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Ricordo di Anna Gaddo, un'inguaribile trentina che ha raggiunto i risultati più alti
Persona dalle semplici origini e senza studi altisonanti alle spalle, è arrivata ad ottenere il titolo di Grand’Ufficiale, conferitole dal Presidente della Repubblica, con il quale il Paese intero ha voluto celebrare il suo lavoro
Di Franco Panizza - 11 dicembre 2016 - 15:26

Non riesco ancora a credere che Anna Gaddo, sempre euforica ed entusiasta della vita come era, potesse un giorno lasciarci. Perché Anna, persona dalle semplici origini e senza studi altisonanti alle spalle, è riuscita, coltivando giorno dopo giorno un talento che vuol dire prima di tutto costanza e impegno, a raggiungere risultati incredibili, scalando le vette di un mondo che dalle condizioni cui è partita parevano irraggiungibili.

 

E allora la storia di Anna è una storia sulla magia della vita, una storia da raccontare ai nostri giovani, per dire loro che la dedizione, il coraggio e l’impegno non sono parole vuote, non sono formule vacue, ma sono davvero quei valori che nella vita possono fare la differenza sul destino di ciascuno. Le pagine della sua splendida biografia, curata da Luisa Gretter Adamoli, a cui aveva affidato ricordi e immagini della sua intensa carriera, oltre a raccontarci i suoi successi, ci mostrano soprattutto questo, attraverso gli aspetti più intimi e personali della sua vita, a cominciare dal rapporto dolcissimo con il marito Renato e con la figlia Cristina, che è stata sempre al suo fianco in tutto questo tempo e che con lei ha condiviso gioie e dolori, momenti di difficoltà e successi. Fino a quello forse più importante, il titolo di Grand’Ufficiale, conferitole dal Presidente della Repubblica, con il quale il Paese intero ha voluto celebrare il suo lavoro.

 

La sua vita è uno straordinario esempio di coraggio per tutti, a partire da quei giovani che devono ritrovare la speranza e sapere che se si crede in se stessi, con l‘impegno e il duro lavoro, si può raggiungere qualsiasi risultato, affinché - come dice Anna nelle pagine della sua biografia - “non abbiano mai paura di intraprendere il cammino, anche se difficile, verso cui si sentono portati”. Ma Anna era anche un’inguaribile “trentina”, orgogliosa delle sue umili origini e delle tante fatiche sopportate, fiera di appartenere ad una comunità che ha contribuito ad aprire al mondo e a farla conoscere ovunque, una comunità che continuava ad arricchire con la sua creatività e a vivacizzare con le sue indimenticabili sfilate e le sue partecipate iniziative conviviali.

 

Anna è sempre riuscita a lasciare un segno ovunque, tanto che la Città e tutti coloro che, come me, hanno avuto la fortuna di conoscerla e di frequentarla, non potranno dimenticarla. Perché Anna era una donna diretta e sincera, che non ti risparmiava le critiche anche dure, ma che, quando te li meritavi, non ti lesinava i complimenti. Una donna attenta, sensibile e sempre allegra, tenace e convincente nel coinvolgerti nelle sue iniziative per le quali si spendeva senza riserve.

 

Ed infine si sentiva orgogliosamente una vera “maestra artigiana”, desiderosa di trasmettere la sua arte e la passione ai giovani, come ha fatto con la figlia Cristina e con la nipote Jessica, che ora, ne sono certo, continueranno a portare avanti il suo testimone.

 

Lei, invece, continuerà a guardarci dal cielo con il suo eterno, splendido sorriso.

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