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Sinclar e Bastard in alta quota, interviene la Sat. Bassetti: ''Bisogna saper dire no''

Il presidente della società alpinistica contro i concerti con migliaia di persone in montagna e contro l'uso delle vette per fini commerciali: "E’ la perdita collettiva del significato di 'bene comune' come ricchezza di tutti da conservare gelosamente"

Pubblicato il - 14 aprile 2018 - 14:49

TRENTO. "Il coraggio di saper dire no", questo il titolo lungo comunicato del presidente della Sat Claudio Bassetti. Il no sarebbe quello da apporre agli eventi in alta quota, dal concerto di Bob Sinclar con più di tremila persone al video dei Bastard Sons of Dioniso girato su Cima Tosa.

 

"Grande folla nel primo caso per due ore di musica amplificata, un piccolo gruppo musicale nel secondo. Ciò che caratterizza le due iniziative - scrive il presidente della società alpinistica -  è da un lato l’uso della montagna come scenario capace di suscitare grandi emozioni visive, dall’altro l’idea che la tecnologia possa diventare una porta aperta su tutto. Non esistono limiti ambientali, vincoli etici, rispetto per luoghi così fortemente evocativi e di grandissimo fascino".

 

Per Bassetti, questi luoghi sono invece visti e vissuti come "luoghi da usare, da consumare, da rendere simili a tanti altri, da sottomettere a logiche di un mercato che chiedono di stupire sempre di più, di inventare nuove suggestioni, di andare sempre oltre". "La preoccupazione che coinvolge tutti noi che cerchiamo operare affinché la montagna sia percorsa nel modo più discreto possibile- spiega - è la caduta verticale di sensibilità verso queste cautele".

 

"Ci preoccupano oltremodo questi atteggiamenti che utilizzano la montagna e la sua frequentazione come una sorta di accessorio, che ha valore soltanto in quanto inquadratura per uno spot, o scenario per uno spettacolo.

Abbiamo letto applausi alla salita in elicottero sulla vetta più alta del Brenta per una  promozione commerciale, in un’area patrimonio dell’umanità, un contesto che custodisce un nostro bene preziosissimo".

 

"Allo stesso tempo dobbiamo registrare commenti molto favorevoli all’invasione sonora dello Spinale, teatro di un concerto in quota che amplificava musica in un’area dolomitica molto vasta. E’ la perdita collettiva del significato di 'bene comune' come ricchezza di tutti da conservare gelosamente, da custodire per poterla passare a chi verrà dopo di noi, a porre forti interrogativi".

 

E per il presidente della Sat  è anche "l’incapacità di considerare il silenzio come un valore straordinario che la montagna restituisce ad una umanità sopraffatta dal rumore di fondo, dall’urlo quotidiano, da suoni invasivi che segnano ogni momento della vita collettiva e personale, a generare stupore".  "A lasciarci increduli è l’incapacità di considerare come la montagna sia un mosaico di habitat che consentono una elevata biodiversità e che garantiscono un’alta qualità della vita di tutti noi, ad iniziare dalle acque".

 

"Dobbiamo scegliere cosa vogliamo - interroga Bassetti - una mercificazione dei pezzi più pregiati della nostra terra trentina, oppure una gestione attenta, rispettosa, compatibile, lungimirante. E’ una sfida culturale e politica. Il buon governo non si misura in decibel, o prestazioni insostenibili in quota, ma si sostanzia di buone pratiche, nel definire con chiarezza cosa si può e non si può fare, quanto investire in tutela del territorio e promozione di stili e modalità di frequentazione della montagna".

 

"L’autonomia si giustifica e si rafforza se siamo capaci di affermare quei principi e quelle scelte che hanno fatto del Trentino un esempio di qualità dell’ambiente, del paesaggio, della vita. Deve essere preoccupazione primaria di tutti, in particolare chi governa - sottolinea il presidente - la crescita in conoscenza, sensibilità e partecipazione, deve essere in tutti noi una coscienza civile di cosa significhi in termini di impegno e coerenza conservare i caratteri molto particolari, spesso unici, della nostra montagna. Occorre il coraggio di dire e affermare valori profondi - conclude - occorre saper anche dire dei no".  

 

 

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