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Il centro di accoglienza per i profughi potrebbe allargarsi. Parte delle caserme di via al Desert alla Provincia

L'assessore Luca Zeni: "Per ora è una questione immobiliare tra Provincia e Demanio. Se ne occupa un altro assessorato, non il mio". Ma non servirebbe per far posto a nuovi arrivi, da luglio non viene accolto nessun richiedente asilo

Pubblicato il - 14 novembre 2017 - 06:47

TRENTO. "Potrebbe essere ma è solo un'ipotesi". Dicono questo in Provincia rispetto all'allargamento della Residenza Fersina che ora ospita la pronta e la prima accoglienza dei profughi nell'area che fino a qualche anno fa apparteneva all'Esercito italiano

 

Una parte della zona delle caserme di via al Desert è già di proprietà della Provincia mentre l'altra parte, assieme a tante altre aree del Demanio statale, potrebbe entrare nelle disponibilità provinciali nel prossimo futuro.

 

Si era già parlato dell'accordo impegnava la Provincia di Trento a ristrutturare a proprie spese la caserma Pizzolato ed una parte della caserma Chiesa in cambio della cessione di una parte dell'intera caserma Battisti e di una parte della Damiano Chiesa.

 

E proprio su questa porzione, tra le ipotesi c'è quella di allargare il centro di accoglienza per i profughi trenini. L'ipotesi per il momento è forse solo un desiderio, quello di allargare gli spazi ormai troppo stretti.

 

Non per far posto ad altri richiedenti asilo, anche perché ormai è da luglio che non ne arrivano sul territorio provinciale, ma per utilizzare l'area per i laboratori di lavoro, per le aule di lingue, per le attività formative che gli ospiti dell'accoglienza devono frequentare.

 

Per l'assessore Luca Zeni la questione non è stata mai presa ufficialmente in considerazione. "Si tratta, per ora, di una questione di natura immobiliare che riguarda un altro assessorato, non il mio. Si sa che nei ragionamenti generali c'è l'ipotesi della cessione di parte delle proprietà del Demanio - afferma - ma cosa ci si farà è ancora tutto da decidere".

 

Di sicuro lì, tra qualche anno, sorgerà il Not. La zona delle caserme è nelle adiacenze e l'area sarà interessata dalla rivoluzione urbanistica e viabilistica del nuovo ospedale trenino. Ne frattempo c'è però chi pensa che un allargamento della zona dell'accoglienza sarebbe forse una buona idea

 

 

 

 

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