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Trento, al via i nuovi corsi di arabo. Nibras Breigheche: "Un'occasione per superare le diffidenze e costruire ponti di pace"

Mercoledì nella sede di via Soprasasso a Gardolo prenderanno il via i nuovi corsi. A tenerli sarà Nibras Breigheche, laureata in lingue e in teologia islamica, specializzata in Didattica delle Lingue moderne e fondatrice dell'Associazione islamica italiana degli Imam e delle guide religiose

Di gf - 11 gennaio 2018 - 19:14

TRENTO. Imparare l'arabo per costruire ponti di pace e integrazione capaci di superare le diffidenze e abbattere le barriere costruite spesso dalla non conoscenza. Inizierà mercoledì 17 gennaio a partire dalle ore 19.30 nella sede dell'Associazione Comunità Islamica del Trentino di via Soprassasso 24/3 a Gardolo il nuovo corso per imparare il livello base di arabo. Un corso che le numerose edizioni precedenti, oltre a rappresentare un’opportunità per apprendere alcune nozioni di lingua araba, sono state occasione di conoscenza e arricchimento reciproco, amicizia, convivialità. A tenere le lezioni sarà Nibras Breigheche, laureata in lingue e in teologia islamica, specializzata in Didattica delle Lingue moderne e fondatrice dell'Associazione islamica italiana degli Imam e delle guide religiose.

 

Nibras, quali sono le motivazioni che spingono le persone a imparare, sia pur a livello base, l'arabo?

Per prima cosa c'è la curiosità, la voglia di conoscere ma anche quella di superare pregiudizi che possono essere anche reciproci. Anche per me è un'importante occasione per scoprire cose nuove persone nuove e interagire con loro.

 

Il corso esiste da diversi anni. Come è strutturato e chi partecipa?

Sono una quindicina di lezioni da un'ora e mezza ciascuna in fascia oraria serale. Io lo tengo da 5 anni e prima c'era un operatore dell'associazione. C'è curiosità da parte di molti e nelle scorse edizioni hanno partecipato studenti universitari, uomini e donne di tutte le età che vogliono avvicinarsi ad una lingua che è considerata di un mondo completamente estraneo all'occidente.

 

In realtà poi si impara l'alfabeto e dalle prime parole si può notare che nella stessa lingua italiana e soprattutto in spagnolo, ci sono moltissimi termini di origine araba. Questo anche per il lunghissimo periodo di convivenza tra arabi e spagnoli nella penisola Iberica dal Settimo secolo al Quattordicesimo secolo. Un periodo particolarmente fruttuoso per l'Europa sotto vari aspetti, per quanto riguarda diversi campi dalle scienze alla produzione artistica e culturale.

 

E' cambiato in questi anni il modo di rapportarsi delle persone nei confronti della vostra associazione e del vostro centro?

Sì è cambiato molto. Anche il corso rappresenta un modo per avvicinarsi fisicamente e conoscere questa realtà entrando nella sede dell'associazione, passando vicino alla sala di preghiera e scoprendo alcuni aspetti che riguardano il modo di pregare. Ci sono tante attività fatte anche dalle scuole superiori trentine. Alcune classi vengono in visita accompagnati dagli insegnanti per parlare di storia del mondo arabo – islamico.

 

Oltre a questi corsi ne avete altri. Di cosa si tratta?

Questi sono base e ad ogni lezione ci sono almeno 20 partecipanti. Nel fine settimana, però, teniamo i corsi per le seconde e terze generazioni di migranti. Si impara a leggere e scrivere in maniera corretta. Nel mondo arabo ci sono diversi dialetti locali ma c'è anche la lingua ufficiale che ci accomuna. In tutto ci sono una decina di insegnanti, tutti madrelingua.

 

Hai spiegato che questi corsi rappresentano “ponti di pace”. Perché?

C'è un detto arabo che dice: "l'uomo è nemico di ciò che ignora”. Molto spesso ciò che non si conosce ci fa fermare ai pregiudizi e questo crea paura.

 

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