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Dal rispetto per il "gentil sesso" al rischio di vedersi sequestrato il cappello. Arriva il decalogo per l'Adunata 2018 degli Alpini a Trento

Non sono ammessi trabiccoli, comportamenti violenti, ubriachi e si chiede inoltre il rispetto per il sonno altrui

Pubblicato il - 15 luglio 2017 - 16:55

TRENTO. Continua a passo spedito l'organizzazione della 91^ Adunata nazionale degli Alpini che si terrà a Trento dall'11 al 13 maggio del 2018. Un'occasione importante che vedrà arrivare in città 500 mila persone.

 

Accanto ai lavori di organizzazione, all'apertura della sede alle Albere per coordinare meglio gli interventi, al progetto di sistemazione del Doss Trento e tanto altro, non manca un occhio di riguardo all'educazione e alle regole del buon comportamento.

 

Ecco allora che da qualche giorno sul sito www.trento2018.com (non un sito ufficiale) è apparso un decalogo di regole per sensibilizzare chiunque partecipi all’Adunata Nazionale (riportato anche dal sito http://www.ana.it/page/il-decalogo-dell-adunata). “Ad ogni adunata – viene spiegato - sono centinaia di migliaia le persone che partecipano: la stragrande maggioranza ha un comportamento ineccepibile ma alcuni altri, talvolta, non rispettano alcune basilari regole di buon vivere civile e rovinano il buon nome di tutti gli alpini.Se ognuno tenesse a mente questi semplici ‘comandamenti’ di buon comportamento il risultato finale sarebbe ancora migliore, per quanto possibile, di quanto non sia già oggi”.

 

Le regole sono 10 e riguardano sia i momenti istituzionali che il comportamento da tenere nei momenti di festa. Per prima cosa, viene spiegato, durante la sfilata va tenuto il passo scandito dalle fanfare, “altrimenti si assiste a un trasferimento tipo gregge che non onora la Sezione”.

 

Viene poi richiamata la “campagna senza quartiere” contro i trabiccoli: “non significano nulla – viene spiegato - danno solo fastidio al prossimo, quando non vanno contro le norme del codice della strada dal quale nessuno è esentato”. Non verranno poi ammessi comportamenti violenti. “Portare il cappello alpino non autorizza alcuno a sentirsi superiore agli altri, anzi! Chi si dovesse macchiare di questa colpa dovrà essere subito espulso dalla Sezione”. Sembra che una stretta possa arrivare al bere, o perlomeno, all'eccessivo bere che spesso si vede durante le adunate. “Uno degli spettacoli più rivoltanti è offerto da quanti alzano il gomito. L’ubriachezza è uno dei vizi peggiori dell’uomo: degrada e svilisce l’individuo compromettendone la dignità personale”. Ecco allora che si chiede di condurre “un’assidua campagna per convincere i riottosi che il bere in eccesso non ha mai reso l’alpino più alpino”. Rispetto e cura per il cappello di alpino. Non sono ammessi ammennicoli che possano rendere ridicolo uno dei simboli che rappresentano l'Alpino. “Non si esiti a sequestrarli – si spiega nel decaloco – almeno nei giorni dell'adunata”.

 

Si chiede poi il rispetto per il sonno altrui e non saranno ammesse persone che si sentiranno autorizzate a infastidire il prossimo con urla, canti sguaiati, trombette e rombi di motore fino alle prime luci dell’alba. “Sono manifestazioni di pura stupidità, non di alpinità”.Ovviamente non può mancare il “rispetto per il gentil sesso”, il comportarsi male con loro, viene spiegato, unito a sguaiataggini varie, trasforma l’adunata in un baccanale.

 

Tra le altre regole contenute nel decalogo per l'adunata ci sono poi quelle che riguardano il Labaro che si fregia di 216 medaglie delle quali 209 al Valor Militare, 4 al Valor Civile, 1 al Merito Civile, 1 medaglia d’oro della C.R.I. e una di Benemerenza della Protezione Civile, che “deve essere salutato da tutti, come devono essere salutati i gonfaloni dei comuni ed i vessilli quando sono decorati di Medaglia d’Oro” . C'è poi anche il rispetto per l’autorità costituita e per il Servizio d’ordine: “opporre resistenza ai pubblici ufficiali o, peggio, mancar loro di rispetto è azione da non alpini”.

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