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Oggi arrivano i Re Magi, ma chi erano? E da dove venivano?

Le scritture si limitano a parlare di 'alcuni' Magi, ma non ci dicono che erano tre, cioè tanti quanti erano i doni citati (oro, incenso e mirra) e tanto meno ci dicono che i loro nomi fossero Gaspare, Baldassarre e Melchiorre
Dal blog di Riccardo Petroni - 05 gennaio 2018 - 20:37

Le prime persone che si presentarono per conoscere il neonato Gesù furono dei pastori. E poi arrivarono dei Magi.

 

“Alcuni Magi  giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: dov’e’ il Re dei Giudei che e’ nato?”.

 

Le scritture si limitano a parlare di 'alcuni' Magi, ma non ci dicono che erano tre, cioè tanti quanti erano i doni citati (oro, incenso e mirra) e tanto meno ci dicono che i loro nomi fossero Gaspare, Baldassarre e Melchiorre.

 

Per risalire ai nomi dei Re Magi bisogna infatti ricorrere al Vangelo dell’Infanzia Armeno, apocrifo e dunque eretico:

 

“I re magi erano tre fratelli: il primo Melkon, regnava sui persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli arabi.

Essendosi uniti insieme per ordine di D-o, arrivarono nel momento in cui la vergine diveniva madre“.

 

Interessante evidenziare a questo riguardo che nel 1985 gli archeologi hanno individuato in alcuni monasteri copti nel deserto, in Egitto, alcune celle con graffiti del VII secolo, riportanti iscrizioni con nomi molto simili a quelli tramandatici dalla tradizione.

 

I Re Magi  erano sacerdoti, saggi e astrologi. E su questo concorda Papa Ratzinger: “Appartenenti alla casta sacerdotale persiana, forse erano astronomi. Erano sapienti venuti dall’Oriente.”

 

Venivano dunque dalla Persia e si ritiene fossero 'zoroastriani'.

 

Nel 'Vangelo Arabo dell’Infanzia', sempre apocrifo, quindi eretico, così  si legge:“Dei Magi vennero a Gerusalemme, come aveva predetto Zaratustra, portando con se’ dei doni”.

 

Fondamento essenziale del dualismo di Zoroastro (630 a.C. – 750 d.C.) era la distinzione fra bene e male che non riguarda solo gli uomini, ma il mondo intero. Zoroastro propugnava la necessità di combattere incessantemente contro il male e di ricercare costantemente la verita’.

 

Fin dai primi secoli del cristianesimo alla presenza dei Magi è stata riconosciuta una forte positività, legata alla filosofia della ricerca della luce spirituale e del rifiuto delle tenebre che essi seguivano. Erano dunque sacerdoti, cioè uomini di preghiera.

 

Comunemente si ritiene che queste figure, così enigmatiche, non avessero niente a che fare con la storia di Gesù e tanto meno con il suo contesto, collocato nella Palestina del I secolo.

Ma non è così.

 

Se i Re Magi infatti venivano dalla Persia, ecco che è altrettanto certo che vi fosse un legame molto stretto fra le due culture e religioni: l’ebraismo e lo zoroastrismo.

 

Innanzitutto e’ infatti necessario ricordare che all’epoca era presente in Persia (come ancora oggi) una forte comunità ebraica, derivante dalla Diaspora Babilonese, ovvero dalle deportazioni di ebrei in Persia, che iniziarono nel 597 a.C.

 

E poi non dimentichiamoci che la lingua più parlata in Palestina, a seguito di ciò e del rientro di un grosso gruppo di ebrei che avvenne nel 396 a.C., era l’aramaico, lingua di origine giustappunto persiana parlata dallo stesso Gesù.

 

I Magi seguivano una stella cometa:

 

“Ed ecco la stella, che i Re Magi avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finche’

giunse e si fermo’ sopra il luogo dove si trovava il bambino”.

 

Gli annali astronomici cinesi segnalano, secondo gli esperti, l’apparizione di un oggetto brillante nel febbraio/marzo del 5 a.C. Fu  visibile per circa 70 giorni tra le costellazioni dell’Aquila e del Capricorno e pertanto osservabile da Gerusalemme, in direzione sud, verso Betlemme.

 

Che questa congiunzione fosse conosciuta e seguita con molto interesse, lo attesta il ritrovamento da parte degli archeologi di due importanti reperti. Il primo è un papiro egizio, che oggi si trova a Berlino, che riporta i movimenti dei pianeti tra il 17 ed il 10 d.C. L’altro è una tavoletta di argilla scritta in caratteri cuneiformi, ritrovata nella città di Sippar, a nord di Babilonia, che contiene una serie di previsioni astronomiche proprio per l’anno 7 a.C.

 

Entrambi i reperti citano la straordinaria congiunzione tra Giove e Saturno che avvenne in quell’anno. Evento che accade solo ogni 805 anni.

 

Un’altra testimonianza sulla stella di Natale è stata quella del famoso astronomo polacco Keplero. Fu testimone della spettacolare esplosione di una supernova (congiunzione  tra Giove e Saturno  nella costellazione dei Pesci) avvenuta alcuni giorni prima del Natale del 1603.

 

In quell’occasione lo scienziato riporta  che lo stesso fenomeno era avvenuto anche nel 7 a.C. Ci riferisce che detto evento, che può durare fino ad un mese, fu rarissimo, in quanto Giove e Saturno si  avvicinarono per ben  tre volte alla costellazione dei Pesci, fino a circa un grado di separazione angolare (due volte la grandezza apparente della Luna piena), rispettivamente il 29 maggio, il 29 settembre e il 4 dicembre di quell’anno.

 

Riguardo a queste testimonianze è bene ricordare che la data di nascita piu’ probabile attribuita a Gesu’ e’ proprio fra il 4 a.C. ed il 7 a.C., posto che Erode, vivo alla nascita di Gesù, morì nel 4 a.C.

 

Su quanto sopra concorda Papa Ratzinger:

 

“La grande congiunzione di Giove e Saturno nel segno zodiacale dei Pesci negli anni 7-6 a.C. sembra essere un fatto accertato.

La determinazione della data di nascita di Gesu’ risale al Monaco Dionigi il Piccolo, che nei suoi calcoli, fissandola nell’ 1 a.C., evidentemente sbaglio’ di alcuni anni,

La data storica della nascita di Gesu’ e’ quindi da fissare qualche anno prima”.

 

Ma i Vangeli continuano così:

 

“Al vedere la stella i Re Magi provarono una grandissima gioia.

Entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.

 

Era nata una stella, diremmo oggi: era  nato Gesù.

 

I primi ad attestare la sua nascita – come abbiamo visto - furono dunque dei pastori e dei Re Magi, figure all’epoca prive di qualsivoglia capacità ed attendibilità giuridica.

 

I Re Magi in quanto non ebrei. I pastori in quanto, nella cultura ebraica, erano considerati 'impuri' e quindi senza alcun diritto di comparire in tribunale in qualità di testimoni.

 

Dunque l’ attestazione relativa alla nascita di Gesu’ sia degli uni che degli altri non aveva alcun valore.

 

Questo particolare, riportato dagli Evangelisti, a totale discapito della credibilità dei loro scritti, confermerebbe, proprio per questo, la loro attendibilità.

 

Che motivo avrebbero infatti avuto gli Evangelisti a riportare questa circostanza, cosi’ imbarazzante?

 

E’ interessante infine ricordare che Marco Polo nel suo 'Il Milione' afferma di aver visitato le tombe dei Magi nella città di Saba, a sud di Teheran, intorno al 1270:

“In Persia è la città ch’è chiamata Saba, da la quale si partiro li

tre Re ch’andaro adorare D-o quando nacque. In quella città son seppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co’ capegli: l’uno ebbe nome Beltasar, l’altro Gaspar, lo terzo Melquior. Messer Marco dimandò più volte in quella cittade di quegli III re: niuno gliene seppe dire nulla, se non che erano III re seppelliti anticamente”.

 

Gli astrologi ed i saggi d’oriente si erano dunque messi in viaggio, in quanto assolutamente sicuri che una figura regale sarebbe nata in quel periodo in Israele e che questo avrebbe dato il via ad una nuova era di umanità e di giustizia e sarebbe stata una congiunzione stellare a segnalare loro il cammino: e cosi’ e’ stato, tanto che ancora oggi la storia e’ divisa in prima e dopo di lui ed il nome più cliccato nel web e’ proprio il suo: Gesù.

 

 

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