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Gli ex candidati alla carica di sindaco: "Se fossi Andreatta sulla sicurezza io farei così". Seconda puntata, Paolo Primon e Paolo Negroni

L'autonomista: "I nomadi che siano veramente nomadi e a chi delinque fogli di via", ma il provvedimento non lo fa il sindaco, è del questore. Il grillino: "Dimezzerei lo stipendio di sindaco e assessori per assumere più vigili". Ma chiederebbe anche lui un "intervento più incisivo del questore"

Di Luca Pianesi e Donatello Baldo - 16 luglio 2017 - 06:51

TRENTO. Abbiamo chiesto agli ex candidati alla carica di sindaco della tornata del 2015 di rispondere ad una 'semplice' domanda: "Se fossi tu il sindaco di Trento cosa faresti per risolvere il problema sicurezza?". Ieri hanno risposto Claudio Cia e Antonia Romano, oggi tocca a Paolo Primon e Paolo Negroni.

 

Il primo capitanava la sua lista autonomista ma non riuscì a qualificarsi per il ballottaggio e nemmeno per ottenere, a differenza degli altri suoi colleghi, almeno un posto da consigliere comunale. Ma la passione per la politica non l'ha certo abbandonata e oggi ha le idee chiare su cosa farebbe lui.

 

Il comandante della compagnia “Giuseppe De Betta”  non pensa ai “suoi” Tiroler Schützen per risolvere il problema sicurezza. Anzi, per lui si dovrebbe partire proprio dal ridurre la presenza delle divise in strada. “L'esempio dovrebbe essere l'Austria – spiega - dove gli agenti sono quasi tutti in borghese".

 

"In Italia abbiamo la convinzione che siano le divise, i pennacchi, le armi ben in vista a fare sicurezza e invece per uno spacciatore e per la microcriminalità sapere che dietro a una persona apparentemente 'normale' possa nascondersi un poliziotto può essere molto più deterrente”. Agenti in borghese quindi, e poi? Daspo? Recintare la piazza?

 

“Enormi fesserie – commenta l'ex candidato sindaco Primon – recintare vuol dire chiudersi. Vogliamo fare la fine di quei Paesi sudamericani che hanno case recintate, esercizi commerciali recintati, piazze recintate? Per quanto riguarda il Daspo è semplicemente ridicolo".

 

"Fossi il sindaco - prosegue Primon - farei firmare i fogli di via al questore per chi delinque, altro che Daspo. Così se vengono ribeccati a quel punto possono essere arrestati. Che poi a fare casino in Piazza Dante sono massimo 50 persone. Basta stare lì un po' di tempo e si identificano subito”.

 

Arrestati, ok, ma per quanto tempo? E in quali carceri? “Questi sono altri tipi di problema – aggiunge Primon – sono questioni politiche che effettivamente complicano le cose. Le carceri sono piene e per i reati sotto i 3 anni non si resta dentro. Queste sono le leggi che si sono fatti i politici in Parlamento per evitare di finire dentro. E ne paghiamo tutti le conseguenze”.

 

Qualche giorno fa c'è stata anche una violenta rissa tra sinti a Villazzano. “Anche rispetto alla questione nomadi, io gli farei fare i nomadi", spiega ancora Primon. "Se fossi il sindaco eliminerei i campi e farei delle piazzole di sosta dove farli sostare massimo 48 ore".

 

"L'ideale sarebbe stato il progetto lanciato nel 1993 di alfabetizzazione dei bambini per integrarli nella nostra società - afferma - ma da quel che mi risulta da allora ad oggi in meno di 20 si sono diplomati. Quel piano è fallito e servono nuove soluzioni”.

 

Per fare il pelo alle dichiarazioni di Paolo Primo, bisognerebbe ricordare che la mancata ottemperanza del Foglio di via costituisce un reato contravvenzionale punibile con l'arresto da tre a sei mesi, quindi si tratterebbe di una denuncia anche a piede libero alla quale seguirebbe un processo.

 

Non sarebbe automatica la detenzione, e contro il Foglio di via può essere presentato ricorso e molte sentenze annullano la decisione del questore perché dev'essere dimostrata la pericolosità sociale di un soggetto, non basta l'appartenenza a un gruppo o a un'etnia specifica. 

 

Ma se avesse vinto Paolo Negroni che nel 2015 era il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle?

 

"Non sarei arrivato a questo punto", afferma, ma queste sono considerazioni politiche. Nei fatti cosa farebbe? "Avrei subito sollecitato il questore per un intervento deciso, per mettere in atto controlli a tappeto, perché bisogna martellare, bisogna insistere con queste persone (e si riferisce agli stranieri che causano insicurezza, ndr) portarli in questura, poi portarli in questura un'altra volta". 

 

Una strategia di logoramento, ma nelle mani del questore, il sindaco può solo fare una telefonata, pregarlo, incalzarlo.  "Ma questa strategia impedisce a questi di prendere possesso di un territorio - dice - in passato è stato possibile spostare chi faceva casino in piazza Dante fin quasi a Roncafort". Spostando il problema, quindi.

 

"Comunque - sostiene Negroni - andrei a sbattere i pugni sulla scrivania del questore". Ma Negroni sa che il sindaco ha in mano il potere delle ordinanze: "E inizierei a far rispettare quelle che già ci sono: il divieto di consumare alcolici nei parchi, il contrasto dell'accattonaggio".

 

"Poi - ammette - so che un sindaco ha possibilità limitate, che limitate sono anche le forze della Polizia locale. Ma se hai bisogno di più controlli chiedi aiuto alla questura sollecitando azioni più incisive".

 

E a proposito di Polizia locale Paolo Negroni avanza una proposta in linea con il leitmotiv pentastellato: "Ridurrei lo stipendio di sindaco e assessori così da poter garantire l'assunzione di altri vigili urbani".

 

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