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Oggi l'ultimo tentativo in Parlamento per portare a casa una nuova legge elettorale. Svp sul chi va là

La proposta del pd Fiano prevede un terzo uninominale e il resto proporzionale. Ma si aprirebbe un caso politico, gli autonomisti potrebbero alzare le barricate, potrebbero determinare il nulla di fatto. Per due seggi in meno all'Svp

Di Donatello Baldo - 21 settembre 2017 - 13:41

TRENTO. Si capirà oggi se per una nuova legge elettorale ci sarà spazio in quest'ultimo scorcio di legislatura. La condivisione sul testo che presenterà il pd Fiano in commissione sembra incerta. Le speranze di primavera, quando Partito Democratico, Forza Italia e 5 Stelle avevano trovato un accordo, si sono scontrate con l'emendamento Fraccaro-Biancofiore che l'accordo lo aveva di fatto mandato all'aria. Ritrovare l'unità necessaria per una ripartenza è difficilissimo.

 

Ci ha provato Renato Brunetta con il suo lodo: una trasposizione temporale degli effetti dell'emendamento a dopo il 2018. Ma questa ipotesi è stata respinta dalla presidente della Camera Laura Boldrini: “Non si vota due volte sullo stesso articolo", vale il principio del ne bis in idem.

 

Rimane l'ultima proposta, quella del deputato Fiano, un tentativo disperato, quello di uniformare i due sistemi elettorali tra Camera e Senato e quello di dare un minimo di maggioritario a una legge troppo proporzionale. Torna quindi un Rosatellum Bis che prevede un terzo di collegi uninominali e il resto proporzionale.

 

Il testo, depositato in commissione Affari costituzionali della Camera, prevede sei i collegi uninominali maggioritari in Trentino-Alto Adige, con i restanti cinque deputati che saranno eletti con metodo proporzionale. 

 

Il testo recepisce dunque le modifiche approvate l'8 giugno scorso dall'aula con un voto segreto sull'emendamento Biancofiore-Fraccaro, che ha eliminato dalla regione autonoma il Mattarellum, che prevedeva otto collegi uninominali maggioritari e tre di recupero proporzionale. Il testo prevede anche una soglia regionale del 20% per il recupero proporzionale.

 

“Questo tentativo è per non rassegnarsi al proporzionale – spiega il deputato Michele Nicoletti – per evitare le lunghe trattative del dopo-voto, per spingere un poco sulla governabilità, sulla possibilità di trovare una maggioranza. Il maggioritario – conclude – serve a questo”.

 

Ma come si diceva, i 5 Stelle non ci stanno e Forza Italia è in dubbio. Berlusconi vorrebbe evitare di dover venire a patti con la Lega per le candidature uninominali nei collegi, preferirebbe vincere sul proporzionale per assicurarsi la leadership, oppure tenersi le mani libere in vista delle trattative successive alle elezioni, sperando di diventare ago della bilancia.

 

Ognuno, sulla legge elettorale, fa i suoi conti. Conti che hanno fatto anche gli autonomisti dell'Svp e quelli di casa nostra delle Stelle Alpine. Per loro quell'emendamento è stato una pugnalata dritta al cuore, il proporzionale non garantisce tutti i parlamentari che invece assicura il collegio uninominale. Piuttosto di proseguire su questa linea meglio stare fermo e andare al voto con la legge che c'è. Anche se zoppa, anche se diversa tra Camera e Senato.

 

Perché così il Trentino Alto-Adige è garantito: uninominale come la volta scorsa. Niente proporzionale. L'ipotesi Fiano abbasserebbe il numero di collegi uninominali, e per gli autonomisti sarebbero troppo pochi, alcuni seggi andrebbero persi. Ne fanno una questione di principio, tanto da minacciare, nemmeno troppo velatamente, l'uscita dalla maggioranza (che al Senato conta su di loro).

 

Se il Pd troverà l'accordo con Forza Italia, incassando il probabile assenso anche di Ndc e Lega, potrebbe andare in porto l'ipotesi un terzo/due terzi. Ma si aprirebbe un caso politico, gli autonomisti potrebbero alzare le barricate, potrebbero determinare il nulla di fatto. Per due seggi in meno all'Svp.  

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