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La biodiversità studiando i ghiacciai e gli effetti salutari della mela. Dall'Euregio oltre 700 mila euro alla ricerca

Il fondo, che vede l’approvazione dei due progetti di ricerca interregionali, coinvolge la Fondazione Mach di San Michele all’Adige, la Libera Università di Bolzano e l’Università di Innsbruck

Pubblicato il - 08 gennaio 2017 - 20:27

TRENTO. Il cambiamento della biodiversità sulla base di campioni prelevati dai ghiacciai e gli effetti salutari della mela. Sono questi i due progetti pluriennali di ricerca, ai quali stanno lavorando insieme Tirolo, Alto Adige e Trentino. Due attività di ricerca per le quali l'Euregio ha stanziato 775mila euro.

Il Fondo, che vede l’approvazione dei due progetti di ricerca interregionali, coinvolge la Fondazione Mach di San Michele all’Adige, la Libera Università di Bolzano e l’Università di Innsbruck.

 

Il progetto “ExPoApple2”, consorzio di ricerca diretto da Stefan Martens della Fondazione Edmund Mach, punta l’attenzione su particolari composti organici presenti nella mela. L’effetto benefico della mela sulla salute è stato provato scientificamente già da anni in caso di sovrappeso, cardiopatie, diabete e asma. Nell’ambito del progetto finanziato dall’Euregio verranno ora studiati la presenza e la composizione dei cosiddetti diidrocalconi, un sottogruppo di componenti vegetali naturali unici e caratteristici. A tal fine i ricercatori analizzeranno diverse varietà di mele per misurare la quantità di principi attivi presenti nelle varie parti del frutto, dalla buccia fino al torsolo, e le rispettive caratteristiche ai fini dell’utilizzo a scopo alimentare, cosmetico e medicinale.

 

Il progetto “CALICE”, al quale partecipa il genetista della Fondazione Mach Cristiano Vernesi, analizza invece i cambiamenti della biodiversità attraverso lo studio dei pollini e delle molecole del DNA presenti nel ghiacciaio dell’Adamello. Dal più esteso ghiacciaio d’Italia verrà prelevata una carota di ghiaccio lunga 40 metri, il cui contenuto consentirà per la prima volta di confrontare i cambiamenti presunti e quelli effettivi della biodiversità vegetale negli ultimi 50 anni. A tale fine i campioni provenienti dal ghiacciaio verranno confrontati con quelli prelevati del territorio circostante per un raggio di 100 chilometri. I dati ricavati consentiranno anche di formulare stime sul cambiamento della biodiversità in altre zone della terra come il Kilimangiaro o il Tibet, anch’esse interessate dal ritiro dei ghiacciai e dal cambiamento climatico. I risultati potranno essere utilizzati pure nell’ambito di studi paleoecologici sui laghi e giacimenti di torba volti a valutare l’evoluzione della biodiversità nel corso degli ultimi 10mila anni.

 

Con il primo bando del Fondo Euregio erano stati destinati 1,6 milioni di euro a sei progetti, con il secondo bando si sono aggiunti altri due progetti per un totale di 775mila euro. «Con tale intervento intendiamo sostenere il lavoro concreto delle ricercatrici e dei ricercatori dell’Euregio. I progetti dimostrano che è possibile avere un’eccellente ricerca a livello sovraregionale, rafforzano le potenzialità del territorio euroregionale in ambito scientifico e creano posti di lavoro», sottolinea il Presidente Rossi.

 

L’assessora alla ricerca Sara Ferrari sottolinea che «la ricerca è futuro. Con il Fondo Euregio per la ricerca abbiamo sviluppato un’offerta concreta che rafforza la collaborazione tra le istituzioni scientifiche del Trentino, dell’Alto Adige e del Tirolo”.

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