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Stadio, polo fieristico, centro congressi, un parco come Le Albere e un'area residenziale: svelato il progetto per l'ex Italcementi

Gli architetti di Campomarzio, questa sera, hanno presentato il loro disegno per Piedicastello. Un contributo per poter aprire la discussione e per provare a pensare al quartiere in maniera organica e finalmente come se facesse parte della città. A unirlo a via Verdi una passerrella 

In alto a sinistra la mappa del quartiere, a destra un segmento di stadio e quartiere, in basso a sinistra lo stadio di Voždovac e a destra la piazza
Di Luca Pianesi - 12 dicembre 2017 - 21:21

TRENTO. Non si può che dire grazie. Grazie per l'impegno, per la qualità del progetto, per la capacità di visione. Gli architetti dello studio Campomarzio hanno presentato, questa sera, a Piedicastello il loro disegno di sviluppo dell'area ex Italcementi. Un'iniziativa partita da loro, fatta senza chiedere niente in cambio, investendo risorse e tempo propri. Perché? Per aprire il dibattito, per permettere alla cittadinanza (tutta, non solo del quartiere) di ragionare in maniera organica su progetto multifunzione, per rompere il tabù che il futuro urbanistico della città debba essere un'esclusiva della politica il più delle volte risolto con delle soluzioni "tampone". 

 

 

Qui, al contrario si parla di un disegno d'insieme teso a trasformare il quartiere a ovest dell'Adige in una zona della città a tutti gli effetti, liberando altri spazi e permettendo di accentrare funzioni e servizi. E pazienza se non vi piacerà qualcosa, se penserete che l'area residenziale, da rendering, abbia case troppo alte, o il parcheggio sia troppo piccolo o la piazza troppo ariosa. Qui si discute di sistema. Si ragiona su una visione. Si consegna un contributo alla comunità perché si possa aprire un dibattito. Il punto di partenza? Le questioni aperte della città: manca un Centro Congressi degno di questo nome (si doveva realizzarlo alle Albere, poi al suo posto è nata la Buc), il Polo Fieristico verrà spostato proprio nell'area ex Italcementi, il Briamasco è una struttura orrenda inserita in una zona, ormai, dall'alto valore paesaggistico e urbanistico e al di là degli attuali risultati del Trento Calcio prima o poi questa città dovrà anche dotarsi di uno stadio all'altezza.

 

E allora ecco l'ipotesi (solo in parte anticipata questa estate da il Dolomiti ma che alla luce del progetto completo risulta essere ancora più interessante): una struttura compresa all'interno di uno stadio da circa 12.000 spettatori di 7.300 metri quadri, alla cui base si trovi il Polo Fieristico grande a sua volta 7.300 metri quadri e un Centro Congressi di 3.000 metri quadri. Ma non è tutto: è prevista un'area residenziale di 13.000 metri quadri (che potrebbe anche essere adibita a studentato), 6.000 metri quadri di servizi commerciali posizionati sotto le tribune, dove si potrebbero realizzare farmacie, spazi aggregativi, un supermercato; e ancora 9.500 metri quadri di parco che ricalchi quello delle Albere così da dare omogeneità alle due sponde del fiume e quindi i parcheggi, per un totale di oltre 2.000 posti auto tra sotterraneo e scoperto. 

 

Piedicastello, così, diventerebbe quello che non è mai stato: un quartiere della città a tutti gli effetti collegato con una passerella direttamente a via Verdi, così da distare solo 10 minuti da Piazza Duomo, 10 minuti dal Muse e 9 minuti dalla Stazione. E a loro volta anche il Doss Trento e le Gallerie di Piedicastello, oltre alla bellissima Santa Apollinare, potrebbero essere avvicinate al centro storico ed essere inserite nei percorsi turistici cittadini. Il tutto andando a liberare gli spazi di San Severino e dell'ex Sit (i parcheggi si "trasferirebbero" nella nuova area), la zona dove oggi insiste il Briamasco e, ovviamente, l'area di Trento Fiere. 

 

Un sogno? Forse. Ma che da altre parti è realtà: l'esempio più calzante è la cittadina svizzera di Neuchâtel (che è più piccola di Rovereto con i suoi 34.000 abitanti); ma ci sono molte altre città europee (dall'Inghilterra all'Austria) che stanno investendo su progetti architettonici di questo tipo e se pensate che costi troppo e sia impossibile da realizzare in Italia l'altro esempio al quale gli architetti di Campomarzio si sono ispirati è quello di Voždovac, comune della Serbia che va a comporre la città di Belgrado. Insomma yes we can.

 

E alla domanda: ma quanto costerà l'opera, i giovani architetti rispondono ancora una volta nel modo più giusto che c'è. "E' meno costosa di quanto si pensi - hanno spiegato alla serata di presentazione - ma al momento ci interessa poco. Se dessimo una cifra il dibattito si appiattirebbe su quella. Noi vogliamo che il Comune prima decida cosa vuole fare su quell'area. Vogliamo capire se c'è la volontà di ragionare in maniera complessiva e d'insieme con un progetto organico. Se l'amministrazione avrà le idee chiare, in questo senso, riuscirà a convincere i privati e i soldi per costruire li troverà anche con il loro contributo. Altrimenti via libera allo sterile capannone fieristico con dei parcheggi, che si voleva fare, così da trasformare Piedicastello nella periferia della periferia".

 

Il dado è tratto. Gli architetti di Campomarzio hanno lanciato il guanto di sfida. Speriamo che la comunità lo raccolga e così faccia anche la politica. 

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