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De Laurentis se ne va dal centrodestra e accusa: ''Dovevo firmare un documento per spartire le poltrone''

L'imprenditore, con la sua lista, correrà da solo: "Per aderire alla coalizione avrei dovuto sottoscrivere un accordo che già prevedeva ipotesi spartitorie delle società controllate dalla Pat". All'interno il DOCUMENTO INTEGRALE. Replica Cia: "Non lo abbiamo cercato noi, accuse che rattristano"

Di Tiziano Grottolo - 13 luglio 2018 - 18:42

TRENTO. Il vulcanico imprenditore arcense Roberto De Laurentis rompe con il centrodestra e smarca il suo movimento, TRE (Territorialità, Responsabilità, Economia) che correrà da solo alle prossime elezioni provinciali: “Non ho mai dato nessuna adesione al centrodestra”. E rincara la dose: “Ritengo una sciocchezza firmare un pezzo di carta che non ha nessuna validità”.

 

“Non c’è una sola dichiarazione da parte del sottoscritto in cui si dica che ho aderito alla coalizione di centrodestra. Casomai - sottolinea l'imprenditore - è stato il centrodestra a pensare che io potessi aderire in nome della mia appartenenza politica”.

 

Ma l'attacco più fragoroso è riferito a un documento (che pubblichiamo sotto integralmente) che accusa il centrodestra dei 'spartizioni di poltrone': “Mi è stato sottoposto un documento che avrei dovuto firmare per partecipare ai lavori della coalizione. Un documento - spiega - in cui si annuncia la spartizione delle poltrone e perfino delle società amministrate dalla Provincia”.

 

Effettivamente nel documento citato da De Laurentis si legge questo: “Si impegnano (i rappresentanti delle forze politiche, ndr) a garantire ai Partiti e alle Formazioni civiche che compongono la Coalizione un'equa rappresentanza nelle varie articolazioni di governo del Consiglio Provinciale, della Giunta Provinciale, del Consiglio Regionale, della Giunta Regionale e della varie articolazioni amministrative ad esse collegate nel rispetto del risultato elettorale che sarà conseguito dalle singole liste alle elezioni provinciali dell’ ottobre 2018”.

 

 

"Cosa volete che faccia io - si è chiesto - che partecipi a una coalizione che più che un insieme di forze politiche sembra l'Asilo Mariuccia?". E che non si dica che lui voleva assicurato un seggio in consiglio provinciale: "È una sciocchezza imperiale! Gli altri ruoli pubblici che ho ricoperto sono sempre arrivati perché qualcuno mi ha scelto". 

 

Al fianco di De Laurentis era seduto Giovanni Rullo, consigliere comunale di Arco ed ex del Movimento 5 Stelle. Considerato l’anima di sinistra del Movimento 5 Stelle ad Arco, fa strano vederlo a fianco di un uomo espressione della destra trentina: “A me le etichette non sono mai interessate, mi sono riconosciuto subito nel progetto e nella filosofia di TRE".

 

E spiega la sua scelta: "Credo che vi siano delle analogie tra questa proposta politica e il Movimento Cinque Stelle. Non soltanto il destino di correre da soli - osserva - ma anche la premessa di far prevalere le idee, per poi vedere chi ci sta soltanto nel momento successivo".  

 

"Questo è un approccio che ora non sta adottando nessuno, nemmeno il M5S, impegnato invece sulle schermaglie tra i sostenitori di Degasperi e quelli di Fraccaro". Rullo, lo ricordiamo, era uscito dai 5 Stelle in polemica con la scelta dei candidati al Parlamento.

 

Ma oltre all'ex grillino, alla conferenza stampa di De Laurentis era presente anche Flavio Biondo, presidente dell'associazione ristoratori dell'Alto Garda e Ledro, pronto a sostenere la candidatura di Roberto De Laurentis.

 

Non sarà della partita, almeno non nelle fila di TRE, Mauro Ottobre: “La sua idea era quella di costruire un progetto che partisse dall’Alto Garda, ma non è mia intenzione privilegiare un territorio in particolare” taglia corto De Laurentis.

 

Quando gli viene chiesto qualche nome della lista De Laurentis risponde che questa è l’ultimo dei problemi. Afferma che il suo movimento nasce da una quarantina di imprenditori legati al mondo del commercio e dell’industria e si dice pronto a stringere un accordo con chiunque anteponga il programma alla poltrona.

 

“Tanta gente proveniente da altri partiti ha aderito a questo progetto, abbiamo delusi del Partito Democratico ma anche gente che ha avuto un passato nel Partito Socialista Italiano”. Quel che è certo è che vi sono stati dei contatti con Gios, Borga e i civici di Valduga, “Se c’è uno che gioca meglio di me, una persona intelligente non può non vederla e fare un passo indietro. E io non sono stupido”, conclude De Laurentis.

 

Ma le accuse, quelle sulla 'spartizione delle poltrone una volta eletti', non è piaciuta a Claudio Cia che a breve giro ha inviato un comunicato stampa al vetriolo: "Rattrista sentire Roberto De Laurentis parlare di ​ipocrisia​ del centrodestra autonomista per giustificare il suo ennesimo colpo di teatro".

 

"Vorrei ricordare che non lo abbiamo cercato noi - afferma Cia, smentendo De Laurentis - ma è partita da lui stesso la richiesta di aderire alla coalizione di centrodestra senza, tra l’altro, aver mai partecipato ai nostri incontri e alla stesura del programma. Forse la sua adesione si è arenata quando ha capito che sarebbe stato pesato dai cittadini al momento del voto e considerato alla pari di tutti noi, tanti soldati alla guida di un solo generale che non era lui".

 

"Pretendere di entrare in 'caserma' il primo giorno senza ​lo​ zaino della fatica​ ma con i gradi è troppo comodo. Ho l’impressione - avverte Cia - che a lui manchi la capacità di confrontarsi tra pari e la capacità di dialogo, qualità di base per chi intende contribuire al successo di una squadra: piaccia o non piaccia, lui non è 'la particella di Dio' da cui tutto origina".

 

Per Claudio Cia, le accuse di De Laurentis ("Proprio lui che cinque anni fa ha fatto campagna elettorale per il centrosinistra e chiesto di votare per Ugo Rossi") sono da rigettare al mittente: "A differenza sua Agire per il Trentino ha dimostrato che in politica la coerenza può esistere ancora".

 

"Certo che se avessimo seguito l’esempio dello stratega De Laurentis non solo non ci sarebbe, come lui ha più volte sostenuto, un centrodestra autonomista politico in Consiglio provinciale - afferma il consigliere di Agire -  ma questo non esisterebbe proprio fisicamente, perché saremmo tutti passati al centrosinistra. Evidentemente - conclude Cia con un ironia - i carnevali passano, ma certe maschere restano". 

 

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