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Nascondono nella panciera 300 mila euro di denaro riciclato. Denunciati a piede libero due uomini

L'operazione della Guardia di Finanza di Bressanone. Si è proceduto al sequestro preventivo di tutto il denaro rinvenuto e alla denuncia a piede libero per il reato di riciclaggio

Pubblicato il - 18 maggio 2018 - 09:43

BRESSANONE. Avevano nascosto dentro una panciera 300 mila euro suddivisi in banconote da 200, 100 e 50 euro. Denaro di provenienza illecita che due cittadini italiani, di 53 e 62 anni residenti in provincia di Brescia, stavano trasportando dall'Austria verso la Lombardia. 

Il tutto sarebbe andato liscio se non fossero incappati in un controllo della Guardia di Finanza  di Bressanone che ha smascheranto il ruolo dei due “spalloni” e cioè contrabbandieri dediti ad esportare denaro e merci oltre frontiera.  I militari hanno sottoposto a controllo, presso la barriera autostradale di Vipiteno, un’autovettura Alfa Romeo Stelvio con targa italiana, a bordo della quale viaggiavano i due cittadini italiani.

 

All’atto del controllo, l’agitazione, il nervosismo inconsueto, le risposte alquanto evasive e poco verosimili circa i motivi del viaggio all’estero e l’esistenza di numerosi precedenti di polizia, hanno portato le fiamme gialle a un controllo accurato del mezzo.

 

Durante questo controllo, però, i militari si sono accorti che una delle due persone che si trovavano in auto avevano un rigonfiamento in corrispondenza dell’addome. Alla richiesta di spiegazioni formulata dai finanzieri, la persona interessata non ha potuto far altro che dichiarare di trasportare della valuta mostrando, nel contempo, 19 mazzette di denaro contante di vari tagli, ben occultate all’interno di una panciera, per un importo complessivo pari a 300 mila euro.

 

In considerazione dell’entità della somma rinvenuta, delle relative modalità di occultamento, delle dichiarazioni contraddittorie rese con riguardo al viaggio all’estero (smentite anche da alcuni prelevamenti bancomat e dai dati Telepass), dei numerosi precedenti di polizia per reati tributari e a sfondo patrimoniale, nonché della circostanza che entrambi i soggetti presentavano una capacità reddituale non coerente con l’ammontare di valuta trovata nella loro disponibilità, i militari della Compagnia di Bressanone hanno proceduto al sequestro preventivo di tutto il denaro rinvenuto e alla denuncia a piede libero degli stessi per il reato di riciclaggio. 

 

Il complessivo quadro indiziario, infatti, è stato ritenuto idoneo ad ipotizzare, con ragionevole certezza, la provenienza illecita della somma rinvenuta. Va ricordato che  nel caso in cui un soggetto porti al seguito denaro contante verso l’estero o dall’estero verso l’Italia (inclusi i paesi appartenenti all’Unione europea) per un importo superiore a euro 9.999, è necessario presentare preventivamente un’apposita dichiarazione all’Agenzia delle Dogane. L’inosservanza di tali obbligo comporta il sequestro di una percentuale della somma eccedente quella ammessa nonché una sanzione amministrativa.

 

Il sequestro operato dalla Compagnia di Bressanone dimostra ancora una volta come, a fronte di metodologie sempre più sofisticate e complesse di riciclaggio del denaro sporco (ad es. investimenti in attività economiche lecite effettuati attraverso società fiduciarie estere o trust, gestione illecita di money transfer o di case da gioco o, ancora, la più antica tecnica dello smurfing, che consiste nell’eseguire diverse operazioni di versamento e di cambio di somme che rimangono al di sotto dei limiti della soglia oltre la quale scatterebbero la segnalazione e i successivi controlli), il vecchio sistema degli “spalloni” rimane sempre molto utilizzato dai riciclatori e, per questo motivo, costantemente monitorato dalla Guardia di Finanza. 

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