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Tornano a crescere in Trentino gli infortuni sul lavoro. Nei primi mesi 2017 + 10%. I sindacati: "Servono maggiori controlli nelle aziende"

Le denunce di infortuni colpiscono soprattutto  i settori terziario e agricoltura. Per la Cgil e la Cisl  "Incremento legato alla crescita economica" mentre per la Uil "Caduta di attenzione sulla sicurezza nei posti di lavoro"

Di G.Fin - 20 agosto 2017 - 06:13

TRENTO. Dopo il calo che si era registrato negli scorsi anni il numero degli incidenti sul lavoro torna a crescere. Una tendenza che in Trentino, rispetto ad altre regioni d'Italia si fa maggiormente sentire visto che nei primi 4 mesi del 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, si osserva un aumento medio di circa il 10% delle denunce con un dato medio nazionale che invece rimane stabile.

 

A fornire i dati è l'assessore provinciale Luca Zeni nel rispondere ad una interrogazione presentata dal consigliere provinciale di Civica Trentina, Claudio Civettini.

 

I dati correnti disponibili (OpenData dell’INAIL) indicano che in provincia di Trento, dopo un progressivo calo del numero degli infortuni sul lavoro denunciati, osservato in particolare dal 2008 (in complesso fino -40%), nel 2016 le denunce di infortunio sono tornate a crescere del 4% per arrivare, come già detto, nei primi mesi di quest'anno con un incremento del 10%.

 

Non è stata registrata un’incidenza degli infortuni diversa tra uomini e donne. Nei primi 4 mesi del 2017 gli infortuni denunciati per le donne sono stati 1.133 (contro 1.026 del 2016; + 10%) e per i maschi 1.828 (contro 1.662; + 10%).

 

L'incremento, da una prima analisi, sembrerebbe colpire in maggior misura settori come il terziario e l'agricoltura.

 

“C'è la necessità di investire maggiormente nei controlli ma anche nella cultura che risulta essere fondamentale per contrastare questa piaga” hanno affermato i sindacati trentini della Cgil, Cisl e Uil che hanno però idee leggermente diverse sul motivo che ha portato ad una recrudescenza degli infortuni sul lavoro.

 

Per il segretario della Cgil, Franco Ianeselli la diminuzione che si era registrata negli scorsi anni derivava dalla mancanza di attività economica e non da una maggiore attenzione alla sicurezza sui posti di lavoro. “L'aumento degli infortuni – ha spiegato Ianeselli – è legata alla ripresa dell'economia ed è per quello che in passato avevamo invitato tutti a non festeggiare per il calo di incidenti”. Sull'aumento del 2017, invece, il segretario della Cgil spiega di voler attendere l'analisi che verrà fatta dal Comitato Provinciale di Coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

 

Sulla stessa linea anche il segretario della Cisl, Lorenzo Pomini . “E' innegabile che ci sia una ripresa nel nostro Paese ed essendoci più lavoro purtroppo questo porta anche a più infortuni, è un dato di fatto”. Per Pomini, però, l'aumento delle denunce deriverebbe anche dal fatto che “un numero maggiore di lavoratori decidono di andare a denunciare. Spesso in passato molti infortuni, quelli più piccoli che non richiedevano l'intervento dei soccorsi non venivano nemmeno denunciati e in alcuni addirittura derubricati a malattia”.

 

L'aumento degli infortuni però preoccupa e la soluzione invocata dal segretario della Cisl è quella di incrementare i controlli. “Spesso il tema di sicurezza – ha affermato Pomini – viene sottovalutato nei momenti di crisi perchè pur di poter lavorare si passa sopra ai dispositivi di protezione individuale, alle condizioni di sicurezza dei cantieri oppure di altre condizioni lavorative”. Per questo viene richiesto un rafforzamento dei meccanismi di prevenzione con controlli alle aziende più frequenti. “Andrebbero valorizzati – continua Pomini – gli istituti che noi abbiamo dentro al settore dell'artigianato con persone dedicare a fare informazione e a fare controlli all'interno delle imprese”.

 

Di parere diverso invece il segretario della Uil del Trentino Walter Alotti che non condivide l'idea che l'aumento degli infortuni sia legato ad una crescita dell'economia. “Negli ultimi anni – spiega – abbiamo assistito in Trentino a una caduta di attenzione per la sicurezza nei posti di lavoro. Abbiamo anche un piano provinciale per la salute che non aiuta visto che sull'argomento dedica solo poche righe”.

 

Per Alotti negli ultimi anni sarebbero anche cambiate le modalità di lavoro senza però che questo avesse comportato un adeguamento dei controlli. “Gli organi di vigilanza e di prevenzione – ha affermato – non sono stati capaci di adeguarsi a questo cambiamento rimanendo fermi a 15 anni fa. Oltre a questo occorre anche considerare che l'organico abilitato per i controlli non è sufficiente”.

 

Anche Walter Alotti, come proposta dal segretario della Cisl Pomini, chiede che siano introdotti nelle aziende degli organismi tecnici professionali come i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali al fine di “elaborare dei piani di controllo” su tutto il territorio. “Sono già presenti nell'artigianato e dell'edilizia – conclude Alotti – e potrebbero essere estesi anche negli altri settori”.  

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