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I 5 Stelle denunciano: "Il vincitore del concorso per la direzione del 118 'chiamato' direttamente a Trento da tre figure non meglio definite". Zeni: "Si getta solo fango, chiedo serietà"

In un'interrogazione il consigliere Degasperi insinua dubbi sulla selezione del dirigente. Replica l'assessore: "Se qualcuno ha dubbi vada in Procura, altrimenti si tratta del solito palco da cui sferrare attacchi, per gettare fango"

Di Donatello Baldo - 05 gennaio 2017 - 06:35

TRENTO. Filippo Degasperi, consigliere provinciale 5 Stelle ci va giù pesante. Insinua che il nuovo direttore del servizio del 118, uscito vincitore dal concorso dello scorso novembre, sia stato “contattato da non meglio precisate figure che gli avrebbero proposto di andare a lavorare al Santa Chiara”.

 

E che quella proposta a O.V. (perché Degasperi del medico mette solo le iniziali) sia stata “premonitrice, visto che il medesimo dottore ha in seguito partecipato al concorso di cui sopra, vincendolo”.

 

Tutto parte da un trafiletto apparso sull'Eco di Bergamo, da cui Degasperi prende spunto. Il titolo è questo: “Oliviero Valoti da Bergamo a Trento per guidare il 118”. Ecco chi sarebbe O. V., un professionista che nella città lombarda ha gestito la transizione al “numero unico di emergenza 112”, cosa che in Trentino avverrà prossimamente.

 

Uno che dice questo al giornalista che lo interroga: “Il Trentino è una Provincia autonoma che ha maggiori risorse, rispetto alla nostra, da investire nel servizio del numero unico – afferma infatti il medico – dunque sarà una missione molto importante che affronterò ben volentieri”.

 

Una persona seria, sembrerebbe, che ha voglia di impegnarsi nel lavoro che lo aspetta. Mette le mani avanti il consigliere e dà per scontata “la professionalità del dottore, persona sicuramente capace e competente”. Ma si chiede “se quello descritto sopra possa essere un modo di procedere corretto”, se avvisare un medico capace e competente che a Trento si libera una posizione non sia un'interferenza, un'anomalia. O un abuso d'ufficio, perché le insinuazioni sono fatte apposta per far pensare male.

 

“Se qualcuno ha dei dubbi sulla correttezza dello svolgimento del concorso pubblico – afferma però severo l'assessore alla Salute Luca Zeni – è pregato di andare presso la Procura della Repubblica. Forse serve un po' più di correttezza da parte di chi ricopre ruoli istituzionali – continua Zeni – perché il rischio è quello di gettare soltanto fango, di utilizzare le interrogazioni per avere un palco da cui promuovere veri e propri attacchi piuttosto che utilizzare il dovere ispettivo e di controllo che deve svolgere ogni consigliere per acquisire risposte”.

 

Degasperi vorrebbe conoscere i dettagli: “Chi ha fatto visita alla struttura di Bergamo nella quale operava il dottor O.V.? Chi e in base a quale autorità gli ha avanzato la proposta di andare a lavorare al Santa Chiara? Per evitare qualsiasi sospetto sulla gestione dei concorsi è necessario dare risposte chiare a questi interrogativi".

 

“Le risposte, quando si tratta di persone o ci si riferisce alla professionalità di qualcuno o all'onorabilità delle istituzioni – afferma Luca Zeni – potrebbero essere richieste in modo diverso, attraverso richieste di informazioni, metodi previsti dai regolamenti e a disposizione di ogni consigliere. Il mio invito – ribadisce Zeni – è ancora quello della serietà”.

 

Ma già che ci siamo qualche riposta proviamo a darla: “Non credo sia sbagliato dare la massima visibilità ai concorsi che vengono banditi in Trentino – afferma l'assessore – non credo sia sbagliato invitare uno dei migliori dirigenti a valutare la possibilità di portare la sua professionalità e la sua competenza nella nostra Azienda. Passando dal concorso, ovviamente, come tutti gli altri candidati”.

 

Un concorso normato dalla legge: da un albo nazionale in cui sono inseriti i vari professionisti divisi per branca specialistica vengono estratti a sorte i componenti della commissione esaminatrice. E questa operazione avviene dopo la chiusura delle domande, dopo aver accettato di partecipare al concorso.

 

E poi la commissione valuta le incompatibilità, poi valuta i candidati ed esprime i giudizi di merito: stila una classifica che sottopone al direttore generale che di norma sceglie il migliore. “Se sceglie il secondo classificato oppure il terzo – affermano dall'Azienda – deve motivare la scelta”.

 

Ma la valutazione di Valoti era questa: “Ottimo”. Ed era al primo posto. “Poi per chi volesse leggere i verbali, la composizione della commissione, le valutazioni e conoscere tutti i dettagli – spiegano in Azienda – basta andare sul sito e tutto è messo a disposizione”.
 

Ma allora nessun dubbio. Il dottor Valoti è un professionista, sembra lecito pubblicizzare il concorso, la commissione è a prova di bomba: “Non é la prima volta che si getta fango e si fanno insinuazioni – afferma Zeni – e tutte le volte si dimostra l'infondatezza delle supposizioni. Per questo chiedo serietà – afferma – per questo chiedo rispetto per le persone e per le istituzioni: si sollevano polveroni che mettono in cattiva luce i professionisti e la stessa sanità trentina, e questo è profondamente sbagliato”.

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