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Vaccini, Claudio Cia chiede l'obbligo per l'iscrizione al nido. E a Luca Zeni: "In Trentino quante sono state le reazioni avverse?"

Il consigliere interroga la Giunta per avere conferma della sua tesi: "Le vaccinazioni sono importantissime, le reazioni avverse sono contenute e si risolvono spontaneamente, sono rarissimi i casi gravi". 

Di db - 21 aprile 2017 - 12:19

TRENTO. Il consigliere provinciale Caludio Cia, prima ancora di essere il leader della formazione politica Agire per il Trentino, è un infermiere, e prima ancora un padre di famiglia. Forse per questo si è impegnato non poco nella questione riguardante i vaccini, cercando di opporsi alla crescente ondata degli antivaccinisti, di coloro che vorrebbero sottrarsi all'obbligatorietà della vaccinazione ritenuta invece necessaria dalle autorità sanitarie per contenere e infine debellare molte malattie.

 

Claudio Cia interroga la giunta, in modo quasi socratico usando l'ars maieutica: pone domande per avere risposte che dimostrino le sue tesi, facendo emergere quella 'verità' tanto contestata dai detrattori della vaccinazione obbligatoria. Chiede alla Provincia "i dati degli ultimi 15 anni relativi al numero di tutte le vaccinazioni effettuate; degli ultimi 15 anni chiede anche "il numero di eventi gravi accertati in seguito a vaccinazione (morte, anafilassi, encefalite, trombocitopenia…); ma chiede anche, sempre negli ultimi 15 anni, "gli eventuali casi registrati di difterite, tetano, poliomielite, epatite B, TBC, morbillo, meningite, ed eventuali complicanze successive".

 

"La questione 'vaccino sì o vaccini no' è un tema che continua ad essere al centro di un acceso e infinito dibattito. Già con l'introduzione nel 1798 del primo vaccino contro il vaiolo - spiega il consigliere in una dotta introduzione alla sua interrogazione -  c'era chi si proclamava contrario alle vaccinazioni, perché non menzionate nella Bibbia o, secondo i più fantasiosi, essendo il vaccino di origine animale (dal vaiolo bovino, da qui deriva il termine 'vaccino') avrebbe portato il vaccinato ad assumere le sembianze animali, con tanto di zoccoli e corna".

 

"Ci volle la tragedia della devastante pandemia di vaiolo durante la Guerra Franco-Prussiana - continua Cia nel suo excursus storico - per capire l'importanza delle vaccinazioni. La Prussia aveva un programma di vaccinazione obbligatoria per i suoi soldati, ma non la Francia. Come risultato, 23.470 soldati francesi morirono di vaiolo durante la guerra, a fronte di 459 soldati prussiani. Non tutta la popolazione prussiana era però vaccinata, così dai prigionieri francesi infetti partì la pandemia che in cinque anni causò 500.000 decessi".

 

"I tempi cambiano - afferma Claudio Cia - e l'informazione aumenta, fortunatamente. Tra internet e trasmissioni tv è però facile mescolare dati scientifici derivanti da anni di ricerche con teorie prive di alcuna validità scientifica, magari condite da una certa dose di complottismo, che hanno portato i vaccini al centro di una nuova ondata antivaccinista: i vaccini indebolirebbero il sistema immunitario, provocherebbero l'autismo o altre gravi malattie, i vaccini sarebbero un complotto delle case farmaceutiche, sarebbero inefficaci, e via dicendo".

 

"Sta di fatto che in Italia, secondo una recente indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), quattro genitori su dieci hanno paura di vaccinare i propri figli: il 23 per cento dei genitori teme che gli effetti immediati dei vaccini possano essere rischiosi, un altro 18 per cento preferisce evitarli ritenendo probabili conseguenze negative per il futuro dei propri figli".

 

"Tutte le cose del mondo comportano dei rischi - spiega Cia - e anche i vaccini, tra le sostanze più sicure e testate in campo medico, possono dar luogo a reazioni avverse che sono generalmente di modesta entità ma che, raramente, possono produrre manifestazioni cliniche più gravi e che è importante conoscere".

 

Claudio Cia entra nei dettagli dei possibili rischi, ammettendo che "l’anafilassi, ad esempio, è una violenta reazione del sistema immunnitario contro una sostanza riconosciuta come 'estranea'. E’ molto rara - assicura -  ma si risolve in genere senza danni con la presenza di un medico nelle vicinanze, ed è per questo che di prassi, al termine di una vaccinazione, viene richiesto di attendere circa 30 minuti nella sala d’attesa dell’ambulatorio, in modo che nella rara eventualità si possa intervenire tempestivamente".

 

"I vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella sono molto potenti ed efficaci, ma con alcune problematiche da considerare. L’incidenza di effetti collaterali lievi è piuttosto comune dopo queste vaccinazioni: una parte non trascurabile dei bimbi accusa qualche linea di febbre ad alcuni giorni dalla vaccinazione, che però si risolve spontaneamente. In altri casi, molto rari, si registra una trombocitopenia, ovvero una diminuzione delle piastrine, che comunque anche in questo caso guarisce senza lasciare danni".

 

"In casi rarissimi, tanto da portare molti studiosi ad affermare che non esiste correlazione con la vaccinazione, si può verificare una grave encefalite. Se sul rischio di un po’ di febbre si può soprassedere - ammette il consigliere - sulla trombocitopenia e l’encefalite è normale porsi la domanda se il beneficio valga il potenziale rischio. I numeri, però, danno la risposta".

 

E la risposta dei numeri è riferita alla Regione Veneto, "che ha messo in atto una sorveglianza sui danni derivanti dalle vaccinazioni". Nell’ambito di questa attività sono state valutate quasi 32 milioni di vaccinazioni nel periodo che va dal 1993 al 2015. Dall'aggiornamento dei casi gravi correlabili dell'intero periodo "risulta che il tasso delle manifestazioni gravi non guarite è estremamente basso, con 17 pazienti che hanno presentato sequele a distanza, circa 1 caso ogni 1,8 milioni di vaccinazioni, e in 22 anni nessuno è deceduto a causa della vaccinazione".

 

Cia, oltre all'ultima interrogazione volta a dimostrare l'importanza dei vaccini e soprattutto la loro sicurezza, ha presentato nel febbraio scorso un Disegno di legge "che intende introdurre l'obbligo di vaccinazione per l'accesso agli asili nido per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie, mentre per le vaccinazioni 'raccomandate' punta sul potenziamento dell'informazione al fine di consentire a tutti i genitori di poterne comprendere l'importanza e l'opportunità".

 

Aspettiamo ora i numeri forniti dall'assessore Luca Zeni, numeri che certamente confermeranno le tesi del consigliere Claudio Cia: i vaccini sono importanti perché molte patologie sono state contenute e alcune addirittura sconfitte, i rischi sono molto contenuti e le conseguenze trascurabili. 

 

Abbiamo però i dati relativi all'anno scorso: su 164 mila dosi di vaccino le reazioni avverse sono state 42, sei con reazioni definite 'rilevanti' ma nessuna definita 'grave'. In tutti i casi la sintomatologia, febbre alta, formicolio agli arti, o eruzioni cutanee successive all'inoculazione del vaccino, si è risolta completamente nell'arco di alcune settimane

 

 

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