Contenuto sponsorizzato

Dopo Sgarbi e le 3.500 firme online la lettera del critico Vincenti per salvare l'Hotel Post: "E' la vostra Storia. Fate un passo indietro"

La lettera del promotore della raccolta firme contro l'abbattimento dell'hotel dei primi del '900: "L’aspetto austroungarico dell’albergo parla di un Tempo che fu grandioso e quell’architettura testimonia una cultura di grande importanza e segna l’epoca dei grandi investimenti alberghieri lungo l’asse della Sudbahn-Gesellschaft voluta dal Kaiser Franz Joseph"

Di Luca Pianesi - 05 dicembre 2017 - 10:57

DOBBIACO. Dopo l'appello, colorito e d'impatto come si conviene al personaggio, di Vittorio Sgarbi rivolto agli amministratori della Regione, della Provincia di Bolzano e del Comune di Dobbiaco (definiti dei "criminali" ricordando loro che la sua "ira come una maledizione cadrà su Dobbiaco e i suoi amministratori se butteranno giù l'Hotel Post") ora è lo storico dell'arte Francesco Vincenti a prendere posizione con una lettera inviata al sindaco del comune altoatesino. E' stato lui a lanciare la petizione su Change.org per chiedere che non venga abbattuto l'Hotel Post (qui l'articolo completo).

 

Petizione che in pochi giorni ha superato le 3.500 firme e che ha smosso le coscienze di molti. Addirittura di Casa Pound che ha chiesto di non abbatterlo (nonostante sia un'opera tutta di tradizione asburgica che, pur ricostruita nel dopoguerra ha il pregio di essere rimasta fedele alla vecchia architettura pre-italiana). 

 

 

 

Adesso Vincenti chiede esplicitamente al sindaco Bocher e ai cittadini dobbiachesi di non prestarsi a quello che viene considerato uno scempio: l'abbattimento di un'opera che si cala perfettamente nelle prospettive della piazza per lasciare posto a un "cubo in cemento armato". La pubblichiamo integralmente nella speranza che smuova le coscienze.

 

 

 

 

Eg. Sindaco dr. Bocher e cittadini dobbiachesi,

chi scrive è lo storico dell’arte di Bologna che ha lanciato la petizione per salvare l’Hotel Post dalla demolizione (https://www.change.org/p/comune-di-dobbiaco-nonvogliamo-la-demolizione-d...). In poco più di una settimana sono arrivate quasi quattromila adesioni e non fanno che crescere. Sono le firme, raccolte solamente on line per ora, di chi partecipa a gruppi e pagine facebook di appassionati cittadini e turisti delle Dolomiti e particolarmente della Val Pusteria. Per me sono come il suono dei campanacci, sono sostegno e vogliono dire tanto.

 

Vogliono chiedere che la nostra opinione valga a fermare quello che consideriamo uno scempio. Mentre Le scrivo ho sottocchio le tante immagini dell’Hotel Post raccolte in anni di collezionismo, mosso da un amore sconfinato per Dobbiaco. Un amore che dura da generazioni, appartenendo alla terza che viene a passare lunghi periodi di vacanza, da quando mio zio Monsignor Benazzi pioneristicamente aprì, nell’ex Grand Hotel, la Colonia Alpina in qualità di direttore della Pontificia Opera di Assistenza.

 

Quando ho chiesto un supporto al collega Vittorio Sgarbi sapevo che il suo parere sarebbe stato in grado di scuotere il facile consenso che, sempre più spesso in Alto Adige, appoggia operazioni urbanistiche ed edilizie molto discutibili per noi, turisti o professionisti, che assistiamo ad un pressante consumo di suolo e alla cancellazione dell’esistente con esiti non sempre esteticamente positivi. Personalmente non riesco a farmi una ragione con cui una sorta di vostro bifrontismo fa coesistere le antiche tradizioni locali con lo smantellamento del contesto.

 

Voi dobbiachesi, altoatesini pusteresi, non provate un tormento solo all’idea di passare, con una delle tradizionali processioni, vestiti dei vostri bellissimi costumi e con le mandrie addobbate, davanti ad un cubo di cemento armato? Perché accanto all’impegno di mantenere intatto il valore delle grandi famiglie, degli antichi masi, di quella Verkaufte Heimat a voi sentitamente e logicamente tanto cara, non vedo corrispondere l’impegno di mantenere il paradiso dei pascoli, del sapere antico di costruire pur con l’adeguamento ai moderni confort di bioedilizia e bioenergetica? Quando si è salvato dallo sfacelo l’ex Grand Hotel avete scelto che quell’edificio fosse una risorsa ma guardate che non c’è alcuna differenza fra lo splendido edificio progettato da Wilhelm von Flattich e l’architettura del Post: parlano la stessa lingua e se è stato preservato il primo, perché non il secondo?

 

Guardatele quelle eleganti finestre al pian terreno, la porta della Theiss’Stube sull’angolo verso la chiesa con quella cuspide a conchiglia, quelle raffinate lesene che corrono a scandire la partizione delle finestre, la mossa che fa il tetto, avete mai guardato, venendo dal prato antistante il cimitero, la bellezza della prospettiva che si coglie guardando il Post fra il campanile e la chiesa?! L’aspetto austroungarico dell’albergo parla di un Tempo che fu grandioso e quell’architettura testimonia una cultura di grande importanza e segna l’epoca dei grandi investimenti alberghieri lungo l’asse della Sudbahn-Gesellschaft voluta dal Kaiser Franz Joseph.

 

Come si può cancellare tutto questo con uno sventramento che ha più un sapore politico e utilitaristico? Il progetto che l’immobiliarista vuole realizzare è, a mio giudizio e non solo, una pessima sostituzione. Lo sventramento non è necessario, la chiesa di San Giovanni non è mai stata visibile nella sua interezza. Nemmeno filologicamente ha senso questo intervento urbanistico! Una maggior visibilità del campanile è un pretesto che ha un costo estetico troppo grave. La valorizzazione dei monumenti non la si fa isolandoli dal contesto finendo per farli apparire come degli ufo. È un concetto superato dal dopoguerra. Senza il Post accanto la chiesa apparirà come qualcosa di avulso dall’ambiente nel quale è stata costruita. Siete coscientemente pronti per compiere un’azione così brutale?

 

L’attuale amministrazione compie coscientemente questa azione in nome delle generazioni future? L’Hotel Post sorge alla fine della Prima Guerra Mondiale sulle macerie di due case contigue destinate già all’accoglienza turistica e danneggiate dalle bombe, ha ben più di un secolo perché l’attuale costruzione, l’ho studiato attraverso le antiche immagini, ingloba i muri delle precedenti. Quella è la vostra Storia! La famiglia Unterhuber che lo possedeva ha svolto attività alberghiera per circa duecento anni in quel sito. Il progetto moderno è stato visionato dai vostri organi competenti e con una professionalità che non metto in dubbio ma ne contesto risolutamente la scelta. Quel contesto offre un aspetto unitario, col vecchio ufficio postale ora restaurato e gli antichi alberghi dei Baumgartner di fronte al Post.

 

L'aspetto della piazza su cui insiste l'albergo possiede un'estetica ancora intatta ed è un triste criterio quello che preferisce aperture prospettiche rettilinee con casermoni neo-razionalisti a destra e manca, balconi impilati, vialetti di quell’insopportabile gusto minimale sparso ormai a raglio nel nostro Paese. Tutti gli studiosi si pentono oggi degli sventramenti novecenteschi in città come la mia Bologna, come Firenze, come Roma quando, ad esempio, nel ’36 Piacentini operò l’abbattimento del quartiere medievale antistante San Pietro per aprire una prospettiva che nessun Michelangelo, Raffaello, Bernini aveva desiderato e che segnò la perdita di quella visione celestiale che si aveva del colonnato e della Basilica uscendo da quei vicoli stretti. Abbiate il coraggio di cogliere l’opportunità di fare un passo indietro per farne tanti avanti!

 

Quello che è perso lo è per sempre. 

Video del giorno
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 14 Dicembre 2017
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Guarda le edizioni precedenti
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

15 dicembre - 06:50

La perturbazione arrivata in Trentino tra domenica 10 e lunedì 11 dicembre è un evento molto raro. Temperature più alte in montagna rispetto al fondovalle e aumenti in quota tra i 10 e 16 gradi

15 dicembre - 18:01

Il fatto è stato ripreso in apertura di Consiglio provinciale, Dorigatti: "La violenza di genere è un fenomeno trasversale", Claudio Cia: "Questa modalità di 'accoglienza' dei profughi è fallita". La Lega: "Responsabilità politica di chi ci sta governando, comprese quelle donne che si sono battute per una legge a tutela del genere femminile per pura demagogia e propaganda elettorale"

15 dicembre - 16:00

Diversi gli interventi della polizia locale tra quattro ristoratori segnalati alla Procura per inquinamento olfattivo, due mezzi sono stati rimossi nei sobborghi cittadini, ma anche un condominio infestato dagli insetti e una signora multata perché 'pizzicata' dalle telecamere a non fare la raccolta differenziata

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato