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Il Parco naturale del Monte Baldo si candida per diventare Patrimonio Unesco. "Biodiversità unica al mondo e valori storici"

La mozione presentata da 'Obiettivo comunità' è stata votata all'unanimità nell'ultima seduta consiliare della Comunità Alto Garda e Ledro. Ora parte l'iter istituzionale e si chiuderà il dossier da presentare per la valutazione finale. Marco Bottesi: "E’ proprio dal Monte Baldo che partì la colonizzazione del Trentino"

Di Rosanna Sapia (Liceo Prati) - 05 ottobre 2017 - 12:45

RIVA DEL GARDA. Le Dolomiti e le palafitte di Fiavé presto potrebbero avere compagnia, il Parco naturale del Monte Baldo si candida infatti per entrare nell'elite del patrimonio Unesco dell'umanità. Un progetto ambizioso, ma forte del rappresentare un unicum naturalistico e un passato importante come via maestra dei cacciatori paleolitici. 

 

Dopo il crescente aumento negli ultimi decenni del numero delle infrastrutture sul monte Baldo, il consiglio della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro, nel corso dell'ultima seduta, si è espressa all'unanimità sulla mozione del gruppo di minoranza 'Obiettivo comunità': via libera per candidare il Monte Baldo a Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.

 

"Le tempistiche ora non sono definite - dice Marco Bottesi, promotore di questa iniziativa - adesso è tutto in mano alla Provincia, il prossimo passaggio è quello di concludere il dossier di candidatura per la valutazione finale".

 

Un percorso però che rischia di scontrarsi con l'ipotesi di costruire lungo la Gardesana e nel ventre del Monte Baldo una centrale elettrica di pompaggio. Una richiesta che però trova contraria buona parte della cittadinanza.

 

"Il monte - aggiunge Bottesi - va preservato e salvaguardato, non solo perché sede di una biodiversità unica al mondo, ma anche per i suoi valori storici: circa 15 mila anni fa, i cacciatori paleo-mesolitici, seguendo le piste degli animali, quali stambecchi e camosci, approdarono nell'attuale Trentino Alto Adige, proseguendo fino al Monte Similaun dove è stato rinvenuto". 

 

E’ quindi proprio dal Monte Baldo che partì la colonizzazione di tutta l’area trentina. Nelle ricerche archeologiche svolte infatti dai professori Domenico Nisi e Bernardino Bagolini nei primi anni ’70, si è potuto individuare un itinerario di caccia stagionale, battuto nel tempo sia dall’uomo di Neanderthal ( 40.000 anni fa) sia dagli uomini del Paleolitico Superiore (12.000 anni fa) che ha permesso la prima antropizzazione dell’areale alpino dell’attuale Trentino­ Alto-Adige.

 

Oltre i suoi riconoscimenti storici e ambientali, il Monte Baldo è inoltre molto frequentato da turisti di tutte le nazionalità, che colpiti dalla particolarità del territorio, decidono di trascorrere qui la stagione estiva, intraprendendo numerose camminate in mezzo alla natura, ammirando le diverse varietà di piante e la folta flora che vi si incontra.

 

Una vera meta di prima qualità anche per gli amanti degli sport estremi che possono trascorrere il loro tempo libero praticando parapendio o lanciarsi in volo con il deltaplano.

 

La candidatura è lanciata e il Presidente della Comunità si impegnerà a portare questa proposta in tutti i Comuni e gli Enti che fanno parte del Parco naturale del Monte Baldo per richiedere così il riconoscimento del monte e della sua 'Via' Preistorica.

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