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Nico 1988, un film di Susanna Nicchiarelli sulla leggendaria cantante tedesca

In anteprima a Trento al cinema Astra il 12 ottobre, con la presenza della regista reduce dal Venezia 74: Primo premio, miglior film sezione Orizzonti.
Dal blog di Alda Baglioni - 11 ottobre 2017 - 15:52

La musica è cultura. E Nico, musicista maledetta degli anni settanta, lo dimostra. In anteprima a Trento al cinema Astra il 6 ottobre, con la presenza della regista, Susanna Nicchiarelli,  reduce dal Venezia 74, Primo premio, miglior film sezione Orizzonti.

 

I fotogrammi iniziali ci mostrano Nico nel contesto in cui è nata, i primi anni di vita. Germania, anni Quaranta, guerra, devastazione, in cui il padre viene annientato. Lei è bionda e bella, diviene la migliore modella di Berlino.

 

Poi il cinema, con Fellini, una parte nella “Dolce vita”. E’ affascinante ed irrequieta, gli anni sessanta la portano a New York dove conosce Andy Warhol, il padre della Pop Art.  La sua voce intrigante diviene protagonista di alcuni brani dei Velvet Underground.

 

Per esempio “All tomorrow’s Parties”, il preferito da Warhol. Il pianoforte che accompagna il brano scorre sempre la stessa nota. E’ un’idea di John Cale (che aveva studiato con John Cage). Lou Read, musicista all’epoca dei Velvet, definisce questa musica non divertimento ma cultura. Infatti il gruppo ha avuto un successo nel tempo.

 

Come lei Nico. Il film lo dimostra. La regista non voleva fare una storia di Nico ma voleva mostrarla negli ultimi anni di vita. Trasgressiva ed intrigante, con il desiderio di sperimentare nuovi suoni. Si vede lei che registra continuamente la natura, per interpretarla.

 

L’attrice pluripremiata che l’interpreta è Trine Dyrholm, era musicista, infatti canta i suoi brani con molta disinvoltura. Lei è splendida, l’abbiamo amata, come dice la regista, in “Love is all you need” e “La comune”. Un mostro di bravura.

 

Si mostrano i suoi ultimi anni di vita, il bisogno di ricostruire il rapporto con il figlio, Ari. Un figlio avuto da Alain Delon, non riconosciuto, solo la nonna, madre di Alain lo accoglie bambino. Un grande affetto per Ari , ci trasmette il film.

 

Un bambino vissuto nel mondo della Factory, dei party (All tomorrow’s Parties ritorna), è solo con una madre che ha altro a cui pensare. Sono gli anni settanta. Lei è testimone di un tempo che ha fatto la storia della musica e dell’arte.

 

Nico, Christa Paffgen, come vuole farsi chiamare ora, non è morta come i grandi del rock a ventisette anni. Un miracolo forse.

 

In Europa dove va in tour negli anni ottanta, si muove con disinvoltura e competenza musicale, a Praga viene osannata, nonostante la censura degli anni ottanta che la obbligano a scappare dal concerto. Lei, grazie al suo manager amico, attento e riservato, riesce a ritrovare il rapporto con l’amato figlio. Ma Ibiza diventerà l’ultima spiaggia.

 

Christa e’ stata protagonista di un momento storico che ha cambiato la musica e non solo il rock, morirà nell’ottantotto, disintossicata. Cosa lascia?  La sua voce, come il vento in un tubo di scolo... come dice il suo amico Bob Dylan, il Gothic Rock e poi il Punk. Un vortice d’idee, prorompenti, di musicisti precursori e  visionari che cavalcano il tempo.

 

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