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Commissione per i diritti umani. Fratelli d'Italia prova a stravolgere tutto. Conzatti: "Tra buonismo e brutalità rischia di saltare l'Europa''

Alla fine è stata istituita su proposta di Emma Bonino la Commissione per la tutela e promozione dei diritti umani. Bel discorso della senatrice trentina che ha votato sì convintamente. Il partito della Meloni voleva virare l'istituto su temi quali la famiglia naturale bypassando il reato di tortura

Di Luca Pianesi - 11 luglio 2018 - 13:28

ROMA. E' stata istituita la Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani voluta da Emma Bonino e fortemente sostenuta anche dalla parlamentare trentina Donatella Conzatti. Un atto quasi dovuto (la commissione si rinnova a inizio legislatura dietro presentazione di una mozione) ma non scontato in quest'epoca di ''cambiamento''. Negli anni, infatti, la Commissione si è occupata di questioni di carattere internazionale, come l'abolizione della pena di morte nel mondo, e a livello nazionale, come l'introduzione nell'ordinamento italiano del reato di tortura, piene garanzie per chi finisce in carcere, la promozione e l'attuazione del diritto di asilo, il contrasto alla tratta degli esseri umani, la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione delle minoranze. Insomma tutte cose che a leggerle oggi con il filtro dei post e delle dichiarazioni del ministro dell'interno Salvini tornano ad assumere il valore della conquista.

 

Chi non ricorda, tre anni fa, Salvini, fuori da Palazzo Chigi a manifestare contro il reato di tortura spiegando che "la polizia deve fare il suo lavoro. Devono avere libertà assoluta di azione, se devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi, ci pensava prima di fare il delinquente". Da quando è ministro dell'interno, poi, ha avuto una parola buona per tutti. Dalla proposta di un censimento per i Rom e i Sinti agli attacchi alla libertà di espressione e di stampa (si veda il caso dell'Espresso che stava indagando sui milioni di euro fatti sparire dalla Lega a Roberto Saviano e ad Andrea Camilleri che hanno espresso giudizi critici nei suoi confronti) passando per i malati psichiatrici (ha detto che ci sarebbe un'esplosione di loro aggressioni, dichiarazione smentita da ogni Ordine e statistica) e, ovviamente, agli immigrati, origine di ogni male del nostro Paese.

 

E l'aria di ''cambiamento'' è arrivata anche in Aula. C'ha provato Fratelli d'Italia sicuro dell'appoggio proprio della Lega a spiegare che certi temi non sono più di moda e a tentare di modificare fini e missioni della Commissione. La Lega, però, ha fatto una piroetta, ha dato l'impressione di stare con il partito di Meloni salvo poi evitare di rompere con i 5 Stelle e votare, alla fine, con il resto del Senato.

 

A guidare la rivoluzione in Aula è stata la meloniana Isabella Rauti che ha proposto di stravolgere la Commissione in qualcosa che si occupi "dei diritti dei nascituri, della tutela della vita dal concepimento alla morte naturale" e nel documento costitutivo ha chiesto di inserire la frase: "Si ritiene assolutamente indispensabile riconoscere il diritto a non emigrare" e ancora "il diritto di ogni nazione a riconoscere la propria sicurezza e la propria stabilità sociale anche attraverso la regolamentazione dell’immigrazione". La Lega, come detto, è parsa inizialmente d'accordo aggiungendo, con Pasquale Pepe, che andava sottolineato il legame tra maschio e femmina. Poi è toccato a Urso di Fratelli d'Italia rincarare la dose ricordando come sia stato un errore l'introduzione del reato di tortura fatto nella passata legislatura.

 

Insomma, la Commissione stava per cambiare davvero. Poi sono arrivati una serie di interventi, tra questi anche quello di Donatella Conzatti di Forza Italia che hanno ristabilito l'importanza di questo istituto così com'è. Un intervento di spessore quello della senatrice trentina a sostegno della proposta della storica leader dei radicali: "Se non ripartiamo dalla dignità umana - ha detto Conzatti - anche il tema dell’immigrazione, oggi al centro di un dibattito politico di mero rimpallo tra buonismo e brutalità, rischia di far saltare in aria l’Europa oltre alle buone pratiche di multilateralismo. Il problema dell’immigrazione non sono gli immigrati. Il problema è l’autorevolezza dell’Italia ai vertici internazionali e ai tavoli europei, la sua capacità di mediare tra le esigenze degli Stati membri da paese fondatore, la volontà di approvare regole eque e rispettate da tutti".

 

"Finché il tema dell’immigrazione verrà usato come strumento di consenso - ha proseguito - e non come tema che riguarda la convivenza e le regole, tarderemo a praticare la politica, quella politica che risolve i problemi. Quella stessa politica che non discrimina. Che consente il diritto alla vita dando servizi alle famiglie e opportunità alle generazioni entranti. Che consente alle donne naturale presenza e parola: in politica, in economa e nella vita sociale. Quella politica che non nega l’esistenza delle persone sulla base del tipo di affettività scelta. Quella politica che sa come la dignità della persona passi dalla possibilità di avere un progetto di lavoro e lo sa talmente bene da collaborare con chi il lavoro lo genera. Oggi ci viene chiesto di bonificare il terreno politico, di ripartire dalle fondamenta, di dare vita ad una nuova stagione partendo proprio da quella dignità umana che è il tema centrale. Ed è il tema del disegno di legge che stiamo discutendo, al quale dico sì". 

 

E' arrivato, quindi, il ringraziamento alla senatrice Bonino e ai proponenti il disegno di legge, "che - ha detto - hanno creato i presupposti per riportare all’attualità, la centralità della dignità umana". Alla fine la Commissione è stata istituita per come è nata. Per promuovere i diritti umani e tutelarli.

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