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Claudio Cia presenta la 'sua' associazione di immigrati. E nasce una stella, Nancy Taraqzona: l'Evita Peron in salsa trentina che sdogana il populismo

E' lei la coordinatrice di "Trentini dal mondo", l'associazione che raggruppa gli stranieri residenti nella nostra provincia che sostengono il movimento politico del consigliere Claudio Cia

Di Donatello Baldo - 19 marzo 2017 - 10:52

TRENTO. E' nata una stella, o meglio una star, nel firmamento della destra trentina. Una donna dalla parlantina accattivante, che emoziona, e che si emoziona al momento giusto, che strappa l'applauso. Straniera, sudamericana: Nancy Tarazona è nata in Perù, e se fosse Argentina il paragone con Evita Peron sarebbe ancora più calzante.

 

E' lei la coordinatrice di "Trentini dal mondo", l'associazione che raggruppa gli stranieri residenti nella nostra provincia che sostengono il movimento politico del consigliere Claudio Cia. La signora Tarazona inizia il suo intervento dicendo "grazie. Grazie a questa nazione che mi ha accolta, che mi ha dato l'opportunità di diventare una persona migliore". Ad ascoltarla tanti altri stranieri, soprattutto sudamericani come lei: "Non dobbiamo avere paura del diverso - spiega alla platea - perché il diverso è soltanto ciò che ancora non conosciamo. E bisogna vedere il lato positivo dell'immigrazione, di questa gente che spesso svolge lavori umili".

 

E continua su questa linea che potrebbe addirittura sembrare quasi 'di sinistra'. Dice che lei si sente "peruviana ma anche italiana". E racconta un aneddoto: "Una volta, quando ottenni la cittadinanza italiana, una mia cara amica mi chiese: 'Ami di più il Perù o l'Italia?'. E io risposi - dice Tarazona con piglio da oratrice provetta - tu ami di più tuo padre oppure tua madre?".  Insomma, anche le parabole, la nuova stella è capace di incantare l'uditorio e ascoltarla è un piacere.

 

Dicevamo che i discorsi sembrano quasi di sinistra, ma non è così: il movimento di Cia è orgogliosamente a destra, e la stessa neonata formazione si colloca in quell'area. Quello che è stato presentato ieri è un esempio di populismo, di quello tipico, di quello storico, sudamericano, peronista, Claudio Cia non lo nasconde, spesso in passato l'ha rivendicato il popuismo: "Sono stato accusato di 'populismo', ma è un’etichetta che sono disposto a rischiare, dopotutto quando uno non vive come pensa, finisce per pensare come vive, ed è il destino di tanti politici".

 

Ma torniamo alle parole di Nancy Tarazona: "Questa nuova associazione che nasce - ha spiegato al microfono con voce ferma e convincente - è frutto di un incontro, un incontro tra culture che all'inizio sono diffidenti poi si conoscono, poi si amano e da questo sincretismo prende vita una nuova creatura". L'associazione "Trentini dal mondo" è frutto dell'amplesso, inteso letteralmente come abbraccio, tra italiani e stranieri, tra mondi diversi che si incontrano. Una retorica che strappa applausi e approvazione. 

 

"Io non sono emozionata oggi perché devo parlare in pubblico - ha detto la signora Tarazona - perché la parola me l'avete data voi. Io sono emozionata - e si emoziona davvero - per la vostra vicinanza, per la vostra amicizia, per il vostro sostegno. Io - continua sovrastando con la voce l'applauso - sto cercando di imparare anche il dialetto", e rivolta a una signora nel pubblico dice: "L'è vera Teresa che a volte se fa do ciacere?". 

 

L'Evita Peron 'de noaltri' continua il suo intervento: "Non voglio servirmi del popolo, voglio servire il popolo. Voglio lavorare per il Trentino che amo, che mi ha resa migliore". E a questo punto arriva Claudio Cia che dà la sua benedizione: "Speriamo che una donna così possa un giorno rappresentare tutti i trentini fin dentro il Consiglio Provinciale". 

 

Lei abbassa un po' la testa per pudore, ma lo sa che oggi è stato il suo battesimo, lo sa che la platea è stata folgorata dalla sua loquela, che la veste di straniera 'buona' da contrapporre all'"immigrazione incontrollata" è una carta vincente per le prossime battaglie elettorali. E lo sa anche Claudio Cia che il populismo peronista può tornare anche di moda.

 

 

 

 

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