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Nucleo elicotteri, due indagini in corso dell'Agenzia sulla sicurezza del volo. Tensione alle stelle, pressione sui dirigenti

Chiusa l'indagine preliminare sull'incidente del Nambino. Per quello di Pietramurata ci sarebbero dubbi sull'esecuzione delle procedure. In giornata è prevista una riunione, i dirigenti nel mirino

Di Donatello Baldo - 06 novembre 2017 - 06:51

TRENTO. Tira una brutta aria al Nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento. Fin dall'incidente sul Nambino del marzo scorso, ma dopo quello avvenuto a Pietramurata meno di un mese fa la tensione è alle stelle

 

In giornata dovrebbe tenersi una riunione, forse quella decisiva dopo il susseguirsi di incontri degli ultimi giorni. Sembra che nel mirino ci siano i dirigenti che dovrebbero farsi carico delle conseguenze 'politiche' e di 'immagine' che i due incidenti hanno portato sul nucleo.

 

In tutti e due i casi è stata aperta un'inchiesta da parte dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). Per il primo incidente c'è già una Relazione preliminare d'inchiesta, mentre per il secondo è stato aperto un fascicolo per 'inconveniente grave'.

 

Cominciamo da quest'ultimo fatto, quello dell'incidente avvenuto a Pietramurata quando un elicottero, in azione su un intervento di soccorso, ha sfregato le pale contro la roccia.

 

"L’ANSV - si legge nel comunicato dell'Agenzia - dopo aver acquisito le evidenze necessarie alla corretta classificazione dell’evento, ha aperto una inchiesta di sicurezza a seguito dell’inconveniente grave occorso in località Pietramurata (TN), all’elicottero AW139 marche di identificazione I-TNDD, impegnato in una missione di elisoccorso per il recupero di una persona infortunata in montagna".

 

"Mentre l’elicottero stava operando in hovering, col verricello, in prossimità della parete rocciosa del Monte Casale - continua la nota spiegando la dinamica - le estremità delle pale del rotore principale toccavano la parete stessa, danneggiandosi. Il pilota decideva di rientrare al vicino aeroporto di Trento, dove atterrava senza ulteriori conseguenze".

 

Quest'ultima considerazione è importante perché sembra che con questo comportamento possa essere stato violato un punto importante della procedura. Sembra che il pilota avrebbe dovuto atterrare il più presto possibile nelle immediate vicinanze, senza più muovere il mezzo. 

 

L'Ufficio stampa della Pat, a qualche ora dall'incidente, dopo che la stampa ne aveva dato notizia, diramò un comunicato di poche parole che si concludeva così: "Il protocollo di sicurezza prevede in questi casi l'immediato rimessaggio del mezzo". Ma su questa certezza sembra ci siano dei dubbi, il protocollo potrebbe essere inteso diversamente.

 

Se fosse evidenziata una violazione - e questo lo stabilirà soltanto l'inchiesta - sarebbe molto grave, molto più grave che lo sfregamento della pala. L'incidente in sé non è forse nemmeno un incidente: le pale, per i primi centimetri, sono studiate 'apposta' per questo tipo di inconveniente.

 

Un leggero 'tocco' non comporta un danneggiamento grave della pala e il 'sacrifico' dei primi centimetri impedisce che l'intera pala si disintegri, ma un elicottero con una pala danneggiata perde comunque stabilità, volare non è più sicuro.

 

Anche al miglior pilota può succedere di toccare la roccia con una pala, anche e soprattutto in operazioni di soccorso su pareti rocciose come successo a Pietramurata. Ma successivamente all'incidente il buon senso, ancor prima del protocollo, consiglierebbe di non rientrare a Mattarello con una pala danneggiata. 

 

Nemmeno c'era una necessità di urgenza per un paziente a bordo in pericolo di vita (eventualità comunque non contemplata dal protocollo). Il ferito, infatti, che comunque non era in pericolo di vita, è stato recuperato da un secondo elicottero, mentre il TNDD rientrava con il solo pilota verso l'aeroporto.

 

Il motivo di questa decisione non è chiaro. Forse il panico, anche se sembra strano che un pilota possa preparato e abituato a lavorare in estrema difficoltà possa farsi prendere dall'ansia. Certo che se avesse deciso di fermare l'aeromobile si sarebbe dovuto muovere un camion per trasporto eccezionale o un elicottero adatto al suo recupero.

 

Tutti avrebbero visto quello che forse si pensava, in un primo momento, di poter evitare di divulgare in modo troppo appariscente. Forse per difendere il lavoro e la serietà del personale del Nucleo che qui, è bene sottolinearlo, nessuno mette minimamente in dubbio. 

 

Ma poi si è saputo, ovviamente, anche perché la comunicazione è stata data puntualmente dalla stessa Provincia, anche perché stiamo parlando di un servizio pubblico che dipende direttamente dalla sua amministrazione. 

 

Ma dicevamo anche di un'altra indagine, di cui fino ad ora nessuno ha però dato conto, l'indagine preliminare dell'ANSV sull'incidente avvenuto il 5 marzo scorso sul monte Nambino. Un documento che espone semplicemente i fatti, non una'accertamento delle responsabilità, ma comunque un documento importante.

 

Un 'Preliminary report' "pubblicato per informare l'industria dell'aviazione" ma anche "l'opinione pubblica" sulle circostanza dell'incidente. Circostanze che così non le aveva mai raccontate nessuno: l'elicottero intervenuto sarebbe andato in 'white-out', sollevando in fase di avvicinamento al suolo una nube bianca di neve che avrebbe fatto perdere contatto visivo al pilota. 

 

Pilota che ha poi provveduto a riavvicinarsi al suolo per far sbarcare con il verricello il personale sanitario e l'unità cinofila, operazione che lo ha fatto oscillare e successivamente impattare al suolo.

 

L'ANSV anticipa che l'indagine ora proseguirà sulla verifica di altre circostanze: fatti ambientali, fattori legati all'organizzazione e alla gestione, all'addestramento dell'equipaggio e ad altri possibili fattori umani.

 

Nessuno vuole anticipare il risultato dell'indagine, come nessuno - lo si vuole ribadire - vuole mettere in discussione la serietà e la preparazione del personale del Nucleo elicotteri. Si vuole soltanto dare conto di due importanti indagini che stanno sottoponendo a forte stress tutto il personale coinvolto.

 

 

 

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