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Mauro Ottobre ''chiama'' Daldoss, Valduga, De Laurentis, Gios e Borga: ''Facciamo un grande centro''

La discesa in campo dell'ex presidente degli Artigiani ha dato il via a nuovi ''giri di valzer'' e il leader di Autonomia Dinamica si propone come federatore dell'area. Cia, che è forte del lavoro svolto in questi anni di opposizione, è tranquillo e resta a guardare in attesa anche di vedere che farà la Lega con i 5 Stelle

Di Luca Pianesi - 14 giugno 2018 - 21:02

TRENTO. Dai civici di Francesco Valduga all'assessore ''tecnico'' Carlo Daldoss, da Rodolfo Borga a Geremia Gios per arrivare a Roberto De Laurentis. Mauro Ottobre con la sua Autonomia Dinamica, si lancia nel ruolo di federatore di anime invitando i citati a "sedersi attorno a un tavolo per lavorare nella direzione auspicata", scrive, e tenendosi pronto a tirare fuori tante sedie in più per "altri che mettano a disposizione con spirito di servizio e nel rispetto delle peculiarità di ciascuno la propria esperienza imprenditoriale, amministrativa, politica che sia una vera novità nello scenario delle consultazioni del prossimo ottobre". 

 

Insomma l'arrivo del movimento di De Laurentis "Tre", lanciato ufficialmente mercoledì, ha già dato il via a un valzer di nuovi contatti e scambi di coppia in casa centrodestra con Claudio Cia seduto sulla sedia tra Forza Italia e Lega (che però sta alla finestra in attesa di capire se quelle con i 5 Stelle sono rose, e allora fioriranno anche qui in Trentino, oppure crisantemi con rischio de profundis per i grillini sempre più cannibalizzati dall'alleato leghista) per ora forte della sua lista e del lavoro fatto in questi anni di opposizione e gli altri a chiedersi ''prego vuol ballare con me?'' e a rispondersi ''grazie preferisco di no''.

 

 

Mentre il trio Kaswalder, Gios, Borga ormai nei comunicati stampa si firma unito e ribadisce che va bene tutto tranne Rossi e il PdDe Laurentis apre a Cia (anche se era risaputa la loro reciproca antipatia) e Borga e Civettini restano indigesti sempre al leader di Agire, ci prova Ottobre a federare questo quarto polo che "ha tutti gli elementi per cambiare pagina. Non c’è bisogno - scrive - di mesi per scegliere un candidato presidente o per elaborare strane teorie pseudo politiche che la gente ormai non comprende più. Noi vogliamo parlare al cuore dei trentini e far capire loro che insieme si può cambiare, dando un futuro ai nostri figli senza dover tornare a ripercorrere strade che hanno portato all’estero le forze migliori. Vogliamo combattere per una scuola che non sia buonista, ma rispettosa del ruolo dei docenti che sono il miglior investimento per il futuro". 

 

Detto che la scuola buonista non capiamo bene cosa voglia dire Ottobre prosegue spiegando che "vogliamo una sanità più umana, più razionale nei rapporti tra ospedali e medicina di base, presente sul territorio dove la nostra gente lo richiede. Vogliamo un’agricoltura all’avanguardia, rispettosa dell’ambiente e delle popolazioni di montagna che con sacrificio la portano avanti. Proponiamo una riscoperta dell’artigianato e della formazione professionale. Garantiamo investimenti pubblici nei negozi di vicinato per essere al servizio di tutti nell’ottica di una migliore qualità. Pensiamo ad un patto di legislatura con i comuni, dove possano essere garantite loro risorse finanziarie, che le singole comunità dovranno saper gestire per l’intero quinquennio con responsabilità, ma senza le preoccupazioni che oggi attanagliano le nostre amministrazioni. Autonomia Dinamica - conclude - da tempo, con impegno e senza clamori, sta lavorando in qualità di propulsore e collante per creare un grande centro di cui il Trentino oggi più che mai ne sente la necessità".

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