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Soddisfatti per il ripristino della tassa di registro fissa per gli agricoltori non professionali di montagna
Io e i parlamentari SVP Hans Berger e Manfred Schullian, siamo contenti che il testo che abbiamo approvato includa una serie di misure sul settore agricolo che più volte abbiamo sollecitato e su cui abbiamo lavorato in tutti questi anni, attraverso emendamenti e anche con alcuni ordini del giorno approvati
Di Franco Panizza - 07 dicembre 2016 - 18:17

La particolare situazione politica ha fatto sì che il Senato si sia limitato, con un voto di fiducia tecnico, a certificare la legge di Bilancio approvata dalla Camera, motivo per cui non sono stati presentati emendamenti. Tuttavia, io e i parlamentari SVP Hans Berger e Manfred Schullian, siamo contenti che il testo approvato includa una serie di misure sul settore agricolo che più volte abbiamo sollecitato e su cui abbiamo lavorato in tutti questi anni, attraverso emendamenti e anche con alcuni ordini del giorno approvati.

 

Parliamo dell'esenzione dell'Irpef per il triennio 2017-2019 per i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti professionali, dell'esonero contributivo triennale sia per i giovani agricoltori  professionali iscritti alla previdenza agricola dal 2016 o dal 2017, che per le giovani aziende dei territori di montagna e delle aree svantaggiate. L'emendamento alla Camera dell'on. Schullian, che ripristina le agevolazioni tributarie per gli agricoltori non professionali di montagna, ci soddisfa in modo particolare perché, in più occasioni, abbiamo chiesto al Governo di rivedere il decreto Monti che eliminava le agevolazioni ai coltivatori diretti per l'arrotondamento della piccola proprietà contadina.

 

Ci siamo riusciti fin dal 2014 per gli agricoltori professionali, ma non eravamo ancora riusciti a ripristinare l'agevolazione per gli agricoltori part-time delle zone di montagna. Con la legge di Bilancio che sarà approvata oggi, sarà quindi ripristinata, anche per questi ultimi, l'imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa e l'esenzione dalle imposte catastali. Si tratta di un'agevolazione fondamentale per i nostri territori svantaggiati di montagna, caratterizzati da innumerevoli piccole e piccolissime particelle fondiarie che non garantiscono dimensioni sufficienti per un'attività a tempo pieno. Una misura estremamente efficace, quindi, per contrastare l'abbandono dei terreni coltivati, garantire l'integrazione del reddito in montagna, prevenire il dissesto idrogeologico e valorizzare l'immagine turistica delle nostre valli.

 

Siamo anche soddisfatti per il riconoscimento del credito d'imposta per il periodo 2017-2018 per la riqualificazione delle strutture ricettivo-turistiche, esteso anche al settore agrituristico, norma particolarmente importante soprattutto per un territorio come il nostro in cui il turismo riveste un'importanza fondamentale. Si tratta di misure importanti, che vanno nella direzione più volte auspicata dagli operatori economici, di una minore pressione fiscale e di incentivi volti a nuovi investimenti, come quello sulle strutture ricettive, finalizzate anche a favorire la ripresa del settore edilizio.

 

L'accelerazione che si è dovuta imprimere per l'approvazione della Legge di Bilancio ha fatto sì che altre misure su cui stavamo lavorando siano rimandate a data da destinarsi. Nei prossimi giorni capiremo se vi sarà ancora spazio in questa legislatura o se siamo al volgere di questa esperienza. Tuttavia è indubbio che, in questi anni, l'agricoltura è tornata a essere centrale. Dall'Expo di Milano, al collegato alla Legge di Stabilità 2013, alle norme per favorire l'accesso dei giovani e il ricambio generazionale, al testo unico sulla vite e sul vino, alle misure per i settori cosiddetti minori, sono stati compiuti tanti passi in avanti. La strada da fare è ancora tanta, ma la direzione imboccata è quella giusta.

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