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Storia di Henrique e delle sue cagnette Mayr e Zena direzione Svizzera per riabbracciare suo figlio
In molti lo avranno incontrato in centro. Ha lo sguardo fiero, gli occhi azzurri e due cagnolone sempre al seguito. Mi ha raccontato la sua storia, il suo viaggio diretto verso il bambino di 5 anni portatogli via dall'ex compagna
Dal blog di Barbara Mastronardi - 31 luglio 2017 - 19:29

Camminavo per le vie del centro storico di Trento, assorta e distratta, come sempre. Munita delle mie preziose cuffiette, immersa nella musica che adoro e nei miei mille pensieri, mi sono imbattuta d'un tratto in questo strano terzetto. Un ragazzo biondo, dalla barba dorata e dalla pelle color biscotto, tipica di chi gira tanto alla luce del sole, e due occhi azzurri trasparenti, puliti. Erano tutti e tre accampati sulla strada, lui e due magnifici cani.

 

Ho colto l'attimo, ho raccolto un momento di estrema tenerezza in cui il ragazzo, chinato su uno dei due animali lo stava accarezzando dolcemente parlandogli piano piano, con amore. E mi sono ricordata di un episodio raccontatomi da una persona, la cui descrizione corrispondeva perfettamente a chi avevo davanti. Questa ragazza mi ha narrato la storia di un uomo e dei suoi due cani e di come lui fosse quasi impazzito per il dolore quando quello più vecchio si era ammalato di una cistite fortissima ed invasiva.

 

 

Lei lo aveva aiutato ad andare da un veterinario e lui aveva speso fino all'ultimo centesimo per curare il suo amico di sempre, compagno di vita e di avventure. Questo episodio mi aveva colpito nel profondo perché è raro trovare un amore così forte per gli animali visto che viviamo in un mondo dove ogni giorno viene dimostrato l'esatto contrario, dove episodi di violenza gratuita si susseguono senza fine, una per tutte come esempio, l'ultima uscita del killer dei gatti. Mi sono avvicinata per parlargli e ho visto una profonda fierezza nei suoi occhi color del cielo. Gli ho chiesto se era il protagonista della mia storia e come pensavo, lui lo ha confermato. Il suo nome è Kevin Henrique le cagnette su chiamano Mayr e Zena, lui è di origini spagnole e gira il mondo con le due sue compagne di vita, che lo seguono ovunque.  

 

 

In questo momento della sua esistenza sta andando in Svizzera, dove ha finalmente trovato, e gli viene permesso di vedere, il figlio che ha avuto dalla compagna cinque anni fa e che lei gli ha portato via. Parla un italiano frammentato, misto a parole spagnole e per farsi capire si aiuta con i gesti. Io gli dico che conosco una parte della sua vita ed una lacrima lieve scende dai suoi occhi mentre ricorda questo episodio così doloroso. Mi racconta di lui, di Mayr e Zena, di come la sua vita sia avventurosa e strana e di come gli avvenimenti si susseguano incalzanti e continui con questa esistenza itinerante dove ha modo di conoscere e sperimentare ogni lato dell'umanità, buono o cattivo che sia. 

 

Mi racconta di come abbia sofferto quando Zena si è ammalata, di come sia grato, di cuore, alla persona che lo ha aiutato. Mi racconta di come a Civitavecchia lui e le sue cagnette abbiano salvato una coppia di ragazzi in pericolo. Mi racconta lo scorrere del tempo e io sono profondamente affascinata da questo intercalare frammentato, che tanto sa essere efficace e di come sia in grado, nonostante tutto di rendere gli avvenimenti vividi, salienti e concreti. Quando mi narra le sue avventure magicamente un vento di fantasia mi avvolge, e mi sembra di essere stata li, con lui. 

 

Mi colpisce a tal punto che gli chiedo se posso scrivere di lui, della sua vita, ed Henrique mi guarda con un luccichio negli occhi, felice probabilmente che lui è le sue compagne abbiano attirato l'attenzione di qualcuno. Felice che qualcuno si sia fermato e gli abbia parlato, senza l'abituale ritrosia che spesso la gente ha verso persone di questo genere. Mi avvicino piano piano alle due cagnette per accarezzarle e la mia teoria secondo la quale gli animali riconoscono ad istinto chi li ama, si conferma ancora una volta.

 

Zena si mette a pancia in su, indifesa e coccolosa come non mai ed Henrique mi guarda grato, quasi incredulo. A questo punto gli porgo la mano,  gli auguro con tutto il cuore di realizzare i suoi sogni e mentre si alza per riprendere il suo cammino e lo vedo sparire nel tramonto del giorno che se ne va sento il cuore più sereno.

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