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Alice, Don Chisciotte, Ghezzi e il sogno che diventa realtà grazie a una base sempre più popolosa, popolare e popolata

''Trentini e Trentoni'' ha fatto un collage con i volti di Zanella, Merighi, Borgonovo Re, Manica e del ''fantacandidato'' sul manifesto del cartone Disney mentre lui alterna post di politica a citazioni del Cervantes e si moltiplicano i consensi tra petizioni popolari e raccolte firme

Di Luca Pianesi - 18 luglio 2018 - 19:50

TRENTO. Tra Don Chisciotte della Mancia e Alice nel Paese delle Meraviglie c'è la letteratura a fare da fil rouge e pi ci sono il sogno, la speranza e soprattutto c'è il fantacandidato che molti fa sognare e, letterariamente, dà speranza a tanti anche nel mondo reale. 

 

''Trentini e trentoni'' (geniale pagina satirica) ha aperto le danze con un bellissimo fotomontaggio del manifesto di Alice della Disney. Ecco allora che il Bianconiglio ha assunto il volto di Donata Borgonovo Re, il Brucaliffo quello di Claudia Merighi, il Leprotto Bisestile di Paolo Zanella e la Regina dei Cuori quello di Alessio Manica. Tutti intenti, nel Paese delle Meraviglie, a sostenere e aiutare, in un modo o nell'altro, Alice che, ovviamente, ha il volto proprio di Paolo Ghezzi, il fantacandidato (come si definisce lui).

 

Mancherebbe Ugo Rossi, che sarebbe perfetto nei panni dello Stregatto, posato lassù, sull'albero, a sorridere con sguardo sornione, immobile, spettatore delle vicende che riguardano Alice. Ma in compenso c'è una citazione tratta dal romanzo di Lewis Carroll postata sopra il Tweet: "«In un Paese delle Meraviglie essi giacciono, sognando mentre i giorni passano, sognando mentre le estati muoiono; eternamente scivolando lungo la corrente indugiando nell’aureo bagliore…». Echissenefrega se poi vince la Lega?". Il finale, ovviamente, è roba da Trentini e trentoni che anzi tagliano il testo originale proprio nel suo punto più importante, che si conclude con un: "Che cos’è la vita se non un sogno?".  

 

Perché quello conta, nella vita. Soprattutto se si fa politica. Senza ambizione, senza prospettiva, senza fantasia, senza sogno la realtà si trasforma in triste incubo e se chi fa politica non riesce a far sognare, almeno un po', ha già perso in partenza. Lo sanno i tanti che si stanno schierando a sostegno della candidatura di Ghezzi, sempre più numerosi e consistenti (altro che fantasia). Ogni giorno aumentano le raccolte firme, le petizioni in suo favore, i documenti sottoscritti dalla famigerata base. 

 

Lo sostengono già i Verdi, Mdp, Primavera Trentina, buona parte del mondo dell'associazionismo e poi l'Upt sempre più convinto della bontà del progetto (anche Dellai ha ribadito che ci vorrebbe un non politico alla guida della coalizione) e soprattutto il Partito democratico che, in questi giorni, sta riscoprendo i circoli, le assemblee, la spinta popolare (qui sotto un documento di sostegno). Il Paese delle Meraviglie, insomma, è sempre più popolato e popoloso e soprattutto reale non costruito dietro tavolate di politici e rappresentanti istituzionali che non si sa bene chi rappresentino davvero. Loro sì, forse, sognano di guidare schiere di cittadini ma alle spalle non hanno altro che bandiere sbiadite e amici di partito.

 

Un'illusione scambiata per realtà, come quella vissuta dal mitico Don Chisciotte della Mancia, El Ingenioso Hidalgo, romanzo del Cervantes molto amato dallo stesso ''fantacandidato'' e spesso citato nei suoi Tweet. E allora, ecco ancora, che la realtà si trasforma in fantasia e il sogno in realtà. L'ormai mitica frase pronunciata dal segretario del Patt Panizza al tavolo della coalizione ''ma quello lì è un intellettuale come facciamo ad affidargli un bilancio'' sembra trovare proprio in Don Chisciotte la sua replica naturale quando rivolto al fido scudiero Sancho Panza dice: "Ah, povero me! come sta male ai governatori il non saper leggere né scrivere! Perché devi sapere, Sancio, ché il non sapere taluno leggere (..) fa supporre una delle due cose: cioè, o che nacque da genitori di troppo umile e bassa condizione, o che egli è stato così scioperato e tristo ché né il buon uso né il buon sapere poterono far presa in lui".

 

Ed è così che Ghezzi tra un Tweet dove spiega che "dopo le regionali del prossimo 21 ottobre - vorrebbe - una giunta provinciale all'insegna di #Autonomia e #Solidarietà, con 10 assessori, 5 #DONNE 5 UOMINI per i 10 progetti chiave per il #Trentino dei prossimi 10 anni. Un governo fatto così, come il gobierno #Sanchez", un altro dove aggiunge che "allargare (poco) il numero degli assessori (riducendo i compensi) significa: meno concentrazione di potere, più specializzazione, coprire temi trascurati. Per dire: un assessorato alla #legalità, uno alle #solitudini crescenti dai cyberadolescenti agli anziani", alcuni di cronaca e altri con citazioni letterarie almeno dimostra di saper sognare e di far sognare.

 

Merce rara in quest'epoca dove le elezioni si vincono evocando incubi e paure e si mostrano mulini per farne giganti spaventosi. La paura pare l'unico motore vincente della politica di quest'epoca e allora ben venga ''chi è senza macchia e senza paura'' chi, tra sogno e realtà, quei mulini li affronta battendoli. E poi, come scriveva Carrol, in un passaggio "ultimamente erano successe tante di quelle cose strane che Alice aveva cominciato a credere che di impossibile non ci fosse quasi più nulla".

 

 

 
 

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