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Dai 168 allertamenti a Trento ai 2 della Val di Sole, la Protezione civile tira le prime somme dopo tre giorni di forte maltempo

Il peggio dovrebbe essere passato, ma l'allerta resta ancora alta perché non si escludono ulteriori frane e conseguenze dopo le abbondanti piogge e grandinate. Sulla Gardeccia è in corso un intervento di somma urgenza, mentre a Storo i vigili del fuoco, i tecnici e le forze dell'ordine sono ancora all'opera per risanare la viabilità

Di Luca Andreazza - 11 agosto 2017 - 19:18

TRENTO. L'impegno della Protezione civile in queste ore è massimo in tutte quelle aree colpite di maltempo, in particolare nei tre eventi in rapida successione del 6 (Qui articolo), 9 (Qui articolo) e 10 agosto (Qui articolo), costellati da pioggia battente, grandine, smottamenti, alberi caduti e raffiche di vento molto forti.

 

Al momento la situazione più critica per quanto riguarda la viabilità è quella della Gardeccia, dove è in corso un intervento di somma urgenza, così come resta sotto osservazione la zona di Storo, dove continua a rimanere chiusa la SS240 tra Storo e Ampola: le ditte incaricate dal Servizio gestione strade, unitamente alle squadre dei vigili del fuoco volontari di Storo, si stanno occupando del taglio piante per accelerare le operazioni di sgombero, che sono comunque molto impegnative (Qui articolo).

Le squadre dei vigili del fuoco di Storo hanno consentito il rientro in paese delle persone presenti a Piola, dove la strada è franata in più punti e non è consentito il transito dei veicoli. Stessa situazione a Lorina, dove le famiglie presenti sono state evacuate e riaccompagnate in Paese in elicottero.

Permangono dunque le chiusure della strada per Lorina, della strada per Piola, della ciclabile tra Storo e Condino, della strada delle Coste, della strada del parco al Palvico.

 

"In generale - commenta l'assessore Tiziano Mellarini - nonostante le eccezionali piogge, in alcune zone superiori a 80 millimetri, e le grandinate, il sistema provinciale ha risposto efficacemente all'emergenza. Anche gli interventi di prevenzione realizzati in passato, particolarmente importanti in un contesto montano come quello del Trentino, hanno consentito di mitigare i danni".

 

La forte ondata di maltempo è stato a carattere temporalesco, con forti grandinate e temporali intesi, che hanno causato sul territorio danni a persone, edifici e frutteti, dovuti principalmente ad annegamenti, fulminazioni, allagamenti, frane, colate detritiche e abbattimenti di alberi.

 

Tra gli eventi più gravi, quello dell'alpinista trafitto da un fulmine sulla Marmolada (Qui articolo), l'annegamento dell'altoatesino Horst Gamper nel Garda (Qui articolo), l'abitazione evacuata in Alto Garda (Qui articolo), ma sono tante anche la case scoperchiate e i danni.  

 

"Un'attività straordinaria - conclude Mellarini - testimoniate dalle 3.282 chiamate in 2 ore, 950 delle quali legate alle situazioni di emergenza. In sole due ore il 115 ha ricevuto 594 chiamate. Adesso si procede nel valutare i danni causato dal maltempo".

"Il sistema della protezione civile  - aggiunge l'assessore - ha contrasto gli eventi schierando capillarmente sul territorio provinciale il Dipartimento protezione civile, il Servizio prevenzione rischi, Sevizio antincendi e protezione civile e il Corpo permanente vigili del fuoco e nucleo elicotteri, ma anche il servizio geologico, il servizio centrale unica di emergenza, il servizio gestione strade e il servizio bacini montani, così come Trentino emergenza, i Corpi dei vigili del fuoco volontari e le amministrazioni comunali".

 

Rimane in campo l'attenzione sul territorio e il relativo controllo, in quanto, a causa dei fenomeni meteo trascorsi, potrebbero verificarsi ulteriori frane, smottamenti e colate detritiche.

 

Nella mattinata del 5 agosto il Dipartimento protezione civile della Provincia ha emesso un messaggio mirato per temporali diffusi. A partire da giovedì 4 l'alta pressione ha iniziato ad indebolirsi ed alcuni temporali anche intensi si sono sviluppati in Alto Adige e sul Veneto, dove a Cortina si è verificato un nubifragio.

 

Nel pomeriggio di sabato 5 forti temporali si sono sviluppati in Alto Adige. Dopo la mezzanotte e fino alle 2 di mattina un'intensa cella ha interessato la val di Fassa.

 

Nella mattinata di domenica 6, un sistema convettivo a mesoscala, innescato da un'avvezione fredda, si è sviluppato sulla Lombardia e, muovendosi verso Est ha iniziato ad interessare il Trentino a cominciare dai settori occidentali dove si sono verificati forti temporali anche a carattere grandinigeno e con forti raffiche.

 

Poco dopo mezzogiorno il fronte temporalesco interessava la valle dell'Adige con temporali intensi specie sui settori meridionali con grandinate e fulmini. Nelle prime ore del pomeriggio il fronte temporalesco, preceduto da un 'gust front' muovendosi verso Est, interessava i settori orientali ed in particolare forti raffiche hanno abbattuto alberi nella zona del lago di Caldonazzo.

 

Dopo il passaggio frontale si osservano brevi e temporanee schiarite nel pomeriggio ma subito seguite dallo sviluppo di nuovi rovesci e temporali ad iniziare dai settori occidentali ma meno intensi di quelli associati al fronte principale. Mediamente si sono registrate precipitazioni sui 20 millimetri con punte superiori a 60 millimetri sui settori occidentali (massimo di 121 millimetri misurato a Coredo dalla stazione della fondazione Mach). Raffiche superiori a 29 m/s (100 km/ora) sono state misurate a Torbole e Avio.

 

Alle 14 della giornata del 9 agosto un’area di bassa pressione è centrata sulla Francia settentrionale determinando l’afflusso di correnti umide e calde da sudovest sulle Alpi. Il minimo depressionario tende a spostarsi verso le Alpi e il flusso di correnti da sudovest si è intensificato nel corso del pomeriggio.

 

Dal pomeriggio e fino a sera il territorio del Trentino è stato interessato dal formarsi di diffuse celle temporalesche lungo le direttrici da sudovest a nordest in corrispondenza della direzione del flusso delle correnti. Le celle temporalesche sono accompagnate localmente da precipitazioni intense e grandinate che sono risultate in alcuni casi con chicchi di grandi dimensioni.

 

Osservando la distribuzione delle precipitazioni sul territorio Trentino è possibile individuare alcune zone prevalenti con maggiori valori: zona Val di Fassa e Fiemme con i massimi valori registrati: 80,4 millimetri a Passo Costalunga, 67 millimetri a Campitello, 64 millimetri a Cermis; zona Paganella e a nord di Trento: 70 millimetri a Zambana, 60 millimetri a Mezzolombardo, 47 millimetri in Paganella; zona Giudicarie e Rendena: diverse stazioni con valori tra 40 e 55 millimetri circa.

 

Alle 14 della giornata del 10 agosto un’area di bassa pressione è centrata sulla Francia determinando il persistere dell’afflusso di correnti umide e calde da sudovest sulle Alpi.

 

Il minimo depressionario prosegue il suo percorso verso le Alpi e il flusso di correnti da sudovest ruota più da sud e si intensifica nel corso del pomeriggio e sera mentre in quota comincia ad irrompere aria più fredda che contribuisce ad aumentare l’instabilità.

 

Dopo una mattinata variabile dalle ore centrali e fino a sera il territorio del Trentino è interessato nuovamente dal formarsi di diffuse celle temporalesche lungo le direttrici da sud a nord in corrispondenza della direzione del flusso delle correnti. Le celle temporalesche sono accompagnate localmente da precipitazioni intense e grandinate. In nottata e nelle prime ore della mattinata di venerdì 11 i fenomeni si attenuano ma persistono eventi temporaleschi più sparsi e perlopiù sui settori orientali.

 

Tra le zone maggiormente colpite dalle intense piogge si evidenziano quella della Paganella, della piana Rotaliana e della Val di Non: 125 millimetri a Paganella Malga Terlago, 114 millimetri a Tres, 109 millimetri a Spormaggiore, 102 millimetri a Zambana, 92 millimetri a Cima Paganella, 83 millimetri a Romeno, 80 millimetri a Castelfondo, 73 millimetri a Fondo e 78 millimetri a Passo Mendola; zona Valle dei Laghi: 114 millimetri a Dro, 108 millimetri a Santa Massenza; zona Giudicarie: 79 millimetri a Storo, 78 millimetri a Pieve di Bono, 77 millimetri a Forte d’Ampola. In generale nelle altre stazione sui settori occidentali sono stati misurati mediamente dai 30 ai 50 millimetri circa, con valori inferiori tuttavia sui settori nordoccidentali (alta Valle di Sole) con circa 15-30 millimetri. 

 

In testa tra gli allertamenti il distretto di 'Trento' a quota 168, alle sue spalle la 'Vallagarina' a 133 e chiude il podio 'Pergine' a 107. Il distretto 'Valsugana e Tesino' nell'arco dei tre giorni hanno registrato 83 allertamenti, mentre quelli delle 'Giudicarie' e 'Alto Garda e Ledro' sono a 43. 'Fiemme e Fassa' a 34, 'Cles' a 19, 'Primiero' a 12, 'Fondo' e 'Val di Sole' chiudono rispettivamente a 3 e 2 allertamenti.

 

 

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