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Agricoltura: dopo le gelate, le trombe d'aria e le grandinate sono 1.800 i lavoratori a rischio. La Cgil: "Servono risorse non solo per gli imprenditori"

La Giunta stanzia altri 500 mila euro per il ripristino delle strutture e degli impianti frutticoli e viticoli. Faggioni: "Bene, ma ancora una volta si aiuta un comparto che tra assicurazioni e contributi è tra i più assistiti. I lavoratori, invece, sono tra quelli con meno tutele e fino al 2019 la situazione sarà molto difficile"

Di Luca Pianesi - 12 novembre 2017 - 07:21

TRENTO. 500 mila euro per il ripristino delle strutture e degli impianti frutticoli e viticoli dopo le trombe d'aria e le grandinate della scorsa estate. Ma non basta. Non basta, almeno per la Flai Cgil che tramite la sua segretaria Manuela Faggioni spiega che "nel sistema agricolo gli imprenditori sono da sempre stati sovvenzionati e aiutati su tutti i fronti, da tutti gli assessorati provinciali che si sono susseguiti negli anni e anche questa misura va in quel senso". "Ma - prosegue Faggioni - c'è anche un problema che riguarda il sostegno ai lavoratori che non può essere dimenticato e che, temiamo, venga, invece, un po' sottovalutato".

 

Detto in parole povere le gelate di fine aprile e le terribili grandinate e trombe d'aria che si sono abbattute sul Trentino ai primi di agosto hanno messo in ginocchio il sistema produttivo soprattutto del vino e delle mele (come risaputo con perdite fino al 70% della produzione). Di conseguenza già a partire da quest'anno, ma le cose non miglioreranno il prossimo, moltissimi lavoratori sono rimasti senza lavoro. Per la precisione sono circa 400 dell'indotto (che va dalla raccolta dei frutti, all'imbustamento, al trasporto, alla gestione magazzino) stagionali che non avevano diritto alla riassunzione (quindi quelli che vengono riassunti ogni stagione e che magari da decenni lavorano così) e tra i 1200 e i 1300 che, invece, avevano diritto alla riassunzione ma che, come da contratto agricolo, se non c'è prodotto non possono lavorare e quindi guadagnare.  

 

"Queste sono persone che almeno fino a gennaio 2019, quindi solo dopo il completarsi di un nuovo ciclo produttivo che riporti a regime le cose, saranno in grossissima difficoltà - prosegue Faggioni -. Proprio per questo con i datori e con la Provincia siamo riusciti a creare un sistema nuovo, per l'Italia, di ammortizzatori sociali che preveda anche per questi lavoratori, come per quelli dell'industria, del commercio e altri settori, che non hanno tutele, di ricevere un sostegno dignitoso in caso di calamità. E per dignitoso intendiamo 50 euro lordi al giorno non cifre astronomiche. Ebbene la provincia avrebbe messo da parte, sullo scorso bilancio, 1,5 milioni di euro per fare questo. Somma che andrà a finanziare l'ente bilaterale che fungerà da 'tesoretto' dal quale attingere per aiutare i lavoratori del comparto agricolo in queste situazioni. Però abbiamo calcolato che per aiutare tutti, su due anni, le risorse che serviranno saranno circa 4,5 milioni di euro. Ciò vuol dire che almeno 3 milioni dovranno essere impegnati ma il preliminare sul bilancio del 2018 non le prevede queste cifre e ciò ci mette in grande agitazione".

 

Ciò mentre la Giunta annuncia di aver approvato i criteri di concessione dei contributi per il ripristino delle strutture e degli impianti frutticoli e viticoli danneggiati dalle trombe d'aria e dalle grandinate. Contributi a favore delle imprese agricole che hanno subito danni nei mesi di luglio e agosto 2017 con limite minimo della spesa ammissibile a contributo di 2000 euro e massimo di 37.500 euro poiché il contributo è concesso in regime di de minimis e prevede un aiuto massimo di 15.000 euro per azienda nell'arco di tre esercizi finanziari. Sono ammesse a domanda le richieste riguardanti danni a impianti e strutture.

 

Il budget a disposizione è di 500.000 euro e le domande saranno raccolte a partire da lunedì 13 novembre, fino a giovedì 23 novembre domande. Qui i dettagli e il modulo della domanda per le domande (www.modulistica.provincia.tn.it) da presentare agli Uffici Periferici oppure, la sede del Servizio Agricoltura oppure presso le organizzazioni agricole di categoria. "Vanno bene queste risorse - conclude Faggioni - per carità. Però se ci mettiamo gli oltre 6 milioni di stanziamenti vari che vanno a garantire gli introiti da mancata produzione alle aziende si vede ancora una volta come gli imprenditori agricoli siano tra i più garantiti e tutelati di tutto l'ambito lavorativo. A contrario i lavoratori agricoli sono tra quelli meno considerati. Speriamo che parte di questi contributi vengano legati anche a come queste imprese li useranno anche con i loro lavoratori". 

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