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A Rovereto arriva 'Comproeuro', il primo punto commerciale al mondo della criptovaluta Bitcoin

La città della Quercia sempre più cuore della Bitcoin valley. Questo spazio, che si trova in via Rialto 21, non si limita però alla compravendita, ma cerca di andare oltre. Marco Amadori: "Qui forniamo un servizio al cittadino tra informazioni, formazioni e consulenze sul funzionamento di questa criptovaluta". Anche Federico Monti e Fabio Degasperi fanno parte di questa sfida

Di Luca Andreazza - 06 dicembre 2017 - 06:32

ROVERETO. A Rovereto arriva il 'Comproeuro'. Nessun errore, quanta è semplicemente la nuova sfida targata inbitcoin. I Bitcoin bruciano, infatti, le tappe e aprono il primo spazio fisico vero e proprio. E da dove poteva partire questo progetto se non dal Trentino, sempre più ribattezzato come 'Bitcoin Valley'?

 

"Questo spazio - spiega Marco Amadori, deus ex machina di inbitcoin, startup trentina leader nei bitcoin POS (dispositivi full bitcoin che accettano la crittovaluta) - riprende e interpreta il concetto dei 'Comproro': lì si possono portare oggetti antichi e preziosi per ricevere in cambio qualcosa di più moderno. 'Comproeuro' funziona allo stesso modo e si declina in chiave Bitcoin".

La sede di 'Comproeuro', che si trova in via Rialto 21 in centro alla città della Quercia e nel cuore della Bitcoin Valley, non si limita però alla compravendita della criptavaluta, ma cerca di andare oltre. "Qui - aggiunge Amadori - cerchiamo di fornire un servizio al cittadino tra informazioni, formazioni e consulenze sul funzionamento di questa criptovaluta in rapida crescita. Questo è un franchise e abbiamo già le prime richieste per aprire altri punti in Italia e all'estero".

La dimensione Bitcoin è infatti molto fluida in Trentino e questo ulteriore tassello, il primo progetto commerciale nel mondo, si aggiunge agli esercizi commerciali e negozi che già accettano la criptovaluta (Qui articolo), ma anche ai supermercati della grande distribuzione organizzata griffata Gpi (Qui articolo).

 

Ci sono quindi i buoni pasto per le scuole della Vallagarina: ben 11.107 studenti lì hanno già la possibilità di pagare 900.000 buoni pasto all'anno in bitcoin (Qui articolo), senza dimenticare che nell'ultimo periodo è arrivata anche l'approvazione in consiglio provinciale della mozione a firma Alessio Manica per promuovere e studiare questa tecnologia e valutare possibili sviluppi a livello economico e sociale per il territorio (Qui articolo). 

 

Le parole d'ordine sono infatti quelli di rendere sempre più semplici i pagamenti con i bitcoin e sdoganare l'utilizzo delle criptovalute. E il Trentino, ancora una volta, è capofila di questo progetto. "Il punto commerciale di via Rialto - prosegue Amadori - è già operativo e in questo periodo si possono acquistare le 'Bitcoin card natalizie' per regalare un qualcosa che si rivaluta inoltre nel tempo". 

E per sfondare anche in questa sfida Amadori si affida a quelle che reputa due 'rock star' imprenditoriale in Provincia, cioè Federico Monti, presidente di Nuit-nuovi imprenditori Italia, e Fabio Degasperi, titolare del negozio 100-one, rispettivamente in qualità di Ceo e amministratore.

"Un mix di esperienza e entusiasmo fondamentale - evidenzia Amadori - per sviluppare questo progetto, al quale di unisce il nostro know-how per la parte software. Le prossime novità sono l'apertura, sempre in Trentino, di un centro di design e comunicazione, mentre in Friuli si sta mettendo a punto la prima Bitcoin Academy con corsi di laurea e piani didattici, ma anche una sovra-regolamentazione per il cambio-valuta per maggiore trasparenza e sicurezza verso i cittadini".

E sotto l'albero, in anticipo rispetto a Natale, ecco intanto il 'Comproeuro'. "Una sfida - dice - che abbiamo accettato di portare avanti qui, quando sarebbe stato molto più semplice aprire in altri Paesi europei. Una società solida che dispone di centomila euro di capitale sociale. Abbiamo infatti il sostegno di tanti 'Bitcoiner' e 'Bitcoin Angels', simpatizzanti del progetto, che cerchiamo di coinvolgere in quanto l'entusiasmo va salvaguardato e valorizzato".

 

Insomma, la strada sembra già tracciata. "Qui in Trentino - conclude Amadori - siamo all'avanguardia in questo senso e la mia intenzione è quella di rendere la nostra provincia una Bitcoin Valley sempre più importante. Credo che questa potrebbe essere un'occasione unica per attirare imprese, industrie, creare ricchezza e posti di lavoro per rilanciare il territorio". 

 

 

 

 

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