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Tartufaie trentine a secco. Colpa della siccità e dei raccoglitori senza regole
Sono prossime all’esaurimento buona parte delle tartufaie che un tempo si riscontravano soprattutto nella Valle dei Laghi e sulla sponda destra della Valle dell’Adige e della Vallagarina. Colpa anche dei raccoglitori locali che aggredivano le tartufaie con la zappa o il rastrello
Di Sergio Ferrari - 10 gennaio 2017 - 19:09

Delle varie specie di tartufo che crescono in Trentino il tartufo nero d’inverno (nome latino Tuber melanosporum) è la più pregiata. Quest’anno, dice un raccoglitore esperto, la siccità ha ridotto la produttività delle tartufaie presenti in diverse zone del Trentino.

 

Al di là della situazione contingente, l’esperto segnala l’esaurimento di buona parte delle tartufaie che un tempo si riscontravano soprattutto nella Valle dei Laghi e sulla sponda destra della Valle dell’Adige e della Vallagarina.

 

Lo scempio è stato compiuto sia da raccoglitori locali che aggredivano le tartufaie con la zappa o il rastrello distruggendo il cosiddetto panello ossia lo strato nel quale si trovavano i tuberi sia da razziatori provenienti da regioni confinanti con il Trentino che continuavano a raccogliere o comunque a ricercare tuberi pregiati anche dopo la chiusura del periodo di raccolta fissato da apposita legge provinciale.

 

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