingegno di stampo pubblico per favorire i pochi e danneggiare i molti: è chiaro che un’alternativa stradale del genere influirà sulle piccole attività imprenditoriali locali, specialmente dal lato economico".

 

"Si tratta della classica 'boutade populista' non supportata da alcuna verifica concreti. Anzi, mi risulta che a cavallo della fine del millennio, fra gli anni '90 e 2000 la 'busa' di Pieve di Bono ha perso centinaia di posti di lavoro, oltre alla chiusura di aziende storiche. Tutto questo quando la variante era ancora sulla carta e intanto sono trascorsi quasi venti anni. Ora possiamo anche rimanere inerti e attendere la chiusura di ciò che resta oppure cercare di trovare alternative per far rivivere le nostre comunità. L’amministrazione ha investito e continua a credere in progetti di qualità legati allo sviluppo socio economico, ambientale e turistico, anche pensando in prospettiva a centri abitati liberi dal problema del traffico, prendendo in esame le conseguenti problematiche legate all'ambiente e alla qualità di vita dei residenti e di potenziali turisti.

 

L'amministrazione è attenta e sensibile nel tutelare soprattutto chi ha scelto di rimanere e investire su un modo diverso di valorizzare le risorse e sullo sviluppo economico che può conseguire. Se percorriamo la valle da Ponte Caffaro a Campiglio, non sono molti i centri abitati ancora attraversati dalla strada statale, mentre qui è il caso di ben quattro sulle sei totali.

 

Mi piacerebbe invece sapere chi sono quei 'pochi' che potrebbero trarre vantaggio da questa variante a Pieve di Bono".  

 

Un altro aspetto finito sotto la lente d'ingrandimento dell'interrogazione firmata da Agire è la sicurezza in quanto "Mancano segnali e barriere - concludeva Cia - proprio in zona Cologna è avvenuto pochi giorni fa un incidente automobilistico, mentre durante i lavori sarebbero stati trovati dei residuati bellici. E' necessario vigilare sulle condizioni di sicurezza per garantire i cittadini del Comune di Pieve di Bono-Prezzo".

 

"La sicurezza è proprio fra i principali motivi che hanno ispirato l’opera già negli anni ’90: la variante libera il traffico dalle quattro frazioni attraversate dalla strada statale 237 del Caffaro, dove alcuni tratti presentano criticità tali da mettere a rischio l’incolumità degli abitanti. Il progetto prevede nuovi svincoli e la messa in sicurezza quelli esistenti a tutela di residenti, turisti e passanti occasionali.

 

Prima dell’inizio dei lavori è stata effettuata una bonifica bellica di tutta l’area di cantiere. Mi preme però ricordare che la conca di Pieve di Bono si trovava al centro del conflitto durante la prima guerra mondiale: stretta tra il fronte austro-ungarico (come testimonia la barriera dei Forti nella zona in cui inizia la nuova variante) e quello italiano (che si spingeva fino alla zona dell’attuale bacino artificiale che delimita il territorio comunale con Cimego). L'area è stata quindi oggetto di intensi e molteplici bombardamenti che hanno distrutto quasi in toto gli abitati e disseminato sul territorio residui bellici che periodicamente riemergono. La possibilità di bonificare la zona e mettere ulteriormente in sicurezza il territorio può essere visto come un modo per ottimizzare le risorse.

 

Per quanto riguarda invece l'incidente dei giorni scorsi nel tratto di strada a Cologna, sottolineo che già da qualche settimana è attiva una bretella provvisoria, indicata da opportune segnalazioni e indicazioni alla prudenza e al rispetto dei limiti di velocità. Da quanto però mi risulta, gli incidenti si sono verificati proprio per il mancato rispetto di queste indicazioni. Accogliamo comunque volentieri queste segnalazioni in quanto tutto è migliorabile e in questo senso abbiamo già provveduto a interessare i responsabili del cantiere della viabilità".

 

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