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Scoperta la ''Bibbia'' dei pedofili. Migliaia di foto con adolescenti nude. Coinvolto un giovane di Bolzano

In un archivio nascosto nel deep web erano catalogate in maniera minuziosa foto e video. L'operazione ha visto perquisizioni in ben 15 regioni 

Di Giuseppe Fin - 10 febbraio 2018 - 22:36

BOLZANO. C'è anche un ragazzo di circa vent'anni di Bolzano coinvolto nell'operazione “La Bibbia” portata avanti dalla polizia postale e delle comunicazioni nell'ambito di un'indagine coordinata dalla procura di Salerno.

 

L'indagine, che va avanti da diversi mesi, ha portato alla scoperta di un archivio sul deep web dal quale sono emersi migliaia di file e video ritraenti donne, soprattutto adolescenti, nude o in pose provocanti. Il materiale choc era catalogato "minuziosamente", ogni cartella infatti aveva un titolo per "agevolare la consultazione".

 

Le indagini hanno riguardato 15 regioni sotto il coordinamento delle procure di Catania e Salerno.

 

Al momento, in tutto il territorio nazionale, sono 39 le persone denunciate e due gli individui arrestati; tutti dovranno rispondere di diffusione e detenzione di materiale pedopornografico.

 

Per quanto concerne il giovane bolzanino, era stato oggetto di una perquisizione nel mese di dicembre e ad oggi  risulterebbe denunciato a piede libero.

 

Le indagini portate avanti dalla Polizia postale hanno scoperto che l'approvvigionamento degli archivi erano diversi. Gli investigatori che hanno lavorato al caso infatti, gli agenti della Postale di Salerno e di Catania, guidati dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, hanno accertato che, a volte, le foto venivano sottratte dentro i laboratori di riparazione dei cellulari durante le attività di salvataggio della memoria; altre volte le foto venivano prese dai profili pubblici di Instagram delle adolescenti da parte dei pedofili sempre a caccia di novità. In alcuni casi erano le stesse ragazze che inviavano alle persone conosciute su Internet le proprie foto.

 

L’archivio conteneva moltissime foto con indicazioni di nomi e cognomi numeri di telefono indirizzi e così via, esponendo le adolescenti al pubblico insulto o alla molestia partendo proprio dalla foto inserita nell’archivio.

 

L’operazione che ha coinvolto quasi tutto il territorio nazionale con diverse perquisizioni ha visto 200 operatori della Specialità coinvolti nell'operazione.

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