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Trento Film Festival, in Piazza Duomo l'auto del Ventennio che trasmette le "pellicole" e arriva il film sulla nazionale islandese

Conto alla rovescia per la kermesse che tra i grandi nomi e i grandi film presenterà della autentiche chicche. Eccone una rapida carrellata

Di Nereo Pederzolli - 20 aprile 2017 - 21:32

TRENTO. Curioso come il nome del suo più famoso vulcano: Eyjafjallajökull. Nome dalla pronuncia per noi impossibile quanto imperdibile è il Paese ospite del Trentofilmfestival: l’Islanda. Talmente curiosa da renderla unica, appunto imperdibile. Isola tra i ghiacci, angolo remoto dell’immaginario stesso dell’avventura e dunque una mèta ideale per compiere il ‘viaggio delle emozioni’ seduti comodamente nelle sale cinematografiche dell’imminente kermesse filmica trentina. Con una sequenza, è il caso di dire, d’altrettanto coinvolgenti appuntamenti, non solo legati allo scorrere delle immagini.

 

148 appuntamenti con 260 ospiti, in un susseguirsi di proiezioni – 153 film – abbinate ad altrettanti incontri, tra alpinisti, registi, produttori, scrittori, personaggi dello spettacolo, comici, pure i cosiddetti ‘paninari d’autore’, ovvero cuochi che propongono panini-gourmet. Impossibile citare tutte le novità presenti nel cartellone. Quasi due ore di conferenza stampa non sono bastate per entrare neppure nel sommario. Ma questo non è un problema. Perché il Trentofilmfestival è abituato a coinvolgere il suo pubblico in una sorta di ‘cordata’ sicura, perfettamente adeguata ai tempi e modi dell’evento.

 

Subito però un tema molto caro ai vertici del Festival: educare all’alpinismo partendo da una precisa constatazione. Quella legata all’importanza di un concetto troppo spesso dimenticato: il valore della rinuncia alla vetta, per non capire limiti, per rilanciare il sogno, senza se e senza ma. Ecco perché limiti e opportunità saranno al centro di un primo convegno, con la montagna come luogo per ritrovare sé stessi. Appuntamento giustamente in apertura, tema serio, ma proprio per questo opportuno quanto liberatorio.

 

Curiosità comunque a non finire. Come la prima scuola in Italia che insegna come camminare a piedi nudi nella natura, seguendo percorsi sensoriali dedicati ai bambini. E ancora, il recupero di una ‘Cinemobile’ degli anni ’30 ovvero un’automobile usata nel Ventennio per proiettare nelle piazze d’Italia spezzoni cinematografici inneggianti il regime. Cinemobile che ora a Trento, in piazza Duomo, coinvolgerà il pubblico con immagini stile d’antan legate però esclusivamente all’avventuroso mondo dell’alpinismo.

 

Torniamo all’Islanda. Ci sarà anche Fabio Volo, il popolare personaggio televisivo che presenterà un film sull’insolito successo calcistico della nazionale islandese ai recenti campionati europei. Spazio pure alla comicità di Teresa Mannino, in uno spettacolo sull’SOS Terra. Festival tra leggerezza, avventura e tanta solidarietà. A partire dal sostegno alla campagna per la liberazione del cineasta italiano Gabriele Del Grande ora in carcere in Turchia. Poi una serie d’iniziative a supporto del lavoro che Fausto De Stefani – alpinista tra i più blasonati – compie da anni in Nepal, costruendo scuole per bambini, riparando strutture sociali, lavori iniziati ancor prima del tremendo terremoto che ha devastato le popolazioni che vivono sotto il Tetto del Mondo.

 

Immancabili altre star dell’alpinismo, primo tra tutti Reinhold Messner, poi Adam Ondra, Antoine Le Menestrel. Non mancherà Mauro Corona, istrionico narratore della montagna, che a Trento – dove è di casa da almeno 35 edizioni – presenterà il suo ultimo libro dal titolo ‘Quasi niente’.

 

Ma di questo – e di tanti altri eventi ancora – ne parleremo nei prossimi giorni.

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