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Gesù è davvero esistito? Il fact checking dei riferimenti storici e l'errore sull'anno zero

Moltissimi sono dunque i documenti ed i testi storici che attestano la sua esistenza, sia di fonte “romana”, che “giudaica”, che naturalmente “cristiana”. Ecco un'analisi puntuale di fonti e riferimenti con il "problema" dello "0" che non esisteva
Dal blog di Riccardo Petroni - 24 novembre 2017 - 19:40

Cosa mi rispondereste se vi chiedessi: ma Gesù è esistito davvero? E poi: ci sono attendibili e sufficienti prove “storiche” del suo passaggio terreno nella Palestina del primo secolo dell’era volgare? Bene: la risposta è assolutamente si! Partirei con quanto scrive Romano Penna, insigne biblista e storico del Cristianesimo antico: “Tra i personaggi antichi, gli unici che godono di una documentazione straordinaria nei primi cento anni della loro morte, sono Alessandro Magno e Gesù. Esistono quasi 120 papiri del Nuovo testamento, 80 dei quali redatti entro i primi due secoli dalla sua morte. Nessun altro testo di quei tempi ha fonti cosi’ ricche”.

 

Moltissimi sono dunque i documenti ed i testi storici che attestano la sua esistenza, sia di fonte “romana”, che “giudaica”, che naturalmente “cristiana”. Mi limiterò a citarne solo quattro, i più importanti.

 

Scrive Cornelio Tacito (55 d.C. – 117 d.C.), senatore romano, avvocato ed oratore, considerato fra i massimi storici dell'antichità: “I cristiani prendevano nome da Cristo, che era stato suppliziato ad opera del procuratore Ponzio Pilato sotto l’impero di Tiberio”.

 

E scrive Plinio il Giovane (61 d.C.), Governatore della Bitinia (parte nord-occidentale dell'Asia Minore), in una lettera al Procuratore Traiano: “I cristiani sono soliti riunirsi prima dell’alba e intonare a cori alterni un inno a Cristo come se fosse un Dio”.

 

Poi Luciano di Samosatra (120-190), importante scrittore: “I cristiani venerano tuttora l’uomo che fu crocifisso in Palestina, per aver dato vita a questa nuova religione. Egli (…Gesu’…) per loro era profeta, maestro del culto e guida delle loro adunanze”.

 

Infine – e qui mi fermo – Giuseppe Flavio (..37 – 100 ca. d.C.) scrittore, storico, politico e militare romano di origine ebraica. Verso l’anno 96 d.C., nella sua opera “Antichità Giudaiche” scrisse: “In quel tempo visse Gesù, un uomo di grande valore, un esecutore di opere meravigliose. Egli ha guadagnato alla sua causa molti giudei, ma anche molti pagani. Costui era il Messia. Allorché Pilato, in base ad un’accusa mossa contro di lui dai nostri uomini più eminenti lo ebbe condannato a morte in croce, coloro che prima lo avevano seguito non si staccarono per questo da lui. Ancor oggi la gente dei Cristiani che prende il nome da lui non ha cessato di esistere”.

 

Anche solo questi pochi brani sono sufficienti a confermarci l’intero impianto evangelico. Ci dicono infatti che un…certo…Gesù:

-Visse ai tempi di Ponzio Pilato, che governo’ la Giudea tra gli anni 26 e 36 d.C.

-fu messo in croce da Ponzio Pilato su accusa mossa dagli ebrei piu’ eminenti,

-era considerato il Messia, ovvero il Cristo, traduzione greca di Messia.

-a seguito della sua venuta e’ nato il cristianesimo, con seguaci che si chiamano cristiani.

 

Ma ci sono riferimenti storici anche nei Vangeli? Certo: Il Vangelo di Luca infatti così ci riferisce: “Era l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare: Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell’Iturea e della Traconitide. Lisania governava la provincia dell’Abilene, mentre Anna e Caifa erano i sommi sacerdoti”.

 

Vediamo allora se queste citazioni sono giuste o sbagliate.

 

1)“Era l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare”. Che anno era? Tiberio era asceso al trono il 19 agosto del 767, alla morte di Augusto, suo padre adottivo, (cronologia di Varrone), quindi nel 14 d.C. Il 15esimo anno del suo regno si colloca quindi nel 28-29 d.C. La citazione e’ dunque giusta.

2)“Ponzio Pilato governava la Giudea”. Pilato fu in carica in Giudea tra gli anni 26 e 36 d.C. : dunque giusto.

3)“Erode era Tetrarca della Galilea”. Citazione giusta. La Tetrarchia era la quarta parte di un regno ed era un distretto autonomo dell’Impero Romano, governato appunto da un Tetrarca.

5)Lisania governava la provincia dell’Abilene. Il territorio definito “Abilene” non faceva parte del regno di Erode il Grande ed in realtà non ci sono citazioni storiche sul fatto che la governasse Lisania. E’ da tenere però presente che la figura di Lisania è specificatamente citata da Giuseppe Flavio, che ci riferisce che provenisse dalla Siria, territorio molto vicino ad Abilene.

6)Mentre Anna e Caifa erano i Sommi Sacerdoti. Anna (..era un uomo…) ricoprì la carica di Sommo Sacerdote dal 6 al 15 d.C. Rimase però all’interno del Sinedrio per molti altri anni e mantenne il titolo di Sommo Sacerdote anche quando gli successe suo genero Caifa. Dunque citazione giusta.

 

I Vangeli ci dicono poi che: “In quei tempi un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra”. Cesare Augusto (63 aC – 14 d.C.) fu imperatore romano dal 31 a.C. al 14 d.C.. Dunque giusto.

 

E poi…

 

“Questo primo censimento fu fatto quando era Governatore della Siria, Quirino”. Quirino, citato dai Vangeli, è divenuto Governatore della Siria tra il 3 e il 6 d.C., dunque in un periodo successivo alla nascita di Gesù. Gli storici ritengono però che, essendo lui “Legato in Galazia” (membro della classe senatoria) nel periodo del censimento, abbia sostituito Volumnio nella carica di Governatore della Siria, essendo quest’ultimo impegnato in eventi bellici. Sostituzione che era prevista dalle normative dell’epoca. Dunque citazione che storicamente può definirsi giusta.

 

In base alle notizie suindicate, il monaco Dionigi il Piccolo calcolò a Roma - nel 525 d.C. - che la nascita di Gesù era avvenuta 753 anni dopo l’anno della fondazione di Roma ed introdusse l’uso di contare gli anni da quella data, che venne definita l’ 1 d.C. All’epoca infatti non esisteva lo zero, che fu introdotto in Europa solo nel XIII secolo dal matematico pisano Leonardo Fibonacci. Dunque quello che comunemente si definisce “l’anno zero”, in corrispondenza della nascita di Gesù, non esiste.

 

Sul calcolo suindicato cosi’ si esprime Papa Ratzinger: “La determinazione della nascita di Gesù risale al Monaco Dionigi il Piccolo, che nei suoi calcoli evidentemente sbagliò di alcuni anni. La data storica della nascita di Gesù è quindi da fissare qualche anno prima”. Ecco la maggior parte degli storici è oggi propenso a collocare la nascita di Gesù tra il 4 ed il 7 a.C. non solo in base alle citazioni viste, bensì anche in base al fatto che Giuseppe Flavio riporta che la morte di Erode avvenne nel nel 4 a.C., dunque Gesù in base alle citazioni evangeliche non può essere nato dopo quell’anno (gli anni avanti Cristo vanno dal -1, al -2, al -3 e così via).

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