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Da Gibo Simoni alle tante iniziative, mezzo migliaio di volontari in campo per la sessantesima Festa dell'Uva

Un tourbillon d’eventi importante legato a tutti ciò che riguarda la vendemmia. La valle di Cembra aspetta almeno 20 mila persone per tre giorni di folklore, innovazione e l'attesa sfilata dei carri

Di Nereo Pederzolli - 19 settembre 2017 - 15:27

CEMBRADomina il risultato molto più dell’elemento primario. Perché la sua brevità è decisamente offuscata dal suo alter ego, parola altrettanta corta, ma sempre più ostentata.

 

In questione sono le definizioni di 'uva' e il suo risultato: 'vino'. Ecco perché una festa dedicata all’uva è forse più insolita che uno dei tanti appuntamenti enoici. Vino, di fatto, è super declinato. Vuoi per la sua brevità fonetica quanto linguistica. Vino, vin, wine, wein.

 

E l’uva? Per colmare certe sbadataggini ci pensa Verla di Giovo, rilanciando una consuetudine cembrana che si celebra da 60 anni: la Festa dell’Uva. Le maiuscole sono d’obbligo. Riservate ad un traguardo certamente autorevole, una ricorrenza volutamente tutta giocata sulle variegate sfaccettature della vendemmia. Mirando all’essenza qualitativa di tutto quanto è uva. Un tourbillon d’eventi comunque importante (Qui info e programma). Merito di una corale mobilitazione, coordinata dalla locale Pro Loco, con quasi mezzo migliaio di volontari, da settimane in azione per una festa di popolo ancor prima che un simposio enogastronomico.

 

Uva che richiama il vino, uva che sprona a momenti conviviali, uva come stimolo pure per pedalate cicloturistiche, con Gibo Simoni, il campione di casa, con la 'sua' 'ciclogibostorica'. Non mancheranno le degustazioni – migliaia le bottiglie pronte per il botto dei tappi – neppure musica, giochi per bambini, tra camminate per vigneti terrazzati e performances di scultori, d’artisti che sfruttano l’uva, il mosto, per singolari tratteggi.

 

60 edizioni, mostra per un connubio di 'diamante'. Lo hanno sottolineato alla conferenza stampa, nella sede delle Pro Loco, sindaci della val di Cembra, esponenti del turismo e della Strada del Vino.

 

"Qualità e divertimento, coinvolgendo le nuove generazioni, per onorare l’uva e il nettare che scaturisce dalle pigiature". Lo ha più volte ribadito Sonia Targa, assessore del comune di Giovo, mentre Luca De Carli, presidente dell'Apt s’è speso nel sottolineare la valenza promozionale di una festa che richiama almeno 20 mila curiosi e che mette in rete volontariato, produttori enologici, schiere di vitivinicoltori e che richiama turisti da ogni ambito. Francesco Antoniolli, presidente della Strada del Vino Trentino, ha insistito sul significato di questa festa. "Che diventa elemento catalizzatore di tanti altre iniziative".

 

Festa dell’Uva, festa di Verla e di tutta la valle. Ambito enologico per eccellenza. Se si pensa che i primi insediamenti viticoli tra le Dolomiti sono avvenuti proprio sui porfirici terrazzamenti cembrani, Dove è stata rinvenuta la situla, vaso vinario decisivo per capire l’evoluzione della vite. Dunque, dell’uva ancor prima del vino. Per capire i nuovi traguardi, ma per gustare non solo l’uva, basterà recarsi a Verla, nel prossimo fine settimana. Tre giorni tra folklore, innovazione e l’attesa della sfilata dei carri. Carnascialesca quel tanto che basta. Del resto la gioia del vino è sempre stata una sarabanda di colori, per momenti di giusta baldoria. 

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