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Pari opportunità all'Agenzia del Lavoro, sindacati e associazioni: "Cara assessora, ripensaci". Domani decide la Giunta

La lettera aperta indirizzata a Sara Ferrari: "Le chiediamo la sospensione della delibera e un incontro per ragionare assieme sulla soluzione migliore da percorrere per dare dignità e rilanciare l'azione delle Pari Opportunità". Dall'assessora nessuna risposta

Di Donatello Baldo - 10 agosto 2017 - 19:31

TRENTO. Domani (forse) la Giunta approverà la delibera per lo spostamento dell'Ufficio Pari opportunità dall'Agenzia per la Famiglia all'Agenzia del Lavoro. La volta scorsa, per l'assenza dell'assessora Sara Ferrari o, come sostenuto dal nostro giornale, per evitare un 'pasticcio', la delibera è stata sospesa.

 

Ma qualcuno chiede che questa delibera sia sospesa anche nella prossima seduta, quella di domani, affinché l'assessora torni sui suoi passi e non decida di 'costringere' le Pari opportunità soltanto alla questione che riguarda il lavoro.

 

"Siamo preoccupati/e all'idea che l'Ufficio che se ne occupa venga spostato da un'Agenzia ad un'altra, entrambe con competenze settoriali", scrivono infatti esponenti delle associazioni e dei sindacati in una lettera aperta indirizzata a Sara Ferrari. 

 

"Per questo Le chiediamo la sospensione della delibera e un incontro per ragionare assieme sulla soluzione migliore da percorrere per dare dignità e rilanciare l'azione delle Pari Opportunità". Insomma, che si decida con un semplice passaggio 'tecnico' il futuro dell'Ufficio non va bene.

 

Il rischio, per come è organizzata l'Agenzia del Lavoro, è che rimangano escluse dalle competenze le tematiche riguardanti l'omofobia ma anche il femminicidio, la promozione dell'educazione di genere e tutto quello che non c'entra direttamente con il lavoro.

 

Perché succede questo: se le Pari opportunità entrano a pieno titolo all'interno dell'Agenzia del Lavoro c'è il rischio che a gestirle non sia l'assessorato tout court ma che si debba passare, come prevede la legge che istituisce la stessa Agenzia, dal suo Consiglio di Amministrazione e dalla Commissione per l'impiego.

 

Organismi che si sono già espressi e che hanno licenziato una proposta alla Giunta che non parla né di omofobia (e l'Ufficio dovrebbe, come scritto nella mozione approvata dal Consiglio provinciale, attuare il contrasto all'omofobia), né di educazione di genere né di contrasto al femminicidio e alla violenza di genere.

 

Ma succede anche questo spostando l'Ufficio, che un pezzo si sia già perso per la strada, per lo meno a livello nominale. Nella delibera dell'Agenzia del Lavoro si legge "Ufficio Pari opportunità", ma quell'Ufficio si è sempre chiamato "Ufficio Pari opportunità e conciliazione vita-lavoro"

 

E ad oggi non si sa se nelle intenzioni dell'assessora ci sia la volontà di mantenere all'Ufficio questa competenza o se intenda lasciarla all'Agenzia per la famiglia. Insomma si sa poco, su tutto: non si sa nemmeno se Sara Ferrari abbia intenzione di accettare la proposta di coloro che hanno firmato questo appello, che le chiedono di sospendere la decisione, di parlarne prima assieme alle associazioni che di Pari opportunità se ne occupano da anni.

 

Le firme in calce alla lettera aperta che sotto mettiamo per esteso non sono dei primi sprovveduti. Firma il segretario generale di un sindacato confederale, tre esponenti dell'associazionismo che siedono nella Commissione Pari opportunità, il presidente di Arcigay e l'intero direttivo dei Laici, oltre a un'esponente politica che, seppur indirettamente, sostiene la maggioranza. 

 

Per tutto il pomeriggio si è cercato di avere risposta dall'assessora, sulle sue intenzioni, se avesse considerato la proposta di sospendere la delibera, fosse solo per spiegarla meglio e convincere i dubbiosi: ma niente, telefono muto. 

 

Domani in Giunta Ugo Rossi non ci sarà. E non si sa se il vice Alessandro Olivi vorrà forzare la mano e chiedere agli assessori di condividere una delibera su cui più d'uno ha avanzato qualche dubbio. Un dubbio che serpeggia anche all'interno della coalizione.

 

Lo stesso Mauro Gilmozzi sembra abbia qualche perplessità, forse condivide l'interrogazione che i consiglieri Giampiero Passamani e Mario Tonina, del suo stesso partito, l'Upt, hanno già depositato con la richiesta di chiarimenti. Anche per una cortesia istituzionale forse vale la pena tirare il freno a mano e semmai accelerare in settembre, dopo un confronto.

 

Domani sapremo se la Giunta ha deciso di approvare o di sospendere. In ogni caso l'assessora dovrà rispondere alle nostre domande. L'Ufficio sarà autonomo? Avrà un buget indipendente? La declaratoria che assegna alle Pari opportunità le competenze comprenderà anche tutto quello che ora è escluso?
 

Ma non solo. Dovrà rispondere anche ai dubbi di sindacati e associazioni, agli auspici che gentilmente avanzano nella loro lettera aperta a cui l'assessora non ha risposto. Se la delibera domani passa, la prima domanda che farebbero sarebbe questa: perché tutta questa fretta? Non c'era il tempo di parlarne prima? 

 

Cara Assessora Ferrari,
sa bene che abbiano a cuore le Pari Opportunità almeno quanto Lei. Per questo siamo preoccupati/e all'idea che l'Ufficio che se ne occupa venga spostato da un'Agenzia ad un'altra, entrambe con competenze settoriali. Non vogliamo ora addentrarci in questioni di metodo sulla possibilità di attribuire o meno competenze sulle Pari Opportunità ad un'Agenzia che per legge si occupa di lavoro.

 

Ciò che ci interessa, è il merito della questione. Le politiche di Pari Opportunità sono un tema nodale nella nostra società e sono poste a fondamento della nostra Repubblica con il secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione. Pari Opportunità significa ridurre tutte le disuguaglianze che di fatto esistono.

 

Una riflessione su un allargamento delle azioni delle Pari Opportunità, delle politiche di inclusione e antidiscriminatorie andrebbe fatta, anche in vista della definizione del futuro programma elettorale.

 

Perché non immaginarsi un futuro dipartimento delle Pari Opportunità che gestisca direttamente alcune azioni, soprattutto culturali, e che si interfacci con gli altri dipartimenti per dare impulso, coordinare, supervisionare e verificare gli interventi volti a ridurre le disuguaglianze e rendere la società più inclusiva?

 

Come farlo, se non incardinando l'Ufficio al di fuori di specifici settori d'interesse? Perché limitare il campo d'azione al solo tema del lavoro? I percorsi di educazione di genere, il contrasto all'omotransfobia che fine faranno?

Perché inserirli forzatamente all'interno di un organismo che per legge si occupa di altro?

 

Non avrebbe più senso incardinare le Pari Opportunità sotto la Direzione Generale, come avviene a livello nazionale, dove sono collocate presso la Presidenza del Consiglio? La questione non è di poco conto. Se davvero riteniamo il tema della Pari Opportunità cruciale  e non una competenza residuale, come spesso accade, allora la collocazione dell'Ufficio che se ne occupa ha una forte valenza politica.

 

Metterlo al centro, significa rilanciarne l'azione e svincolarlo da politiche settoriali che ne ridurrebbero la portata. Una Provincia che ha bocciato il ddl sulla doppia preferenza di genere e quello contro l'omotransfobia si meriterebbe di veder rilanciato il tema delle Pari Opportunità da tutta la Giunta.

 

E se una collocazione trasversale fosse preclusa per motivi che non ci è dato sapere, almeno si pensi al Dipartimento Cultura. In fondo il tema delle Pari Opportunità è innanzitutto culturale e un incardinamento di questo tipo è già stato attuato dal Comune di Trento.

 

Non approfittare dello spostamento dell'Ufficio per le Pari Opportunità per renderne centrale e trasversale l'azione, crediamo sarebbe un'occasione persa. Per questo Le chiediamo la sospensione della delibera e un incontro per ragionare assieme sulla soluzione migliore da percorrere per dare dignità e rilanciare l'azione delle Pari Opportunità.

 

Walter Alotti - UIL del Trentino

Elena Biaggioni e Barbara Bastarelli - Coordinamento donne - Centro antiViolenza

Donatella Conzatti

Micol Cossali e Chiara Sighele - Ser Non Ora Quando Trentino

Claudia Loro - CGIL del Trentino

Arianna Miriam Fiumefreddo - Rete LGBT del Trentino Alto Adige

Claudia Merighi e tutto il direttivo - Laici trentini per i diritti civili

Paolo Zanella - Arcigay del Trentino

 

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