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Michaela Biancofiore: "Anche in Trentino alleanza con Fratelli d'Italia". E su Agire di Cia: "E' una lista civica, entra solo se appoggia il centrodestra unito"

"Grazie a Dellai la politica del Trentino si fa a Bolzano. Il Trentino è diventata, purtroppo, una provincia succube dell'Alto Adige".  I suoi nuovi obiettivi da coordinatrice di Forza Itlaia: "Il mio primo impegno sarà dunque quello di normalizzare anche il Trentino e arrivare alla conquista di tutta la Provincia di Trento. Tra un anno e mezzo".

Di Donatello Baldo - 14 agosto 2017 - 06:20

TRENTO. Per tanto tempo ha sopportato il commissariamento di Forza Italia in regione, dovendo sottostare alla sue 'miglior nemica' Elisabetta Gardini, ma oggi Michaela Biancofiore può cantare vittoria: Silvio Berlusconi ha deciso che sarà lei a guidare gli azzurri del Trentino Alto Adige. "E' un impegno che mi prendo volentieri, mi costerà una fatica che Dio solo sa. C'è poco da giubilare, c'è da rimboccarsi di maniche".

 

Fine del commissariamento, quindi. Ora tocca a lei il rilancio di un partito un po' malconcio.

Parto da zero perché a livello regionale Forza Italia è stata falcidiata dal susseguirsi dei commissariamenti e dall'alternarsi di vari soggetti.

 

In questi giorni si parla tanto del rapporto tra Forza Italia e Svp, ma lei dovrà occuparsi anche di Trentino.

Beh ma il rapporto con l'Svp riguarda anche Trento. E' triste a dirsi, e mi dispiace dare questa notizia ai trentini, ma grazie a Dellai e a quelli che sono venuti dopo di lui, la politica del Trentino si fa a Bolzano. Dellai, Bressa e gli altri hanno permesso lo smantellamento della Regione. Il Trentino è diventata, purtroppo, una provincia succube dell'Alto Adige. 

 

La differenza trentina non emerge? 

La differenza cronica del Trentino dall'Alto Adige è quella di avere il 10% in meno del Pil, di avere due miliardi di debito pubblico che invece l'Alto Adige non ha.  Il mio primo obiettivo sarà dunque quello di normalizzare anche il Trentino e arrivare alla conquista di tutta la Provincia di Trento. Tra un anno e mezzo.

 

Un bell'impegno. 

Ma soprattutto, attraverso la conquista della provincia di Trento, voglio riportare l'asse Bolzano-Trento in equilibrio. A me piacerebbe rilanciare la Regione, guardare indietro purtroppo non si può allora guardiamo avanti, ma guardiamo avanti con una sinergia molto forte tra le due Province. Sa cosa sfugge?

 

Dica.

Anzi, quello che non si vuol vedere? Che anche le elezioni politiche si svolgono a livello regionale. Il governo nazionale guarda nell'insieme la Regione identificandole nella Regione costituzionale Trentino Alto-Adige Sudtirol.

 

Ma per le elezioni serve una legge elettorale. Si mormora di un tentativo di accordo con l'Svp. E' vero?

Ecco, e questo vi fa capire che anche in questo caso il Trentino dipende dall'Alto Adige. Non che la cosa mi faccia piacere, ma come ho detto, chiedete conto a Dellai e agli altri che l'hanno seguito. Che poi sono gli stessi che scioccamente hanno gridato allo scandalo e all'attacco dell'autonomia.

 

Si riferisce al suo emendamento per l'eliminazione dei collegi uninominali?

Sì, perché sono stato gli unici a stracciarsi le vesti. E questo ha fatto sorridere tutti i partiti nazionali che invece hanno votato il mio emendamento.

 

Ma questo accordo? Ci sta lavorando?

E' un accordo di buon senso. Loro dicono di essere 'block frei' e il tedescum che io ho esteso anche al Trentino Alto-Adige consente proprio di essere 'block frei'. Ogni partito con il proporzionale prende i suoi seggi in base ai propri voti, indipendentemente dalle alleanza. Meglio di così...

 

Ma sembra che a loro stia bene il collegio uninominale.

Ma è paradossale che vogliano mani libere per poi obbligare me a fare accordi di desistenza con i 5 Stelle e con l'estrema destra. Poi non capisco perché solo il Trentino Alto-Adige debba avere una legge diversa da tutti gli altri. Anche Matteo Renzi ha capito che serve il proporzionale, liste che rappresentino gli elettori in base ai voti ricevuti.

 

La fotografia, qui, sarebbe questa: Svp, Pd, 5 Stelle, Lega...

E ce la giochiamo noi di Forza Italia. Il proporzionale premia tutti. Poi ovvio che il mio obiettivo è di fare di Forza Italia il primo partito in regione. Io la sfida l'accetto volentieri, mi auguro che anche la Svp si allinei al proporzionale. Un altro paradosso: si chiama tedescum e gli unici che non lo vogliono sono proprio i tedeschi.

 

Ma la Svp, a parte il possibile accordo sulla legge elettorale, non credo ci stiano a un confronto anche per possibili alleanza politiche. Sbaglio?

L'Svp si è sempre identificata in un partito di centro moderato filo democristiano. E' vero che si sono sempre alleati con la sinistra, ma questo per convenienza. Poi, come ha sottolineato Berlusconi, a livello nazionale votano tutte le nostre proposte.

 

Senta deputata, in Trentino il riferimento è Giacomo Bezzi. Qui tutto rimane come prima?

No, beh, il riferimento sono io, lui è il consigliere regionale eletto in Trentino. Ma non cambia nulla, assolutamente, con lui continua una relazione consolidata. Ha già capito da tempo che con il commissariamento non saremmo andati lontano.

 

Lei proporrà anche per la nostra regione l'asse politica Forza Italia - Lega Nord - Fratelli d'Italia. Ma in Trentino l'asse include Agire di Claudio Cia a discapito del partito della Meloni.

Conosco Claudio Cia, so tutto del suo lavoro in Consiglio provinciale, era il nostro candidato sindaco a Trento. 

 

Ma a lui, in quella occasione preferiva Sergio Divina della Lega Nord.

Certo, l'ho detto e lo dico anche oggi. Se fossi stata commissaria all'epoca non avrei di sicuro scelto Cia sapendo di perdere ma avrei scelto Divina per vincere.

 

Resta il fatto che in Trentino al posto di Fratelli d'Italia c'è Agire. Le va bene?

Mi dispiace per Cia ma il mandato del nazionale prevede un'alleanza che si articola con Forza Italia, perno della coalizione, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Poi le liste civiche sono le benvenute, ma solo nel momento in cui appoggiano il centrodestra unito. Anche con Fratelli d'Italia.  

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