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"Io a Pyongyang ci sono stato e vi dico che la Corea del Nord non attaccherà nessuno". L'intervista a Giacomo Bezzi

Il consigliere di Forza Italia era stato nel Paese asiatico in delegazione con Salvini e Razzi: "E' una dittatura militare che vive di propaganda, ma la propaganda è anche quella degli Stati uniti. Ci pensino la Cina e la Russia"

Di Donatello Baldo - 16 aprile 2017 - 19:05

TRENTO. L'attenzione del mondo è focalizzata sulla Corea del Nord, dove in queste ore si sta consumando una delicata crisi internazionale che tiene con il fiato sospeso un po' tutti. Le provocazioni di Kim Jong-un, figlio di Kim Jong-il, nipote del 'Grande Leader' Kim Il-sung, ultimo discendente di questa dinastia che tiene in pugno lo stato asiatico dal 1945, si scontrano con la volontà di “risolvere la minaccia nucleare nordcoreana” del nuovo presidente americano Donald Trump.

 

Il giovane dittatore, succeduto al padre nel 2011, non è nuovo a minacce militari: è la quinta volta dall'inizio dell'anno che Pyongyang conduce test nucleari, l'ultimo, sfacciato e ancor più provocatorio, in barba alle sanzioni internazionali che li vieterebbero, è stato effettuato il giorno prima dell'inizio di un vertice tra Stati Uniti e Cina per discutere proprio dei pericoli del programma nucleare di Pyongyang.

 

Di lì in poi la dialettica si è inasprita. La Corea del Nord ha condannato il bombardamento della Siria effettuato dagli Usa affermando che “di fronte a queste aggressioni sviluppare armi nucleari in Corea del Nord è la scelta giusta. Di conseguenza la marina militare americana ha schierato la portaerei Carl Vinson nel Pacifico: Donald Trump si è detto pronto ad agire anche da solo nei confronti di Piongyang, “per contenere la minaccia nucleare”.

 

La Corea del Nord, “pronta a difendersi”, secondo il suo leader, non si è fatta spaventare, anzi. Proprio ieri, nel 105° anniversario della nascita del suo fondatore Kim Il-sung, il “presidente eterno” e durante la parata militare sono stati esibiti missili a lunga gittata e sottomarini che secondo i militari nordcoreani e secondo molti analisti sarebbero in grado di essere armati con ordigni nucleari.

 

Analisti che in tutto il mondo si interrogano, cercano di prevedere le mosse americane e quelle del dittatore nordcoreano. I giapponesi sono preoccupati, i cinesi stanno facendo pressioni per scongiurare un intervento militare, i russi anche.

 

Qui in Trentino analisti militari non ce ne sono, profondi conoscitori delle dinamiche asiatiche e nello specifico di quelle coreane nemmeno. C'è però Giacomo Bezzi, il consigliere di Forza Italia, già deputato della Repubblica che in Corea del Nord, un paio d'anni fa, c'è stato per una settimana in delegazione con Matteo Salvini e Antonio Razzi. Allora chiediamo a lui cosa succede.

 

Consigliere, che succede in Corea del Nord? Tirano venti di guerra?

“Non succede niente, questi non attaccano nessuno”.

 

I nordcoreani, intende?

Sì, perché non hanno mai attaccato nessuno in cento anni, semmai sono stati attaccati e si sono difesi. Ma come fanno ad attaccare?

 

Me lo dica lei che in Corea del Nord c'è stato.

In 24 ore qualunque esercito sfigato del mondo riesce a conquistare la Corea del Nord. Per quel che ho visto io, non servono nemmeno i carri armati, bastano le macchine.

 

Tutta propaganda allora questa loro capacità di attacco?

Ma sembra di essere a Cinecittà, lì è tutto finto, sembra di essere in un set cinematografico. Tutti giocano la loro parte ma è come una guerra fatta in un film.

 

Di test nucleari ne hanno fatti parecchi, i missili e i sottomarini ce li hanno.

Hanno l'atomica, ma è come uno sputo nel mare, se fanno un altro test è veramente come sputare nel mare. Io non sono un militare, non sono uno stratega ma veramente, se volessero li spazzerebbero via in un giorno. Questa è tutta propaganda, da una parte e dall'altra.

 

Da parte nordcoreana, la propaganda è notoriamente alta.

Agli eccessi, una propaganda altissima. E' una dittatura militare, si basa su questo, hanno bisogno del nemico e per motivazioni storiche lo hanno individuato nel Giappone e negli Stati Uniti. Uno strumento per tenere sottomesso un popolo, questo si sa. Ma come dicevo, da entrambe le parti si usa la propaganda.

 

Anche gli americani, dice?

Dico che che in tanti giocano a mostrare i muscoli. Fa comodo un po' a tutti questa situazione, tutti hanno bisogno dei nemici, anche gli Stati Uniti.

 

Russia e Cina?

Russia e Cina confinano con la Corea del Nord, e hanno interessi maggiori che non gli Stati uniti. Tutti gli alimenti, tutti i prodotti importati arrivano da Mosca o da Pechino, lei pensa che queste due potenze lascerebbero fare all'America ciò che vuole in quella parte di mondo?

 

Una parte in cui gli Americani sono già stati.

Sì, ma sessant'anni fa. Lì ci sono quattro montagne aride, una pianura paludosa. Lì i nordcoreani hanno fatto una resistenza scavando tunnel come le talpe, ma come dicevo: sessant'anni fa. Oggi sarebbero spazzati via in un soffio da qualsiasi potenza in campo. Ma le conseguenze sarebbero dannose.

 

Lei pensa sia più giusto utilizzare le armi della diplomazia?

Macché diplomazia, se ne devono occupare Putin e la Cina. La Corea del Nord per la Cina è come una valle trentina per l'Italia, se la annettono quando vogliono, dipende al cento per cento dall'economia di Pechino.

 

Insomma, Donald Trump dovrebbe starsene fuori?

Dico che gli Stati Uniti sono dall'altra parte del mondo.

 

Forse gli Usa intervengono anche questa volta per portare la democrazia.

Io non voglio essere quello che difende la Corea del Nord. Io, a differenza di altri, lì ci sono stato e ho visto con i miei occhi la situazione. E' vero, non ho visto barboni per le strade, c'è ordine, occupazione, sanità. Poi è vero anche che non ci sono i diritti civili, che è una dittatura militare. Ma questo è un motivo sufficiente per bombardare?

 

Per anni questa è stata quasi una dottrina, la democrazia portata con le bombe.

Una dottrina sbagliata che si è rivelata fallimentare. Pensiamo alla Libia, all'Egitto, all'Afghanistan, all'Iraq. Ma anche una strategia rischiosa.

 

Spieghi meglio.

Il rischio è ancora una volta il terrorismo. Dovremmo evitare, come Occidente, di intervenire nel mondo inimicandoci tutti, perché è da quest'odio che nasce il terrorismo.

 

Quindi è contro gli Usa e a fianco della Corea del Nord?

Io sto con il papa, e lo dico convinto.

 

Molte di queste considerazioni le ha esposte anche sulla sua pagina Facebook, Lei lo sa che la sua posizione non è giudicata 'in linea' da Michaela Biancofiore?

Ho visto il suo comunicato. Ma io non parlo a nome del partito, io esprimo delle considerazioni sulla scorta di una mia esperienza diretta. Io, a differenza di tanti che parlano in queste ore, ho visto con i miei occhi che cosa sia la Corea del Nord.  

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