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Il Comune di Levico querela il cittadino che chiede più trasparenza? Si rischia di creare un grave precedente
Il Trentino Alto Adige sarebbe al terzo posto fra le regioni italiane per partecipazione politica ma episodi come quello di Levico rischiano di alimentare la sfiducia e lo scollamento tra amministratori e cittadini e la convinzione che le istituzioni siano entità intoccabili
Di Riccardo Fraccaro - 14 aprile 2017 - 13:51

La partecipazione e il riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni politiche caratterizzano da sempre l’attività del M5S locale e nazionale: per questo motivo abbiamo ritenuto intollerabile la delibera (n. 64 del 13.03.2017) con cui la giunta comunale di Levico Terme ha stabilito di querelare un suo censito, per aver portato a conoscenza dell’amministrazione una serie di criticità e inadempienze circa l’applicazione delle norme in materia di trasparenza e anticorruzione.

 

Tramite il consigliere comunale Maurizio Dal Bianco, abbiamo subito depositato un atto di opposizione per chiedere l’annullamento della delibera e difendere così gli interessi non solo del cittadino oggetto del provvedimento, ma di tutti i cittadini che potenzialmente potrebbero trovarsi al suo posto. A essere colpito, infatti, non è solo il singolo, ma il principio stesso dell’impegno civico. Si parla molto e spesso a sproposito di partecipazione e cittadinanza attiva. Nei giorni scorsi un’indagine demoscopica ha collocato il Trentino Alto Adige al terzo posto fra le regioni italiane per partecipazione politica.

 

La realtà dei fatti, tuttavia, è ben diversa ed episodi come quello di Levico lo dimostrano: un cittadino attivo e solerte nel segnalare criticità e carenze della propria amministrazione viene considerato dalle istituzioni non come una risorsa preziosa, ma come una minaccia. I cittadini non solo non vengono ascoltati, ma vengono addirittura dissuasi con la minaccia del Tribunale dall’occuparsi della cosa pubblica. Nel caso specifico di Levico, inoltre, la stessa Autorità nazionale anticorruzione ha confermato la sussistenza di macroscopiche inadempienze alla normativa nazionale e locale sulla trasparenza e ha ribadito la necessità di colmare in tempi rapidi queste carenze, a conferma delle criticità sollevate dal cittadino e del lavoro svolto in questi mesi dal M5S.

 

Il caso di Levico potrebbe creare un precedente grave e un punto di non ritorno, alimentando la sfiducia e lo scollamento tra amministratori e cittadini e la convinzione per questi ultimi che le istituzioni siano entità intoccabili e autoreferenziali dove la critica e il confronto non sono contemplati. Al contrario noi siamo convinti che il senso civico sia una delle poche risorse che ci rimane per salvare questo Paese e riportare trasparenza, onestà e giustizia nelle istituzioni.

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