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L'Adunata non è stata un'occasione persa, lo è stata per chi non ha voluto vedere che si è parlato di pace

Pubblichiamo la replica all'articolo "Adunata un'occasione persa: dovevamo raccontare gli alpini come uomini non come soldati" firmata da Remo Largaiolli volontario di Emergency e membro del comitato organizzatore adunata

Pubblicato il - 15 maggio 2018 - 16:16

TRENTO. Dopo aver pubblicato l'articolo a firma del direttore dell'Atlante delle Guerre e dei Conflitti Caro Crocco, "Adunata di Trento, un'occasione persa: dovevamo raccontare gli alpini come uomini non come soldati" pubblichiamo la replica di Remo Largaiolli volontario di Emergency e membro del comitato organizzazione adunata, che ha partecipato alla riuscita dell'evento. 

 

 

Caro direttore Crocco

sono Remo, volontario di Emergency e, in questi mesi, anche volontario del Comitato Organizzazione Adunata degli Alpini.

Condivido, in linea generale, le sue considerazioni sull’assurdità della guerra, sull’esaltazione della guerra, sull’indole guerrafondaia dell’Italia militare, sulle armi in vetrina e la retorica dell’eroismo. Tutto vero. Ripeto: tutto assolutamente condivisibile da tutti e in particolare da parte di un volontario di Emergency. Ma una visione che se riferita all’adunata, è molto parziale. Ha dato un’interpretazione, o, sicuramente ha fornito ai lettori una visione dell’adunata parziale che ritengo, conoscendo le sue doti di onestà intellettuale, sbagliata.

 

Cerco di spiegarmi. Può esser vero che qualche soggetto (politica, giornalismo, associazioni umanitarie) abbia perso l’occasione per costruire, o come dici lei, “tentare” di costruire una cultura di pace ma non è vero che questa occasione l’ha persa l’organizzazione dell’adunata. La festa popolare c’è stata ma non è stata militarizzata. Le occasioni per raccontare “il lavoro immenso e bellissimo che gli alpini hanno fatto e fanno affiancando la protezione civile” l’adunata l’ha fornita. Non riesco a capire come ha fatto a non vederle e soprattutto a non raccontarle. Se i quotidiani “inseguono solo le mostre che esaltano la guerra, armi e la retorica dell’eroismo” non è colpa dell’organizzazione che ha posto fortemente l’accento dell’adunata sui valori della pace e della solidarietà.

 

Le occasioni per riflettere, per ricordare e dare giustamente il corretto e dovuto risalto c’erano e visto che le ha dimenticate, ne ricordo alcune. Già nel simbolo dell’adunata non c’è un simbolo militare ma una colomba. Spero che lei non lo ritenga uno sfoggio retorico. Colomba simbolo di pace nell’anniversario del centenario della fine della guerra ‘14 - ‘18. Simbolo a ricordo di pacificazione e di identità tra caduti di tutti i fronti (messaggio sempre ricordato e sottolineato dal nostro Presidente Maurizio Pinamonti).

 

“Il lavoro immenso e bellissimo che gli alpini hanno fatto e fanno” è stato raccontato nella cittadella della protezione civile nei giardini di Piazza Dante. Non raccontava aspetti militari, ma l’eccellenza ampiamente riconosciuta della nostra macchina NU.VOL.A. Le mostre programmate non erano solo esaltazione degli aspetti legati alla guerra, ma, ricorrendo il centenario della guerra certo non poteva dimenticarla. Ma, accanto a questi momenti, sono stati ricordati e celebrati tanti aspetti legati alla solidarietà e all’assistenza che gli alpini garantiscono da sempre.

 

Una per tutte la mostra, allestita guarda caso all’interno della cittadella militare, “Alpini e calamità” che percorre la storia degli interventi di soccorso alla popolazione, dagli esordi della costituzione del Corpo degli alpini ai giorni nostri. Un’altra mostra ha correttamente inquadrato la figura di Franco Bertagnolli, Presidente ANA dal 1972 al 1985 che trasformò l’ANA da mera associazione d’arma ad associazione che si sarebbe contraddistinta per la connotazione solidaristica. La mostra “Gli alpini in pace in guerra” ha raccontato specificatamente le missioni di pace del Corpo Alpini.

 

Mi pare superfluo sottolineare che la bellissima e toccante cerimonia ufficiale alla Campana dei Caduti di Rovereto, con la partecipazione dei rappresentanti di tutte le religioni, non aveva certamente niente di militare. Come vede, l’adunata era anche questo.

 

Remo Largaiolli volontario Comitato Organizzazione Adunata e Volontario di Emergency

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