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Trento capitale della cultura, Andreatta "Abbiamo mostrato grande compattezza e attaccamento al territorio"

Di grande impatto l'idea di proporre la città di Trento per un futuro "concilio laico dei sindaci d'Italia e d'Europa" per riscrivere la Costituzione europea dal basso

Foto: Alessandro Toller
Di gf - 11 gennaio 2017 - 19:55

TRENTO. “Abbiamo dato un'idea di grande compattezza, di sistema Trentino che riesce a dialogare e si è visto anche la forte convergenza e il senso di appartenenza ad un territorio”. E' un giudizio molto positivo quello espresso dal sindaco di Trento Alessandro Andreatta che questo pomeriggio ha guidato la delegazione che ha preso parte all'incontro presso Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per presentare la città in vista della possibile candidatura a capitale italiana della cultura del 2018.

 

Alle 15 in punto, ad incontrare la commissione ad hoc che tra ieri ed oggi ha ascoltato le 10 città finaliste, c'erano anche l'assessore provinciale Tiziano Mellarini (in sostituzione del presidente Ugo Rossi), Paolo Collini, rettore dell’Università degli studi di Trento, Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino marketing, Michele Lanzinger, direttore del Muse, Matteo Lunelli, vice presidente del Mart e presidente di Cantine Ferrari, Clara Campestrini, dirigente del servizio cultura, turismo e politiche giovanili del Comune di Trento, Andrea Zanotti, professore ordinario di diritto canonico ed ecclesiastico all'Università di Bologna, Giovanna Marinelli e Nina Però di Pts Consulting, che hanno affiancato l'amministrazione nella predisposizione e presentazione della candidatura. Ad accompagnare la delegazione anche l'assessore alla cultura, biblioteche, politiche ambientali e pari opportunità, Andrea Robol.

 

“L'impressione che abbiamo avuto – ha spiegato il sindaco Andreatta all'uscita dall'incontro – è che sia stata molto apprezzata la nostra presentazione. Devo dire che ci abbiamo lavorato fino alla fine e non solo negli otto mesi precedenti ma anche scendendo in treno e durante la pausa pranzo per provare ad esporre nei tempi giusti”.

 

L'audizione è stata divisa in due parti. Nella prima mezz'ora è stata lasciata la libertà alla delegazione di esporre la presentazione della città. Successivamente, per circa un'ora, la commissione ha posto alcune domande.

“Nella mezz'ora a nostra disposizione – ha spiegato il sindaco Andreatta – è stato fatto vedere per 2 minuti un video di presentazione della nostra città dando voce ai giovani sia residenti nel nostro territorio che studenti dell'Università provenienti da fuori”.

 

Successivamente l'intervento del sindaco è durato in totale 16 minuti intervallato da alcuni video nei quali ad intervenire sono stati l'architetto Renzo Piano, il presidente della Provincia Ugo Rossi, la ricercatrice della Fondazione Museo Storico di Trento, Elena Tonezzer, il direttore del Centro Santa Chiara Francesco Nardelli e la professoressa Mariangela Franch.

 

La parola è poi passato all'assessore Tiziano Mellarini, al rettore Paolo Collini ed infine al professor Andrea Zanotti. Quest'ultimo, nel proprio intervento, ha lanciato la città di Trento come capitale di un futuro concilio laico delle città, sia italiane che europee, con protagonisti i sindaci per riscrivere dal basso la Costituzione europea. “Un'idea – ha afferma il sindaco – che ha molto colpito la commissione e che ci ha differenziato dalle altre presentazioni”.

 

Per capire se la città di Trento sarà scelta quale capitale italiana della cultura del 2018 occorrerà ora attendere il 31 gennaio alle ore 15 quando il ministro della Cultura Dario Franceschini incontrerà i sindaci delle 10 città finaliste e indicherà la vincitrice. 

 

 

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