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Ricerca: a Trento nasce un “treno” per studiare l’autismo

Il progetto vedrà i centri di ricerca dell’Ateneo Cibio, Cimec e il Dipartimento di Scienze cognitive unire le forze assieme a Istituto Italiano di Tecnologia, Fondazione Bruno Kessler e Istituto di Neuroscienze del Cnr 

Pubblicato il - 30 dicembre 2016 - 20:08

TRENTO. Unire le forze e le competenze per creare una rete formidabile di conoscenza e di laboratori per promuovere progetti di ricerca e di formazione interdisciplinari nel campo dell'autismo. Tutto questo è “Train” (Trentino Autism Initiative). La varietà comportamentale dei disturbi dello spettro autistico ha una forte componente genetica ed è dovuta all’alterazione di diverse aree cerebrali durante lo sviluppo embrionale o perinatale, e può essere ulteriormente modulata dall’influenza dell’ambiente. L'autismo è quindi un disturbo eterogeneo con cause multiple e differente grado di severità dei sintomi, ed è frequentemente associato ad altre condizioni patologiche tra cui ritardo mentale, epilessia e disturbi d'ansia e dell'umore. L’eterogeneità dei disturbi dello spettro autistico rende molto difficile l’identificazione delle cause, la diagnosi precoce e lo sviluppo di nuove terapie per queste patologie. I primi sintomi di autismo si manifestano attorno al primo anno di vita del bambino, ma una diagnosi completa è generalmente possibile attorno al secondo anno, se non più tardi. Si stima che circa 15 bambini su 1000 siano affetti da autismo, con una netta prevalenza nei maschi rispetto alle femmine.

 

Tra Trento e Rovereto, ben undici gruppi di ricerca tra le principali istituzioni si occupano di autismo, a vari livelli. Il progetto vedrà i centri di ricerca dell’Ateneo Cibio, Cimec e il Dipartimento di Scienze cognitive unire le forze assieme a Istituto Italiano di Tecnologia, Fondazione Bruno Kessler e Istituto di Neuroscienze del Cnr per affrontare da un punto di vista interdisciplinare e ancora più integrato la ricerca sui disturbi dello spettro autistico nell’ambito del territorio trentino.

 

Le competenze scientifiche di questo network sono multidisciplinari, e spaziano da studi biologici fino a studi comportamentali e clinici su pazienti. Gli ambiti di ricerca comprendono l’identificazione di nuove mutazioni genetiche associate all’autismo, lo studio dell’effetto di queste mutazioni in modelli cellulari e animali, l’imaging cerebrale, lo studio bioinformatico di marcatori, la valutazione clinica e la valutazione dell’efficacia degli interventi riabilitativi su pazienti autistici. Tutti i gruppi afferenti a questo network si avvalgono inoltre di importanti collaborazioni sia nazionali che internazionali.

 

Un’opportunità unica, quindi, per promuovere la ricerca trentina sull’autismo con alcuni obiettivi precisi: promuovere la realizzazione di progetti multidisciplinari di ricerca di base e clinici; promuovere la formazione interdisciplinare di giovani ricercatori; svolgere attività di divulgazione dei risultati delle ricerche, in collaborazione con le associazioni di genitori di pazienti autistici.

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