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La violentano a turno e poi la rapinano, fermati tre richiedenti asilo a Trento

In manette tre nigeriani che hanno prima abusato di una giovane connazionale in un parco e poi l'hanno rapinata. Stavano pianificando anche la fuga all'estero. L'operazione della polizia si è conclusa in tempi rapidi 

Di Luca Andreazza - 14 dicembre 2017 - 11:30

TRENTO. Violenza sessuale di gruppo e rapina. Queste le accuse per tre nigeriani fermati dalla polizia di Trento. Scattata alle prime luci dell'alba di venerdì 1 dicembre, l'operazione ha consentito di individuare il gruppo di nigeriani, tutti richiedenti asilo, che alcuni giorni prima avevano abusato sessualmente di una loro connazionale e si stavano preparando per fuggire all'estero. 

 

Finiscono così in manette Emmanuel Social Ehimamigho, classe '90, Kenneth Igbinosa Obasuyi, classe '95, e Kevin Osaro Osaignovo, classe '98. 

 

Un'azione delle forze dell'ordine conclusa in tempi rapidissimi. Le tappe, infatti, di questa operazione iniziano il 25 novembre scorso, quando gli agenti raccolgono la testimonianza di una donna nigeriana: la giovane si trovava a Trento per far visita ad una connazionale, ma è stata abusata sessualmente e rapinata da alcuni uomini, in parte già nella sfera della sue conoscenze.

 

"A fronte di reati particolarmente degradanti per la dignità umana - spiega Salvatore Ascione, comandante della squadra mobile - è fondamentale fornire risposte efficaci e immediate. L'obiettivo non è solo quello di assicurare alla giustizia gli autori di questo grave reato, ma anche dimostrare che non esistono sacche di impunità nella nostra comunità".

 

Dopo alcuni giorni la nigeriana trova, infatti, il coraggio di denunciare l'accaduto: la ragazza si trovava nelle vicinanze di un bar, quando è stata avvicinata e minacciata da alcuni uomini, che la costringevano a recarsi nel vicino parco. Qui gli uomini approfittavano sessualmente di lei, violentandola a turno.

 

Consumato l'atto arrivano anche nuove intimidazioni da parte dei tre richiedenti asilo, cioè ulteriori ritorsioni se avesse chiesto aiuto alla polizia. La donna però, nonostante la paura, è riuscita a chiedere aiuto alle forze dell'ordine, che hanno immediatamente fatto partire le indagini del caso.

 

"Dopo i necessari riscontri - conclude Ascione - la giovane nigeriana ha riconosciuto senza ombra di dubbio i suoi carnefici. Gli agenti hanno così fermato i tre responsabili. Nel corso delle attività di indagine emergeva, infatti, che il gruppo nei giorni successivi alla violenza sessuale si stava organizzando per rifugiarsi all'estero".

 

Considerato quindi il pericolo di fuga e la gravità del reato la squadra mobile procedeva con la misura pre-cautelare in carcere disposta dal pm Davide Ognibene.

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