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A Rovereto nei parchi ci mettono il custode, a Trento in piazza Dante (nel Palazzo) ci mettono monitor da 80 mila euro

Nel parco roveretano su cui si affaccia il Mart si investe sulla sicurezza mentre nel palazzo della Regione, che si affaccia su piazza Dante, si spendono soldi per un impianto video da posizionare alla buvette e di fronte ai divanetti dove si riposano i consiglieri provinciale durante le sedute

Di Donatello Baldo - 09 agosto 2017 - 18:39

TRENTO. Ai giardini Perlasca di Rovereto, quelli davanti al prestigioso Mart, c'è un dipendente dell'Azienda multiservizi che riveste la funzione di 'custode del parco'. Indossa una pettorina arancione e sarà in servizio dalle 14.30 alle 19, dal lunedì al venerdì.

 

Poca cosa, diranno alcuni. Non servirà di sicuro a combattere il crimine. Ma secondo altri, invece, la presenza di un custode riesce già ad essere deterrente per le piccole e grandi illegalità, fossero anche solo i comportamenti di maleducazione e inciviltà. 

 

Una spesa per l'amministrazione, questo è certo. Ma se si vuole investire in sicurezza, anche per contrastare l'insicurezza percepita dalle persone che si sentono impaurite nell'attraversare i parchi cittadini, sono soldi spesi bene. E poi, non sembra costi tanto questo servizio al cittadino: il custode rientra nel "Progetto solidarietà"di Amr.

 

Avrà il compito di gironzolare attorno, di intervenire se qualcuno assumerà comportamenti vietati dal regolamento cittadino, segnalerà gli eventuali reati che vedrà commettere. Ma soprattutto entrerà in contatto con i frequentatori, imparerà anche i nomi, fossero Mario o Mustafa

 

E potrà dire loro, se lasceranno l'immondizia sulla panchina: "Mario, Mustafa, mettete nel cestino quei rifiuti". E se qualcuno poi vorrà passare e avrà paura dell' 'uomo nero', quello metaforico, che da bambini  minacciava di rincorrerci, potrà sentirsi più sicuro. Anche la vecchietta: "Buongiorno, prego, stia tranquilla che ci sono io"

 

Detta così sembra quasi una sciocchezza, ma dove hanno sperimentato queste iniziative, sembrano funzionare: la percezione cambia, i frequentatori instaurano rapporti, la pulizia migliora. Spendendo poco, il costo di un dipendente comunale.

 

Quanto in un anno, se il progetto proseguisse? Circa 35 mila euro. Facciamo 70 mila se i custodi sono due e così si possono turnare coprendo anche il sabato e la domenica e le ferie e l'eventuale malattia? Bene, sempre meno di 80 mila euro

 

Una cifra che non è messa lì a caso. Perché in un'altra piazza, nel capoluogo, per la precisione in piazza Dante, è stata spesa proprio questa cifra: 80 mila euro. Ma non per il parco cittadino, che da molto tempo è al centro delle polemiche sulla sicurezza e la microcriminalità, per il palazzo della Regione che su quel parco si affaccia maestoso.

 

Sono stati spesi per comperare quattro monitor e per rifare l'impianto di registrazione che servirà a trasmettere i lavori del Consiglio, le riprese dei lavori saranno più belle e gli schermi saranno posizionati nelle pertinenze dell'Aula, alla buvette e nel piano superiore dove sono i divanetti comodi per i consiglieri che vogliono riposarsi un po'.

 

E' una decisione dell'Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale (contestata dalle opposizione)  quella di acquistare quattro monitor. Così che i consiglieri impegnati a bere il caffè o l'aperitivo, oppure seduti sui divanetti mentre incontrano il loro elettorato e i 'portatori di interessi', possano seguire comunque i lavori d'Aula. E correre dentro a votare quando è il caso

 

Si vedranno solo le immagini, nemmeno l'audio sarà diffuso. Saranno semplici monitor, e forse non serviva spendere tutti quei soldi, se ne trovano a poche centinaia di euro schermi da collegare allo streaming che viene diffuso dal sito del Consiglio Regionale.

 

Questi monitor, per essere puntuali, saranno usati 50 giorni all'anno. Perché il Consiglio Regionale, stando ai dati del 2017 (e sono nella media) si riunisce solo 13 giorni, mentre quello Provinciale, che usufruirà del 'regalo' dell'Assemblea regionale, quest'anno si è riunito 23 volte e sono programmate altre 16 sedute.

 

Nel primo caso, vedremo come andrà la sperimentazione del custode dei giardini Perlasca di Rovereto, siamo di fronte a quelle che si possono tranquillamente definire "buone pratiche".

 

Nel secondo caso di buono c'è ben poco. Di buono non c'è niente.

 

 

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