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"Bene l'argine al populismo ma la coalizione non si tocca". La risposta di Gilmozzi e Panizza a tutto quello che si muove attorno ai civici di Valduga

Panizza: “E' chiaro che le esperienze civiche e di amministrazione sono importanti e si considerano con attenzione". Gilmozzi: "Sindaci che lavorano sul territorio ne ha anche il Pd, ma sarebbe sciocco non prestare attenzione a quello che si muove tra i civici"

Di Donatello Baldo - 18 maggio 2017 - 20:44

TRENTO. Dall'incontro dei civici di Valduga e Oss Emer che ieri si è svolto a porte chiuse, è uscito ben poco. “La riunione non è aperta al pubblico, è un momento interno per la discussione su un documento, non è una convention altrimenti ve l'avremmo fatto sapere per tempo”, ha detto il sindaco di Rovereto ai giornalisti presenti che cercavano di capirne di più.

 

Ma per quanto le porte siano chiuse, e nonostante l'impegno al 'depistaggio' (sembrava che la riunione fosse al Grand Hotel, poi si è scoperto che era convocata all'Hotel America) il taglio e le intenzioni erano chiare da tempo. Ne abbiamo scritto, ne hanno scritto altri giornali. Ma questo documento che mette nero su bianco le intenzioni di quella che potrebbe diventare un nuovo movimento politico in vista delle provinciali del prossimo anno ancora non c'è.

 

“Quindi – spiega Franco Panizza, segretario del Patt - prima di commentare la posizione dei civici mi piacerebbe conoscerla. Ma quello che si capisce – spiega - è che Valduga e Oss Emer mettono un argine al populismo e alla demagogia, e questa è una cosa positiva che registro con favore”. Una posizione che per deduzione spinge il senatore trentino a dire questo: “Se è così non si può dire che siano di destra, quindi nemmeno alternativi al centrosinistra autonomista”.

 

Non sembra preoccupato che questi sommovimenti per ora ancora abbozzati possano creare problemi all'equilibrio della coalizione: “Il contributo positivo e innovativo è ben accetto, ci mancherebbe. Per adesso – osserva - non si sa nemmeno se faranno una lista, vedremo, e vedremo lo spazio del confronto”.

 

Per Panizza “è chiaro che le esperienze civiche e di amministrazione sono importanti e si considerano con attenzione. Con Valduga ci siamo sentiti, e più o meno le cose sono quelle che sono uscite sui giornali, poi ci siamo detti che dopo la presentazione del documento ci si sarebbe incontrati”.

 

Ma quello che esce dalle indiscrezioni è la volontà di un “azzeramento della maggioranza” (lo scrive L'Adige, ndr), di un allargamento che si spinge anche verso Civica Trentina, gruppo che in Consiglio provinciale esprime un ex sindaco come Rodolfo Borga, proveniente da una cultura politica di destra, e Claudio Civettini che della destra è stato militante autorevole, prima con l'Msi, poi con AN, poi con la Lega Nord.

 

“Mi sembra di capire che forse alcuni dei sindaci che si stanno raggruppando nei civici di Valduga abbiano simpatie verso Rodolfo Borga – commenta Panizza - ma credo che francamente sia lo stesso Borga a non voler accettare di rapportarsi con noi”. Il problema, quindi non si pone.

 

Non si pone, per il segretario del Patt, anche perché la coalizione non è proprio in discussione: “Rompere la coalizione o modificarla? Non è nemmeno immaginabile”, afferma. “Non credo che la prospettiva sia questa, loro sono lontani dalla sinistra ideologica, ma nemmeno sono di destra, ma non si pone nemmeno la questione del veto nei confronti di qualcuno”.

 

Dello stesso parere l'altro segretario della coalizione, quello del Pd Italo Gilmozzi. “Solo degli sciocchi non guarderebbero con attenzione a quello che sta succedendo, a quello che fanno alcuni sindaci che rappresentano una parte importante del governo dei territori”. Detto questo – afferma - una coalizione che funziona c'è. Poi mi sembra di capire che questi sindaci civici si dicano alternativi al populismo, quindi non certo al centrosinistra”. Stessa considerazione di Panizza.

 

Il centrosinistra sta governando il Trentino, ben vengano stimoli per migliorare il governo, ma si tenga presente che l'esclusiva sui sindaci non ce l'ha nessuno. Il Pd – osserva Gilmozzi – esprime i sindaci di Trento, Riva, Arco, esperienza territoriale ne abbiamo anche noi”.

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