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"Il Sait vuole togliere dagli scaffali lo yogurt trentino", la Lega interroga la Giunta. Dalpalù: "E' una semplice trattativa commerciale"

Fugatti: "Per quale motivo vengono venduti solo yogurt altoatesini mentre quelli di Latte Trento finiscono nell'angolo in basso dello scaffale e ora se ne tagliano 12 tipi?". I vertici del consorzio: "Alcuni prodotti vanno, altri meno. Ma ciò che verrà tolto sarà sostituito con prodotti di altri caseifici sociali del territorio o dello stesso Latte Trento con marchio Coop" 

Di Donatello Baldo - 26 dicembre 2016 - 17:38

TRENTO. Già un anno fa la Lega Nord denunciava "le politiche sbagliate del Sait e di Latte Trento sulla promozione dei prodotti trentini nei supermercati trentini della cooperazione". In particolar modo si concentravano sullo yogurt: ”Da un’inchiesta condotta sul campo dalla Lega è emerso che sugli scaffali la maggior parte degli yogurt presenti sono stati prodotti nella Provincia di Bolzano. La Provincia di Trento e il mondo della cooperazione non pare abbiano saputo valorizzare il marchio trentino, relegato in un angolino degli espositori dei supermercati presenti sul territorio e con pochi vasetti”.

 

La risposta dell’assessore a questa interrogazione "fu imbarazzante" secondo Maurizio Fugatti: “Con riferimento all'interrogazione in oggetto – scrisse infatti Michele Dallapiccola nella risposta - si comunica che i quesiti posti dall'interrogante attengono ad aspetti legati essenzialmente a logiche distributive e di politiche commerciali di esclusiva pertinenza e discrezionalità degli esercizi commerciali e delle cooperative coinvolte”.

 

"Anche oggi, di fronte al taglio di 29 prodotti di Latte Trento da parte di Sait - si chiede il consigliere del Carroccio -  l’assessore vorrebbe derubricare la vicenda a logiche distributive e politiche commerciali, senza entrare nel merito?". Per Fugatti invece "la politica dovrebbe prendere posizione perché il legame tra giunta provinciale e cooperazione è sempre stato molto forte".

 

Secondo la Lega, tra questi 29 prodotti, ben 12 sarebbero yogurt, quindi quasi il 50% di essi appartengono ai prodotti oggi tagliati da Sait e che scarsamente erano promossi sugli scaffali dei supermercati della cooperazione. "Per quale motivo vengono venduti solo yogurt altoatesini e ben piazzati sugli scaffali, mentre quelli di Latte Trento finiscono nell'angolo in basso dello scaffale, quasi a non volerli fare acquistare? Solo per una questione di gusto, per il semplice fatto che vengono considerati non interessanti dalla clientela?"

 

"Ma allora - si chiede in una nuova interrogazione - cosa si è fatto in questi anni con il produttore trentino di yogurt Latte Trento per migliorare il prodotto stesso? Perché un mercato come questo è stato lasciato a totale vantaggio dei prodotti altoatesini? Oggi arrivano le conseguenze e a pagarne il prezzo è esclusivamente la agricoltura trentina".

 

In realtà sul tema si erano espressi anche i vertici del Sait. "Sait compra più del 30% dei propri prodotti da fornitori regionali - aveva comunicato il presidente Renato Dalpalù a tutti i giornali, pochi giorni fa, andando a spiegare che nessun divorzio sarebbe in atto tra Sait e Latte Trento - con una netta prevalenza per il Trentino. L'attenzione nei confronti dei prodotti locali (e della cooperazione) rimane molto alta. E' compito del Sait scegliere i prodotti da inserire in assortimento, ma poi  spetta ai consumatori la scelta finale al momento dell'acquisto. Su alcuni prodotti di Latte Trento, abbiamo dovuto fare delle scelte in termini di fatturato sviluppato. In molti casi si è trattato di sostituire alcune referenze compensandole con analoghi prodotti di altri caseifici sociali del territorio, oppure con gli stessi prodotti di Latte Trento ma con marchio Coop, in altri casi abbiamo preferito una confezione piuttosto che un'altra, come per il latte fresco".

 

E anche di yogurt si parla, tra i 29 prodotti che dovrebbero essere tagliati 12 sono yogurt. Ma, verrebbe da dire, è il mercato bellezza. Alcuni prodotti vanno, altri no. Per esempio per uno yogurt specifico Sait in tutto il 2015 avrebbe fatturato 3.500 euro. Troppo pochi per continuare ad averlo sui propri scaffali. "Peraltro – aggiungeva Dalpalù - abbiamo sempre riconosciuto l'eccellenza dei prodotti di Latte Trento, ed è per questo che ci siamo sempre spesi con molta energia per promuoverli all'interno della piattaforma di Coop Italia".

 

"Nell'ultimo anno le vendite sui prodotti trentini sono cresciute - gli aveva fatto eco il direttore Luca Picciarelli – attualmente acquistiamo più di un terzo delle merci da produttori regionali. Se abbiamo diminuito in misura marginale alcune referenze di Latte Trento, abbiamo compensato con altri prodotti della filiera locale. Inoltre, non tutte le referenze eliminate si tradurranno in minor fatturato per Latte Trento, posto che in taluni casi (latte fresco e alcuni tipi di formaggio) ci sarà presumibilmente una compensazione all'interno della stessa cooperativa. E' compito del distributore decidere i prodotti da mettere sullo scaffale – conclude Picciarelli -  ma poi sono i consumatori a valutare la bontà della scelta". Insomma, si tratterebbe di una normale trattativa commerciale. 

 

Ma ecco le domande poste all'attenzione dell'assessore Michele Dallapiccola dal gruppo consiliare della Lega Nord in Consiglio provinciale: 

 

  • Per quale motivo nei supermercati trentini lo yogurt prodotto con latte e presso gli stabilimenti dell’Alto Adige primeggerebbe rispetto a quello trentino;
  • Perché, dove presente, vi sarebbero poche confezioni e gusti di yogurt trentino sugli scaffali e le stesse verrebbero relegate nel basso o in un angolo impedendo ai clienti di notare il prodotto;
  • Quanto latte fresco trentino sia destinato alla produzione di yogurt;
  • Quante vendite del prodotto yogurt trentino si registrano in Provincia;
  • Per quale motivo Latte Trento non produrrebbe le confezioni da 500 gr e da 1 Kg di yogurt;
  • Se Latte Trento rifornisca, grazie a convenzioni o altri accordi, le attività ricettive del territorio al fine di agevolare il consumo di prodotti a Km 0 e, se sì, in quale misura;
  • In quante mense (anche scolastiche) e strutture sanitarie è consumato lo yogurt trentino;
  • Quanto prodotto viene esportato nelle altre Regioni italiane.  

 

 

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