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Autonomisti a fianco del Governo: c'è da ottenere il rinnovo dell'Autobrennero e le norme di attuazione su giustizia e agenzie fiscali
Dagli attentati di Nizza, Bruxelles e Berlino, alle immagini drammatiche di Aleppo, passando per il terremoto di Amatrice e l’elezione di Donald Trump si è chiuso un anno difficile da dimenticare. Il 2017 ripartiamo dal Governo Gentiloni lungo la strada seguita da Renzi
Dal blog di Franco Panizza - 10 gennaio 2017 - 12:39

Il 2016, conclusosi con la nascita del Governo Gentiloni, è stato un anno che ricorderemo a lungo. Gli attentati di Nizza, Bruxelles e Berlino, le immagini drammatiche di Aleppo e degli altri luoghi di guerra, l’ondata migratoria, la Brexit, il golpe fallito in Turchia, il terremoto di Amatrice, l’elezione di Donald Trump, l’instabilità europea, la complessa situazione dell’economia che ancora fatica a lasciarsi alle spalle gli anni duri della crisi.

 

Vicende che fanno impallidire quelle di casa nostra o che, comunque, fanno meglio comprendere come anche l’Italia e il Trentino siano all’interno di un straordinario processo di trasformazione epocale che investe la nostra società e in molti casi è fonte di preoccupazione e turbamento. Per questo, a seguito delle dimissioni di Renzi, è stato un bene che, nel volgere di pochi giorni, si sia dato al Paese un Governo per metterlo al riparo dalle speculazioni dei mercati e per affrontare quei nodi che non consentono una vacatio istituzionale, come le misure per le zone colpite dal terremoto o la non semplice situazione del nostro sistema bancario.

 

L’altro nodo che il Governo è chiamato a sciogliere è quello di una legge elettorale, omogenea per le due Camere, che consenta, a chiunque vinca le elezioni, di poter formare un nuovo Governo stabile, che possa durare per tutta la legislatura e non essere ostaggio di chi passa da uno schieramento all'altro. Dobbiamo cioè scongiurare quanto avvenuto nel 2013, quando, per colpa di una cattiva legge elettorale (in seguito dichiarata incostituzionale), nessuno aveva i numeri per formare un Governo.

 

La legge che è stata introdotta alla Camera, l’Italicum, attende una sentenza della Corte che potrebbe dichiarare incostituzionali alcune sue parti. Quella del Senato attribuisce proporzionalmente i seggi, motivo per cui, anche se una forza ottenesse un largo successo, non avrebbe comunque la maggioranza in questo ramo del Parlamento. Se non si rimetterà mano alle leggi elettorali, dalle prossime elezioni scaturirebbe un quadro di estrema precarietà, in cui forze fino a quel momento avversarie saranno costrette ad allearsi per la nascita di qualsiasi governo.

 

Per queste ragioni, come autonomisti, abbiamo dato il nostro sostegno all'esecutivo guidato da Gentiloni, ma anche per chiudere tutte le partite che ancora ci vedono impegnati per le nostre prerogative e gli impegni che riguardano da vicino la nostra autonomia, a cominciare dal rinnovo della concessione dell'Autobrennero, fino alle norme di attuazione sulla giustizia e a quelle sulle agenzie fiscali.

 

Anche su questo, da parte del Presidente Gentiloni, abbiamo ottenuto precise garanzie di continuare lungo la strada seguita da Renzi. Tutte pagine da chiudere al meglio, in maniera veloce e con senso di responsabilità, nell’interesse generale del Paese e per quello del Trentino. L’impegno degli autonomisti trentini in questo 2017 ricomincia da qui. 

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