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La dieta mediterranea alpina contro l'obesità, ecco il progetto dell'Istituto Mach

Coinvolti nove centri di ricerca in ambito Euregio. Saranno somministrati per sei mesi tre tipi di dieta a 249 soggetti obesi suddivisi in tre gruppi di età. Segrè: "I produttori locali non sono semplici fornitori di alimenti ma veri e propri partner"

Pubblicato il - 11 giugno 2018 - 21:40

TRENTO. Presentato oggi il progetto Ambiente Alimenti e Salute (EFH- Environment, Food and Health) che punta a promuovere l’invecchiamento in salute e la lotta all'obesità della popolazione dei tre territori dell'Euroregione, con l'obiettivo di unire qualità nutrizionale del cibo e la sostenibilità della dieta mediterranea alpina.

Il progetto è coordinato da FEM e coinvolge nove centri di ricerca in ambito Euregio con le Provincie di Trento, Bolzano e Innsbruck e la collaborazione del GECT Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. Con il coinvolgimento delle aziende sanitarie di Trento e Bolzano saranno somministrati per sei mesi tre tipi di dieta a 249 soggetti obesi suddivisi in tre gruppi di età compresa tra 18 e 65 anni, tra cui appunto una dieta “mediterranea alpina”.

 

All'incontro di oggi, moderato da Valentina Piffer del GECT Euregio,sono intervenuti il presidente FEM, Andrea Segrè, il professore del Centro Agricoltura Alimenti ambiente, Fulvio Mattivi, il dirigente del Servizio dietetica e nutrizione clinica dell'Apss di Trento, Carlo Pedrolli, il direttore del Centro Laimburg, Micheal Oberhuber, e il professore Werner Zwerschke dell'Università di Innsbruck.

 

Ugo Rossi è intervenuto con un video messaggio, ricordando che questo è un progetto a cui il Trentino guarda con molta attenzione. “Dobbiamo saper mettere assieme il meglio dei tre territori - Tirolo, Süditirol e Trentino- e valorizzare ciò che sanno fare molto bene nel settore agroalimentare".

 

"Oggi  - spiega il governatore - ci rivolgiamo in particolare agli imprenditori agricoli affinché vedano in questo progetto una sfida e una occasione di innovazione, un progetto che dia ancora più fiducia a questo settore che sta conoscendo una stagione positiva, ma ha bisogno di esplorare vie nuove, fatte anche di connessioni col mondo della ricerca".

 

"E poi c'è la dimensione del benessere e della salute delle persone - sottolinea - che passa anche da quello che mangiamo, e da come ci nutriamo. E penso che i nostri prodotti alpini abbiano molto da dire in questa direzione”.

 

Il presidente FEM, Andrea Segrè, ha sottolineato che “in questo progetto i produttori locali non sono semplici fornitori di alimenti bensì veri e propri partner coinvolti nella progettazione e nell’innovazione. Il pool di scienziati del consorzio euroregionale nato con questa iniziativa sta lavorando a stretto contatto con il mondo agricolo per trovare soluzioni che abbiano impatti positivi sulla salute umana, sull’ambiente e sull’economia”.

La dieta del progetto EFH. Saranno somministrate per sei mesi consecutivi essenzialmente tre tipi di dieta: una dieta tradizionalmente ipocalorica; una dieta cosiddetta “mima digiuno” (fasting mimicking diet) in cui si ha una forte restrizione calorica 2 giorni non consecutivi alla settimana; una dieta “mediterranea alpina” cioè una dieta che segue i principi della dieta mediterranea, coniugandola tuttavia con prodotti tipici della filiera agro-alimentare regionale. 

E' scientificamente dimostrato che la dieta mediterranea è un modello alimentare che apporta benefici su malattie metaboliche, infiammatorie e dell'invecchiamento grazie a fibra alimentare, polifenoli, acidi grassi e fonti proteiche.

 

Ai partecipanti verranno dati consigli alimentari tramite un piano dietetico personalizzato per aumentare la compliance e in aggiunta verranno forniti alimenti regionali e le indicazioni/suggerimenti su modalità di preparazione e quantità settimanali, in linea con la piramide della dieta mediterranea.

 

Tra gli alimenti regionali sono incluse alcune pietanze tipiche: minestrone di verdure con segale e farro (con verdure della Val di Gresta, IGP e cereali Regiokorn), vellutata di verdure, crauti, pesce di fiume (trota e salmerino alpino), olio extravergine di oliva del Garda Trentino, mele e snack di mela, formaggi magri (Trentingrana e/o Spressa) e yogurt magro (Latterie Alto Adige), carne rossa, snack a base di piccoli frutti, snack a basso indice glicemico con noci del Bleggio.

Lo studio. Durerà 12 mesi ed ogni paziente sarà sottoposto a valutazione antropometrica (peso, altezza, ecc.), clinica (pressione, frequenza cardiaca), ma anche valutazione dietetica, dell'attività fisica, dello stato di salute e della funzionalità intestinale, prelievo del sangue venoso.

 

I successivi esami di laboratorio si svolgeranno negli ospedali e alla FEM analisi dei campioni di feci e urine per il profilo metabolico urinario e plasmatici e analisi metagenomica del microbiota intestinale. I pazienti dovranno attenersi alle regole della dieta ma saranno invitati a seguire abitudini alimentari sane e praticare una moderata attività fisica

 

L'obesità è infatti una condizione medica che a livello globale è in continuo aumento. In Europa colpisce il 21,5 % dei maschi e il 24,5 delle femmine Se il trend continua nel 2030 il 60 percento della popolazione mondiale si troverà in condizione di sovrappeso e obesità, cause di diabete tipo 2, ipertensione arteriosa e cardiopatia ischemica.

 

Secondo il rapporto Osservasalute in Italia nel 2015 più di un terzo della popolazione adulta risulta obesa (35,5 per cento della popolazione, cioè una persona su dieci). Le regioni del Sud presentano la prevalenza più alta di persone maggiorenni obese e in sovrappeso. In provincia di Bolzano la percentuale delle persone in sovrappeso è del 7,8 per cento e in Trentino il 27,8 per cento. 

 

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