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Un bagno chimico davanti all'ingresso, il bar dice basta: ''Ci toglie visibilità e clienti''

Ormai da due anni un cantiere compare in Viale San Francesco d'Assisi. La titolare del bar: "Ho proposto diverse soluzioni, ma è un rimpallo tra uffici. Aumentato anche il parcheggio selvaggio e la confusione"

Pubblicato il - 08 agosto 2018 - 20:30

TRENTO. Un caffè, un pranzo di lavoro oppure un aperitivo e il bagno (chimico) a portata di mano, puzza compresa. Questa la situazione all'Italiana caffè in vicolo San Francesco d'Assisi, alle porte del centro storico.

 

Ica e occupazione suolo pagate, pratiche in regola e un bagno chimico, sempre aperto, poco oltre il "confine" del bar. "Il giorno dopo la finale del Mondiale - spiega Silvia Vianini, giovane titolare del locale - gli operai hanno trovato un francese, ubriaco, che si è addormentato all'interno della toilette provvisoria perché completamente incustodito".

Il bagno chimico rientra all'interno di un'area comunale per serve un cantiere privato per la ristrutturazione di alcuni appartamenti presenti in zona. Delimitazione che da oltre due anni a questa parte compare regolarmente ogni estate.

 

"Cerco di mettere a disposizione degli operai il bagno del locale. Oltre al fatto che non è il massimo avere un esercizio delimitato dal cantiere - continua la titolare - il caldo in particolare amplifica la puzza che fuoriesce dal bagno e questo non è un biglietto da visita particolarmente invitante per la clientela. Inoltre l'anno scorso è stato tolto intorno al 20 dicembre in pieno periodo Mercatino".

La titolare ha cercato di farsi strada in Comune per chiedere qualche spiegazione, ma anche la possibilità di trovare un'altra soluzione che possa andare bene per tutti, senza risultati. "L'anno scorso ho sopportato - aggiunge Vianini - ma non si può andare avanti così. All'inizio mi è stato detto che avrebbero fatto dei controlli, ma in realtà è un continuo rimpallo tra uffici. Non sono riuscita a arrivare a capo a nulla e intanto il bagno è sempre lì".

 

Gli operai comunque si rivolgono al bar e il bagno chimico resta alla mercé dei passanti, visto che non è nemmeno chiuso nelle ore serali.

Oltre al danno la beffa. "Quando - commenta l'esercente - ho chiesto di poter posizionare per comodità un bagno, a mie spese, in quel punto in occasione dell'Adunata degli alpini non c'è stata possibilità per regolamento. Ora invece queste regole non valgono più e mi trovo in difficoltà. A saperlo forse non avrei fatto l'investimento".

 

L'unica contromisura? "L'anno scorso - dice la titolare del locale - non sono riuscita a posizionare i miei ombrelloni prima di fine giugno tra impalcatura e gru, quando ho pagato regolarmente l'occupazione per tutto il periodo. L'unica azione è stata quella di mettere una copertura verde per nascondere un pochino la toilette: ma non è il mantello di Harry Potter che il bagno non si vede oppure la puzza scompare". 

Il cantiere copre inoltre il bar e questo comporta un calo economico. "L'estate è un periodo di calo fisiologico - conclude Vianini - ma questo falsifica ulteriormente tutto. Già il bagno mi arreca danni di immagine e inoltre copre l'esercizio e riduce la visibilità del locale. A questo si aggiungono il moltiplicarsi di episodi di parcheggio selvaggio, soste prolungate e fuori dagli spazi consentiti, anche a causa della privazione di un posto carico/scarico e quelli per i motorini. Tutto questo aumenta disordine e confusione".

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