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Caso rielezione Zappini, parla la presidente nazionale degli infermieri: "Il quorum è il 10%. Chi vuole fare ricorso è legittimato a farlo"

Seppur non si è raggiunto il numero minimo di votanti era stata riproclamata (anche con un comunicato stampa) presidente del collegio di Trento spiegando di aver condiviso la cosa con Barbara Mangiacavalli. Ecco quanto ci ha riferito. Sul caso si sono espressi anche gli infermieri neoeletti (pubblichiamo la loro lettera) e Claudio Cia che ha annunciato il ricorso

Di Luca Pianesi - 10 dicembre 2017 - 21:43

TRENTO. "Sono stata informata dalla dottoressa Zappini su quanto accaduto e le ho detto di attenersi alle indicazioni delle due circolari che sono state emesse e, quindi, di valutare lei il da farsi". Questa la presidente nazionale dell'Ipasvi, la federazione degli infermieri, Barbara Mangiacavalli, sul caso della rielezione di Luisa Zappini alla carica di presidente del Collegio degli infermieri trentini. Come scoperto da il Dolomiti, infatti, l'ex presidente sarebbe stata sì confermata all'ultima tornata ma solo con 432 voti, dunque con meno del 10% dei votanti fissato come quorum per ritenere le elezioni valide (come specificato nelle circolari nazionali inviate a tutti i collegi locali).

 

E la cosa è apparsa ancor più strana visto che nel comunicato inviato agli organi di stampa dallo stesso Ipasvi del Trentino si riferiva della rielezione di Zappini ma non si faceva nessun riferimento a una possibile invalidità derivante da una norma, che a leggerla apparirebbe chiarissima (e infatti in altri collegi e altri ordini, anche in Trentino, quando non si è raggiunto il quorum non è stata ritenuta valida l'elezione) e nemmeno che la questione sarebbe stata "sub judice" come ci ha riferito Zappini appena l'abbiamo intervistata sulla questione.

 

"Non c'è sub judice che tenga - spiega la presidente Barbara Mangiacavalli - la normativa specifica che bisogna raggiungere il quorum del 10%. Se si intende procedere il resto è giurisprudenza. Ora la norma serve, chiaramente, per evitare che si verifichino votazioni cui partecipino il 3-4 per cento degli aventi diritto. Qui siamo arrivati al 9,8. Mancava solo una decina di voti per renderlo valido, quindi siamo davvero prossimi al quorum. Zappini ha deciso di procedere. Penso, dall'altro lato, che chi abbia intenzione di fare ricorso sia nel pieno diritto di farlo e sarà la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie a decidere".

 

E se è vero che "il resto è giurisprudenza", la giurisprudenza parla: c'è il caso di Catanzaro del 2008 (dove non si era raggiunto il quorum e si era arrivati all'annullamento) e soprattutto quello di Firenze del 2009. In particolare in quest'ultimo caso si era recato a votare l'8,3% degli aventi diritto. Quindi anche in questo caso si era sfiorato il quorum ma per poche decine di voti mancanti non si era raggiunto. Ebbene in quel caso la Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie aveva accolto il ricorso e annullato le operazioni elettorali.

 

D'altronde, pensiamo noi, se un quorum è stabilito per legge quello vale. Legittimando un abbassamento della soglia, anche solo di pochi decimi, la volta successiva ci si sentirà autorizzati ad abbassarla ancora, e poi ancora. Insomma se il quorum esiste, quello vale, altrimenti non ha nessun senso fissarlo. Qualcuno direbbe che la legge è legge. Intanto sulla questione è arrivata anche la presa di presa di posizione (che pubblichiamo integralmente), molto netta degli infermieri neo eletti, (Anna Brugnolli, Marina Cuel, Nicoletta Degiuli, Cristina Moletta, Alessia Nardelli, Daniel Pedrotti, Lucia Sabbadin, Stefano Toccoli, Adriana Dalponte) che prelude ai ricorsi. 

 

Ricorso annunciato anche da Claudio Cia, consigliere provinciale di Agire che spiega: "Assieme ad altri infermieri, presenterò ricorso alla Commissione centrale per gli esercizi le professioni sanitarie presso il Ministero della Salute ai sensi dell’art. 21 del D.P.R 221/1950 al fine di smascherare questo comportamento illegittimo e convocare nuove consultazioni per eleggere un Consiglio Direttivo Ipasvi conforme alla legge. Chiederò anche l’accesso agli atti per sapere come si sono svolte le precedenti consultazioni presiedute dalla stessa Zappini e trattandosi il Collegio di un organismo in contatto con la Provincia di Trento, presenterò un'interrogazione alla Giunta provinciale". Interrogazione che verrà depositata già lunedì.

 

Ecco quanto scrivono gli infermieri neoletti:

 

Apprendiamo con stupore dalla stampa di questi giorni che la nostra Presidente avrebbe dichiarato l’intenzione di indire nuove elezioni “per evitare polemiche”, quando invece l’indizione di nuove elezioni risulta in questo momento l’unico atto dovuto visto il mancato raggiungimento del quorum, indipendentemente da eventuali e potenziali ricorsi.

 

A supporto della decisione di procedere allo spoglio, nonostante il non raggiungimento del quorum, la stessa Presidente dichiara ai giornali di essersi confrontata con la Presidente Nazionale e di aver avuto dalla stessa l’avvallo a procedere, cosa che, se vera, sarebbe gravissima e che quindi ci riserviamo di verificare con la Presidente della Federazione Nazionale stessa.

 

Veniamo inoltre a conoscenza dalla stampa che sempre la nostra Presidente, non riesce a giustificare perché abbia proceduto all’elezione delle cariche del Consiglio Direttivo del Collegio stante il non raggiunto quorum. Sono emerse versioni discordanti su questo tema che spaziano dal “non sono state ancora formalizzate le cariche” (nonostante la già avvenuta diramazione, nella stessa giornata, del comunicato che la vede rieletta Presidente), al “è solo stato proposto dai componenti del consiglio Direttivo, ma la questione è sub-judice … non so se me la sento di proseguire”, fino ad un secco “no comment”.

 

Non meno rilevante seppur secondario al tema del quorum, risulta essere il tema della disponibilità dichiarata di lasciare spazio ai giovani, opportunità mancata anche in questi ultimi giorni e palesemente non sostenuta dai fatti.

Per queste affermazioni, che fatichiamo a comprendere e delle quali chiederemo spiegazioni in occasione del prossimo Consiglio, ci preme raggiungere i colleghi sostenitori e non, per esprimere un acceso dispiacere e forte preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare in virtù dei valori e principi in cui crediamo di dignità, correttezza e trasparenza.

 

Siamo inoltre preoccupati e sentiamo il dovere di scusarci nei confronti delle persone che assistiamo, poiché l’immagine di noi professionisti e l’impegno che ogni giorno viene profuso verso i pazienti, non ha nulla a che vedere con quanto sta succedendo.

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