Contenuto sponsorizzato

Tartufaie trentine a secco. Colpa della siccità e dei raccoglitori senza regole

Sono prossime all’esaurimento buona parte delle tartufaie che un tempo si riscontravano soprattutto nella Valle dei Laghi e sulla sponda destra della Valle dell’Adige e della Vallagarina. Colpa anche dei raccoglitori locali che aggredivano le tartufaie con la zappa o il rastrello
Dal blog di Sergio Ferrari - 10 gennaio 2017 - 19:09

Delle varie specie di tartufo che crescono in Trentino il tartufo nero d’inverno (nome latino Tuber melanosporum) è la più pregiata. Quest’anno, dice un raccoglitore esperto, la siccità ha ridotto la produttività delle tartufaie presenti in diverse zone del Trentino.

 

Al di là della situazione contingente, l’esperto segnala l’esaurimento di buona parte delle tartufaie che un tempo si riscontravano soprattutto nella Valle dei Laghi e sulla sponda destra della Valle dell’Adige e della Vallagarina.

 

Lo scempio è stato compiuto sia da raccoglitori locali che aggredivano le tartufaie con la zappa o il rastrello distruggendo il cosiddetto panello ossia lo strato nel quale si trovavano i tuberi sia da razziatori provenienti da regioni confinanti con il Trentino che continuavano a raccogliere o comunque a ricercare tuberi pregiati anche dopo la chiusura del periodo di raccolta fissato da apposita legge provinciale.

 

Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 24 maggio 2018
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

25 maggio - 13:25

Nella delibera di una settimana fa che stanziava 4 milioni di euro per "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" venivano assegnati 10 punti in più se a fare domanda erano migranti e richiedenti asilo. Le opposizioni e le destre erano già, giustamente, sul piede di guerra. Ma la frase è discriminatoria. Rossi: "Abbiamo corretto l'errore" 

25 maggio - 15:27

L'azione dei carabinieri di Primiero San Martino, intervenuti dopo le segnalazioni di diversi residenti fino a cento metri di distanza dalla stalla in questione. Nei guai un allevatore agricolo della zona

25 maggio - 13:31

Le indagini, coordinate da Pasquale Profiti della procura di Trento, ha emesso il provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di Stefano Ramunni, che si trova ora al carcere di Genova Marassi. Operazione condotta dai carabinieri di Canal San Bovo

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato